La Ferrari in Ungheria vola, più di quanto ci si potesse aspettare. Lewis Hamilton ha chiuso in testa il venerdì, con Charles Leclerc subito alle sue spalle e staccato di 148 millesimi. Doppietta rossa, nella miglior giornata della Scuderia in questo 2026. La SF-26 e i piloti corrono forte, animando le speranze accese alla vigilia del weekend, ma il team principal Frederic Vasseur non ci sta e, quando i media in circuito gli chiedono se effettivamente questo sia il miglior venerdì del 2026, lui non abbocca. Anzi, traccia la strada da seguire: “Non puntiamo al miglior venerdì, ma alla miglior domenica”.
Il perché la Ferrari vada forte qui è semplice da spiegare. L’Hungaroring è l’opposto di Silverstone e Spa: pochi rettilinei, tante curve lente e veloci, una pista che ricorda quasi un kartodromo. In questo contesto il problema principale della vettura, il motore meno potente della Mercedes, conta pochissimo. C’è un solo rettilineo vero, quello dei box, e non basta a fare la differenza. Quello che conta è la trazione, la capacità di uscire bene dalle curve lente e, lì, la Ferrari è tra le migliori in griglia. Hamilton e Leclerc, infatti, arrivano all’ultima curva con le gomme non surriscaldate, correggono poco e chiudono il giro forte.
“Oggi è andata piuttosto bene, il set-up è a posto, gli aggiornamenti funzionano”, ha poi continuato Vasseur. “Ma siamo ancora lontani dalle qualifiche. Questo significa che dobbiamo continuare a mettere a punto la macchina, a spremere prestazioni in ogni settore e fare un lavoro ancora migliore”.
Nel venerdì ungherese, però, c’è anche un elemento in più: la Ferrari ha girato con la specifica di motore senza l’aggiornamento dell’ADUO, tenendosi qualche cavallo in più in vista del sabato e della domenica. Ciò significa che, quello che si è visto oggi, potrebbe essere ancora migliore nelle sessioni che verranno.
Intorno alla Scuderia, poi, il quadro è interessante. Norris è terzo con la McLaren ma a mezzo secondo, con una MCL40 migliorata sul giro secco grazie agli aggiornamenti portati ma non ancora sul passo gara. Verstappen è quarto, ma ha avuto una seconda sessione complicata con alcuni problemi al sedile che gli hanno tolto tempo utile in pista. La bandiera rossa di Colapinto, finito in barriera alla curva 14, ha almeno permesso alla Red Bull di lavorare senza perdere ulteriore tempo.
La Mercedes, invece, è in difficoltà. Russell è quinto ma lontano quasi un secondo da Hamilton, con problemi di setup che non riesce a risolvere. Antonelli è tredicesimo, ma con l’attenuante di aver saltato la FP1 dove la sua W17 era affidata al danese Frederick Vesti. Sul passo gara, però, l’italiano è stato in linea con la Ferrari e questo è il dato che più conta. Nella serata toccherà lavorare sui problemi in uscita di curva, con micro-bloccaggi al retrotreno che hanno infastidito - e non poco - i due piloti nel corso di questa prima giornata in pista.
Insomma, la Ferrari è messa meglio di tutte e alla fine Vasseur ha chiuso con un messaggio che suona come una dichiarazione d’intenti: “L’ultima gara prima della pausa è importante perché resta impressa nella mente per tre o quattro settimane. Ma a Budapest non si guadagnano più punti che a Silverstone o Spa. Cerchiamo di affrontare tutte le gare allo stesso livello”.
Quindi, niente euforia, testa bassa e lavorare. Per la Ferrari potrebbe essere un’occasione d’oro, ma prima c’è da continuare a spingere per mantenere il gap fatto vedere fin qui. E soprattutto, c’è da confermarlo quando conterà davvero.