Marc Marquez ha appena vinto la Sprint nel GP della Germania, al Sachsenring, in un weekend in cui sta dimostrando tutta la sua micidiale velocità senza però strafare, un approccio che ha iniziato dopo essere rientrato dall’ennesimo infortunio al Mugello. Niente di pirotecnico, eppure lo spagnolo è primo in qualifica, ha il nuovo record della pista (per trenta millesimi su Fabio Di Giannantonio) e la medaglia d’oro della gara del sabato.
La notizia della giornata sfortunatamente è un’altra: Marco Bezzecchi si è infortunato dopo una violenta caduta in curva 7, durante le Q2, mentre era a casco rosso, durante il primo tentativo. La moto si intraversa, lui la tiene finché può ma è questione di attimi prima che la sua Aprilia molla il colpo e lo scarica nella ghiaia, dove per l’ennesima volta un pilota si trova a fare i conti con una piccola duna che innesca una violenta rotolata. Marco rimedia una brutta frattura alla clavicola e parte per l’Italia per farsi operare il prima possibile, in modo da recuperare in vista del GP di Gran Bretagna a Silverstone in programma ai primi di agosto, dopo la pausa estiva.
Sui social diversi tifosi spagnoli (trovate i commenti nel reel) cominciano a parlare di karma: Marco ha fatto cadere Marc in Indonesia e adesso nel paga le conseguenze. Il che è piuttosto scoraggiante per chi nelle corse lavora, perché se questi sono i tifosi sarebbe più sensato restare a casa, dare da bere alle piante e imparare qualche combo su Tekken. Così a Marc Marquez, appena sceso dal podio, chiediamo un commento sulla vicenda. Lui non si fa sfuggire l’occasione: “Il karma non esiste. Ho letto la parola karma dal 2015 per esempio, e ho vinto 6 titoli mondiali da quella volta. Quindi se questo è il karma, benvenuto (ride). Il karma non esiste, noi piloti ci prendiamo grossi rischi là fuori e io auguro il meglio a Marco. Ho già detto dopo l’incidente in Indonesia di non prendersela con Marco perché queste cose succedono nelle corse e oggi è successa una cosa che possiamo risolvere in futuro, perché ancora una volta Bezzecchi, Fermín ad Assen e io in Indonesia ci siamo fatti male per il dosso che c’è nella ghiaia. Quindi sì, spero che si riprenda bene e che in futuro si possa risolvere questo problema”.
Fa sorridere il fatto che Marc parli di 6 titoli mondiali quando da quella stagione in poi in poi ne ha vinti 5, il che potrebbe significare che ha grande confidenza in questo 2026, così come l'idea di tirare fuori il 2015 in una situazione simile. Per il resto il discorso è piuttosto chiaro. Ad ogni modo, Marco ha scritto un breve messaggio sui social: “È un momento duro, ma noi siamo più duri. Adesso mi faccio aggiustare e mi rimetto al lavoro. Niente mi farà mollare!”. Lui, che ha dominato la prima parte di stagione, ha ancora tutto quello che serve per giocarsi il titolo mondiale fino a Valencia. Forse il fatto che questo calo sia arrivato adesso, non più avanti nella stagione, gli permetterà di riprendere il ritmo, sgombrare la mente e tornare in pista con gli occhi sulla coppa.