Marc Marquez sale in cima alla classifica dei tempi nel venerdì del Sachsenring. Non una sorpresa, anche se il modo in cui ci è arrivato dimostra ancora una volta un cambio di approccio per lo spagnolo, che ha inaugurato le bandiere gialle per la MotoGP con una scivolata in curva 3 al secondo giro del primo turno: in quel punto il circuito tedesco ha presentato un’imperfezione del tracciato tra cordolo e asfalto, che oltre a Marc Marquez ha steso Franco Morbidelli e scomposto la moto di Pecco Bagnaia. A quel punto i piloti hanno iniziato a fare una linea più larga e qualcuno - tra cui Enea Bastianini - è andato a parlarne in Safety Commission.
Marc, comunque, si è dimostrato velocissimo sul giro secco, imprendibile sul passo ma davanti solo quando conta, cioè a fine giornata. Per il resto ha lavorato con gomme usate e preso pochissimi rischi, un modo di correre a cui dobbiamo ancora abituarci con cui Marc sta cercando di arrivare al suo decimo titolo. Dietro di lui c’è la prima Aprilia, quella di Raul Fernandez: i ragazzi di Noale devono lavorare molto ma il potenziale sembra esserci, anche soltanto perché tutte e quattro le moto sono in Q2. Marco Bezzecchi (7°) è sotto antidolorifici; Ai Ogura chiude sesto (come da sua previsione alla vigilia del GP); Jorge Martín è 8° e soddisfatto anche se prevede un Gran Premio in difesa.
Nel frattempo Ducati continua a funzionare bene, riprova del fatto che questo divario tecnico di cui si parla molto non è così netto: Fabio Di Giannantonio chiude in terza piazza dopo una giornata passata principalmente a casco rosso e Alex Marquez, decisamente più in forma rispetto alle ultime gare, lo segue in quarta piazza. Il Team Gresini ha pure presentato una livrea replica di quella usata da Daijiro Kato prima e Sete Gibernau poi, una splendida Telefonica Movistar per celebrare i 30 anni della squadra dopo la variante Alex Barros sfoggiata in Brasile.
Clamoroso poi il 5° posto di Jack Miller, che ha spiegato come alla Yamaha manchino dai venti ai trenta cavalli rispetto alle altre moto che, tuttavia, su questa pista non servono, a differenza di un ottimo telaio che la M1 invece riesce a sfruttare bene: “Riusciamo a frenare 15 metri dopo e accelerare 15 metri prima”, dice Jack. Quando gli chiediamo come impatta ‘spiritualmente’ questa quinta piazza, lui risponde con una risata: “Spiritualmente dici? È venerdì, però io ci credo sempre. Penso di essere uno dei migliori in griglia, altrimenti non correrei. Ma so anche che attrezzi ho in tasca e quando gli attrezzi non funzionano c’è poco da fare: guarda come andava Marc in Honda o Valentino in Ducati, se non funziona non funziona, non importa se sei Marc Marquez o Valentino Rossi. Ma la moto non va male, le stiamo chiedendo molto”.
A entrare direttamente in Q2 sono anche Pedro Acosta e Franco Morbidelli, che però è stato penalizzato di tre posizioni in griglia la domenica proprio per aver ostacolato lo spagnolo all’inizio delle Prequalifiche. Franco, comunque, si è detto piuttosto soddisfatto della giornata, così come Acosta ha confermato che l’operazione al braccio destro per risolvergli la sindrome del tunnel carpale è andata bene. Solo tredicesimo invece Pecco Bagnaia, che ha parlato molto di problemi di grip (“Guarderò i dati degli altri, Alex Marquez per esempio ne ha moltissimo”), raccontando di come la soluzione vada cercata nell’elettronica, perché sembrava di “guidare sul ghiaccio”.
Chiudiamo con una considerazione di mercato: Maverick Vinales (18°) è in piena rotta col team, con cui potrebbe anche non concludere la stagione. Gunther Steiner ha alzato le mani. Luca Marini invece, che ha parlato molto di una gomma preriscaldata che non gli ha permesso di andare come avrebbe voluto, è sempre più vicino a chiudere un accordo con Tech3, il tutto mentre Nicolò Bulega si avvia a chiudere le trattative con Ducati e VR46 per il 2027. Anche se come dice chi vince oggi è soltanto venerdì.