La posizione di Max Verstappen in Red Bull è in bilico. E non lo è dal fine settimana di Silverstone, ma da molto prima, nonostante l’olandese abbia un contratto con il team di Milton Keynes valido fino al 2028. Dentro quel contratto, però, ci sarebbero delle clausole di uscita legate alle prestazioni della squadra: se il team non raggiunge determinati risultati, lui può andarsene a fine 2026. Ebbene, quelle clausole sarebbero già state attivate. A riferirlo è ESPN attraverso fonti interne al paddock.
Questo significa che Max, se vuole, può lasciare la Red Bull alla fine di questa stagione e ha tempo fino a ottobre per decidere. I motivi per cui potrebbe farlo non mancano: a Silverstone la sua vettura ha avuto un problema all’ala posteriore mobile e lui è finito nella ghiaia; otto giorni prima, in Austria, era successa la stessa cosa per una ragione diversa, ma sempre sullo stesso componente. Due incidenti ad alta velocità in due settimane: Verstappen dopo la gara ha usato la parola “pericoloso” e, quando un campione usa quella parola per descrivere la propria macchina, la situazione è seria.
Ma non è solo una questione di affidabilità perché Verstappen crede che il team non lo ascolti abbastanza. Sempre Silverstone voleva che gli ribaltassero il setup della macchina dopo le qualifiche, cosa che l’avrebbe costretto a partire dalla pit lane. La squadra ha detto no, lui ha corso e alla fine è andata come è andata. E soprattutto, negli ultimi mesi - o qualcosina in più - parecchie figure storicamente legate alla squadra hanno salutato Milton Keynes: Christian Horner, Adrian Newey, Helmut Marko, Rob Marshall e Jonathan Wheatley. Dal prossimo anno anche Gianpiero Lambiase, il suo ingegnere di pista da anni, che ha già firmato con la McLaren.
Poi c’è la questione economica. Verstappen guadagna circa 55 milioni di dollari all’anno, grazie a un contratto firmato nel 2022 quando aveva appena vinto il suo primo titolo. Da allora ne ha vinti altri tre, la F1 è diventata ancora più grande e le squadre valgono miliardi. Lui e il suo team ritengono che meriti di più, ma la Red Bull non sarebbe d’accordo sui numeri. E quando i dirigenti del team gli hanno chiesto almeno un impegno verbale a restare, Verstappen non lo avrebbe dato.
Detto questo, dove potrebbe andare? La Mercedes sembrava l’opzione più probabile fino a qualche mese fa: Toto Wolff aveva corteggiato apertamente Max, senza mai chiudere la porta. Ma dopo l’inizio di 2026 le cose sono cambiate: Kimi Antonelli, al secondo anno in F1, sta dominando il campionato e ha già un contratto a lungo termine con il team. Wolff ha trovato il suo pilota del futuro e non ha più lo stesso bisogno di Verstappen. Anche George Russell dovrebbe essere confermato per un’altra stagione, almeno stando alle parole di Toto. La porta Mercedes, quindi, per il momento si è chiusa.
La Ferrari, invece, è felicemente bloccata: Leclerc ha rinnovato meno di un mese fa, mentre Hamilton dopo un anno complicato è tornato in gran forma. Quindi, non c’è nessuna ragione per cambiare. L’Aston Martin sembrava un’opzione romantica, con Adrian Newey già lì e la possibilità di ritrovare persone con cui ha lavorato per anni in Red Bull. Ma l’inizio di 2026 è stato un disastro e l’opzione è stata scartata.
Rimane la McLaren, in questo momento l’ipotesi più plausibile. Zak Brown, il CEO, non ha mai detto esplicitamente no a Verstappen pur ripetendo che Lando Norris e Oscar Piastri siano i suoi piloti e che i loro nomi siano incisi sui sedili delle monoposto. E sempre secondo ESPN, Brown ha avuto conversazioni private con Verstappen e con il suo entourage, più di una volta.
Non significa che accadrà, ma un approccio c’è stato. Se la trattativa dovesse sbloccarsi, il posto libero sarebbe quello di Piastri, non di Norris. L’australiano è sotto contratto fino al 2028, ma i contratti in F1 si possono sempre rompere e McLaren lo sa benissimo, protagonista di più di una vicenda sotto questo punto di vista.
Le fonti vicine a Piastri dicono che lui è tranquillo, che il rapporto con il team è buono nonostante la delusione dell’anno scorso, con Norris campione del mondo nonostante un inizio di stagione devastante. E nel caso, sarebbe proprio lui a prendere il posto di Max a Milton Keynes. E poi c’è la terza opzione, quella che Verstappen stesso ha lasciato aperta più volte: smettere.
Non un anno sabbatico, ma proprio salutare - almeno per ora, perché nel circus non si sa mai - la F1. Lo ha detto a Montreal in modo abbastanza netto: se le cose restano così, con la gestione della batteria al posto della guida vera, lui non è disposto a continuare. E quando gli hanno chiesto se si prendesse una pausa per poi tornare, ha risposto no.
In questo scenario si inserisce la sua presenza sempre più frequente nelle gare GT. Alla 24 Ore del Nürburgring quest’anno è stato straordinario, dominando con la sua Mercedes fino a quando un problema tecnico non lo ha fermato. Guidare una GT3 lì, all’inferno verde, sembra averlo reso genuinamente felice. È il tipo di motorsport che ama, dove il pilota conta ancora, dove si sorpassa in staccata e non premendo un pulsante.
La situazione, riassumendo, è questa. Verstappen può lasciare la Red Bull a fine anno, ma il suo futuro è tutt’altro che chiaro. In F1 la McLaren è l’unica opzione concreta sul tavolo, nonostante uno stipendio non proprio in linea con le possibilità di Woking, così come il ritiro resta un’ipotesi reale e non solo una minaccia. La verità è che nessuno sa ancora come andrà a finire, neanche i diretti interessati. Ottobre è sì lontano, ma nemmeno poi così tanto.