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23 maggio 2021

Il calcio è dei ricchi e le squadre del popolo non esistono più.
Basta raccontarsi la favola del Leicester

  • di Filippo Ciapini Filippo Ciapini

23 maggio 2021

Basta chiamare Cenerentola o miracolo il Leicester City. Oltre 500 milioni spesi in cinque anni per una miseria FA Cup e una Premier League fortunata non cancellano il dodicesimo e i due noni posti consecutivi in classifica. Dobbiamo iniziare a stupirci del contrario, come mai le Foxes spendono così tanto e vincono così poco?
Il calcio è dei ricchi e le squadre del popolo non esistono più. Basta raccontarsi la favola del Leicester

Favola, cenerentola, miracolo ne ho sentite troppe per il Leicester, adesso anche basta. È vero, è giusto e corretto ammetterlo, senza dubbio l’ascesa delle Foxes nelle prime posizioni della classifica ha segnato gli ultimi anni della Premier League, a tal punto da relegare club storici come Tottenham, Everton e Arsenal fuori dalla zona-Europa. Ma la rivoluzione, lanciata da Claudio Ranieri, parte sì da acquisti mirati (e parecchio fortunati), ma soprattutto arriva dai milioni della famiglia Srivaddhanaprabha, che per comodità chiameremo Srivaddha.

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La famiglia thailandese, da oltre dieci anni alla guida del club, è leader a livello internazionale nella gestione dei duty free degli aeroporti con il marchio King Power. Un business che ha fruttato alla famiglia un patrimonio di oltre 5 miliardi dollari, niente male come base di partenza per affermarsi nel calcio inglese dove, la ripartizione dei diritti, le infrastrutture di proprietà e il giro di sponsor fanno il resto per aumentare esponenzialmente le entrate.

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Cash e fortuna, due fattori che se vanno di pari passo sono potenzialmente letali. Come dicevamo il Leicester nel 2015/16 vinse inaspettatamente il titolo sotto la guida di Claudio Ranieri, con la stessa rosa dell’anno prima, quando si classificò quattordicesima. La fortuna è stata nell’esplosione di calciatori “normali” come Ryhad Mahrez, 17 gol e 10 assist (4 e 3 nel 2014/15), Jamie Vardy con 24 reti segnate e 8 passaggi decisivi (5 e 10 nel 2014/15) e l’esplosione di N’Golo Kantè che prima di diventare la mezz’ala più completa in circolazione era un perfetto sconosciuto. Ma perché parliamo di fortuna? Perché dalla stagione successiva fino a quella attuale il Leicester ha speso “solo” 460 milioni (92, 88, 114, 104, 58) per posizioni in classifica assolutamente deludenti. La famiglia Srivaddha, nonostante il terribile incidente in elicottero che ha portato alla morte del presidente e della figlia nel 2018, non ha mai badato a spese, anzi, se c’era da aggiungere qualche milioncino in più per chiudere le trattative non si peritava affatto.

Smettiamola quindi di stupirci se il Leicester arriva quinto o vince una FA Cup o si qualifica in Champions. La favoletta del miracolo sportivo non esiste più da un pezzo. Insomma, lo stupore dovrebbe essere per la dodicesima posizione nella stagione post titolo, oppure i due noni posti di fila. Quindi per favore, smettiamo di definirla cenerentola o professarsi tifosi perché “fuori dal coro”. Il Leicester spende tanto e conquista poco. Si è vero, la concorrenza è stra agguerrita, ma proprio perché è stata vinta una Premier League in un contesto del genere, avrebbe dovuto dare uno slancio alla famiglia Srivaddha. E invece? Na miseria, di titoli ovviamente.

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E poi, detto francamente, a me il Leicester non sono mai stati neanche tanto simpatici. Già il fatto che nel periodo della vittoria del campionato tutti tifavano quella squadra che prima non se la filava nemmeno un gatto, ma poi le Foxes sono state protagoniste, in negativo, di uno dei video che ha fatto la storia del calcio. E che non dovremmo mai stancarci di vedere. Tipo andrebbe visto a cadenza mensile. Maggio 2013, semifinale di ritorno di Championship, la serie b inglese, tra Watford e Leicester. La squadra di Gianfranco Zola sta conducendo per 2-1 dopo aver perso per 1-0 l’andata al King Power Stadium. I supplementari sono già nella testa dei calciatori, ma al 96’ succede di tutto. Calcio di rigore per il Leicester, sul dischetto Knockaert. Se segna la partita è finita, ma l’attaccante sbaglia clamorosamente con Almunia che compie una doppia parata e innesca il contropiede dell’italiano Forestieri che parte a fuoco stile Italia-Germania 2006 sul gol di Del Piero, la palla arriva a Hogg che fa sponda a Deeney che segna al volo e corre verso i suoi tuffandosi nelle tribune. Eh beh, quello è stato un miracolo sportivo, mica il Leicester che vince la FA CUP…e poi vabbè quel DEEEENAAAAYYYY mixato allo YEAAAAHHHH della curva dell’Watford, è veramente tutto. Come si sente dire dal commentatore "Do not scratch your eyes, you are really seeing the most extraordinary finish here".

Ah in quella partita, tanto per far capire quanto il Leicester debba tutto alla fortuna e ai milioni, in panchina e non entrati c’erano tale Harry Kane e proprio Jamie Vardy.

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