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19 maggio 2022

Il Marc Marquez che non t’aspetti: “Valentino Rossi? L’ho detto e non me ne vergogno!”

19 maggio 2022

L’otto volte campione del mondo è tornato a parlare della rivalità con Valentino Rossi, ma anche di quando il pilota di Tavullia era il suo idolo e gli firmò il modellino di una replica della moto numero 46. “Quello che ha fatto lui per il motociclismo è impareggiabile, l’ho già detto e non me ne vergogno”.
Il Marc Marquez che non t’aspetti: “Valentino Rossi? L’ho detto e non me ne vergogno!”

Quando lui ha cominciato a rendersi conto che sarebbe davvero potuto diventare un pilota di moto da corsa e che avrebbe potuto ambire a grandi successi in Classe Regina, i piloti di riferimento erano Valentino Rossi e, per gli spagnoli, Dani Pedrosa. E’ a loro che Marc Marquez si è ispirato e è da loro che ha provato a copiare qualche segreto. Lo ha raccontato nell’intervista rilasciata a LaCaja: “Nel 2008, il mio primo anno nel Mondiale, avevo uno sponsor comune con Valentino. Mi avevano regalato una replica della sua moto e lui l'ha firmata per me – ha raccontato Marc Marquez, spiegando che quello è stato uno dei momenti più emozionanti della sua vita -  L'ammirazione per quello che ha fatto Valentino, per quello che ha ottenuto per il motociclismo, non solo per i suoi titoli, ma per il motociclismo, è per me la stessa di sempre. È il pilota che si è mosso di più. L'ammirazione e quello che ha fatto per il motociclismo e in pista, quello che ha insegnato a molti dei piloti che sono poi arrivati in MotoGP, c'è ancora. E quando è andato in pensione l'ho detto e non me ne vergogno. Puoi andare d'accordo o meno, non dobbiamo essere tutti amici, ma ciò non toglie di riconoscere quello che ha fatto Valentino e tutti i suoi meriti”.

L’altro riferimento, o meglio ancora l’altro idolo, è stato, invece, Dani Pedrosa, con cui poi Marc Marquez ha condiviso anche il box. “Pedrosa era diverso – ha raccontato l’otto volte campione del mondo - Ho avuto modo di incontrarlo da bambino e da bambino vedi chi vince. Quello che ha vinto è stato Dani e, a parte questo, ha fatto diversamente. Ho imparato molto nel 2013, non una domenica, non due, non tre... È stato dopo il riscaldamento, o appena prima del riscaldamento, indossando quello che indossava Dani e facendo quello che faceva lui. E lo ha fatto così. Le prime gare, quasi sempre, e tante gare sono uscito con la mentalità del 'vediamo dov'è Dani'.  Mi ha insegnato molto. Solo dopo ho trovato un mio stile di guida, ma le basi sono quelle di Pedrosa”.

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