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Il momento esatto in cui Joan
Mir ha smesso di essere un
pilota per diventare un campione

  • di Antonio Cicerale Antonio Cicerale

16 novembre 2020

Il momento esatto in cui Joan Mir ha smesso di essere un pilota per diventare un campione
La svolta quando ancora nessuno, se non lui e Suzuki, credevano nel sogno di laurearsi campioni del mondo. Il sorpasso su Valentino Rossi, a Misano, ha aperto gli occhi a tutti sul talento del ventitreenne di Maiorca ed è stata una iniezione di fiducia anche per lui

di Antonio Cicerale Antonio Cicerale

Vi ricordate del sorpasso di Mir su Rossi a Misano? Quel sorpasso all’ultimo giro alla curva del Carro che gli valse il secondo podio stagionale’
Da lì Joan Mir non ha sbagliato più nulla e ieri, a Valencia, si è laureato per la prima volta Campione del Mondo MotoGP. Dopo vent’anni esatti dall’ultimo titolo vinto, il mondiale torna in casa Suzuki, e stavolta ha il nome di Joan Mir, quel ragazzino spagnolo dal talento innato,che raccoglie le eredità pesanti di Barry Sheene, Marco Lucchinelli, Franco Uncini, Kevin Schwantz, Kenny Roberts JR.

Tutti piloti che a loro modo hanno scritto la storia del motomondiale. Lo ha fatto anche Joan Mir. Perché Mir si è laureato Campione del Mondo in questa annata pazza che tra pandemia, infortuni vari (non solo Marquez, ma anche Rins) e colpi di scena si è rivelata la stagione più combattuta degli ultimi anni. Questo titolo Joan se lo è costruito con maturità. Dopo qualche errore nella parte iniziale della stagione è risalito in una maniera incredibile. Gara dopo gara è arrivato ad essere il più costante tra tutti i piloti in griglia, cercando quasi sempre di ottenere il podio.

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Ma esattamente, Mir quest’anno da dove è uscito fuori? Diciamolo chiaramente: ad inizio stagione in pochi avrebbero scommesso su di lui, semplicemente perché c’erano altri nomi in ballo – che poi alla fine tra errori individuali, o per il poco feeling con la moto in qualche pista di troppo, si sono rivelati dei mezzi flop - tipo Dovizioso o Quartararo.

La sorpresa è uscita fuori come quel regalo che non ti aspetti nel giorno di Natale. Joan Mir e la Suzuki sono arrivati sul tetto del mondo. Probabilmente l’immagine più significativa della sua stagione, potrebbe essere quella del sorpasso su Valentino all’ultimo giro nella gara di Misano. Da lì Mir si è rivelato uno tosto, perché quel sorpasso ha segnato la svolta la scalata al titolo. Quel giorno tutti abbiamo capito il potenziale di Mir: capacità, talento e sfrontatezza di non cedere all’emozione di sfilare a fianco di uno che ha vinto nove titoli mondiale e che è da sempre il tuo idolo, sulla sua pista di casa e davanti al suo pubblico. Non tutti ci avrebbero provato. Mossa da campione. E promessa mantenuta.

 

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