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4 luglio 2026

Il WDW? Nicolò Bulega principe della Race of Champions a Misano, ma la vera notizia è Marc Marquez che forse è cambiato per sempre

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

4 luglio 2026

È il sabato del WDW a Misano, così i piloti sono scesi in pista per un turno di libere prima e le qualifiche poi, dove Nicolò Bulega ha strappato un clamoroso 1’34.386 con una Ducati Panigale V4 S completamente di serie. Dietro ci sono Baldassarri e Bagnaia, mentre Marc Marquez chiude a oltre due secondi. Il che dovrebbe accendere un bel campanello d’allarme in testa ai ragazzi di Aprilia
Il WDW? Nicolò Bulega principe della Race of Champions a Misano, ma la vera notizia è Marc Marquez che forse è cambiato per sempre

È da inizio stagione che Nicolò Bulega vince tutto quello che può: 21 vittorie consecutive quest’anno, a cui si aggiungono le ultime quattro dell’anno scorso e a cui, evidentemente, sembra destinata ad aggiungersi pure la Lenovo Race of Champions organizzata da Ducati per il WDW 2026. Che fosse lui il grande favorito nella gara tra i piloti Ducati con le Panigale V4 S di serie non era un mistero né per lui né, soprattutto, per tutti gli altri, che a partire da Bagnaia l’hanno indicato come l’uomo da battere già dal venerdì della conferenza stampa.

La Race of Champions ha sempre il suo peso, specialmente per i piloti che corrono con moto derivate di serie e che vogliono mostrare ai signori della MotoGP di non essere meno veloci o talentuosi: moto uguali per tutti, una pista conosciuta da chiunque e relativamente pochi settaggi a disposizione rendono la sfida più pura. L’unica differenza fatta notare da alcuni piloti è nella gomma a disposizione: i piloti MotoGP, da contratto, possono allenarsi unicamente con Michelin, mentre per la Race of Champions tutte le Ducati erano equipaggiate con le Pirelli a cui, viceversa, i piloti SBK sono perfettamente abituati.

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Ad ogni modo Nicolò Bulega fa segnare la pole position del sabato in 1’34.386, seguito da Lorenzo Baldassarri, che si qualifica secondo a mezzo decimo dal record, mentre Pecco Bagnaia è terzo a due decimi dalla testa. Seguono Montella, Surra, Morbidelli, Di Giannantonio, Bridewell, Pirro, Syarhin, Bautista, Marquez Mackenzie, Tulovic, Jacobsen e Waters. Sono quindi piloti di MotoGP, Superbike e i più veloci dei campionati nazionali sparsi per il mondo. Chiaramente mancano i piloti del Team Gresini, Alex Marquez e Fermín Aldeguer, entrambi ancora in recupero dalla dolorosissima trasferta di Assen.

Ad impressionare di più, oltre chiaramente al tempo stratosferico di Bulega con quella che di fatto è una moto di serie a tutti gli effetti, è stata la prestazione di Marc Marquez. Lo spagnolo è stato svelto, anche più di altri, eppure ha corso con grande margine, quasi a passeggio, cosa che da lui non si era mai vista. Non ci vuole un conciliabolo di youtuber e giornalisti per capire che abbia deciso di farlo per tutelarsi e non rischiare inutilmente visto che ormai è pienamente tornato in lotta per il mondiale. Ricapitolando: adesso in pista c’è un Marc Marquez velocissimo, quasi completamente sano e consapevole come non lo era mai stato in vita sua. È un Marquez che non vuole perdere occasioni o punti, né tantomeno fermarsi ancora per un guaio fisico sapendo bene che non potrà continuare a correre per sempre.

È cambiato per sempre? Probabilmente sì. Stiamo vedendo un Marc diverso, più attento, conservativo, uno che si gioca l’all-in solamente quando è padrone del tavolo. Come al Sachsenring per esempio, dove andremo la settimana prossima. In gare come Silverstone invece (da cui la MotoGP ripartirà dopo la pausa estiva) probabilmente lo vedremo di nuovo accontentarsi. Il che è una pessima notizia per un’Aprilia veloce con tutti i propri piloti ma costante con nessuno.

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La classifica dei tempi a fine giornata.

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