Lando Norris una sbavatura a Interlagos doveva farla per forza. Per sua fortuna non in gara, vinta dominando dopo aver momentaneamente perso la leadership allo spegnersi dei semafori, bruciato da Kimi Antonelli su pista bagnata e gomme intermedie. Poi il sorpasso nel momento in cui tutti sono tornati su gomme da asciutto, complice anche un errore dell’italiano in difficoltà con la sua W17 e in grossa sofferenza per un presunto problema lamentato più volte via radio. Da quel momento in poi, l’inglese è stato perfetto nonostante il cambio di condizioni continuo e la pioggia tornata nel finale, rendendo tutto più complicato.
Il suo è un weekend da campione del Mondo qual è, forse più di quando lo è diventato, dopo essersi preso anche la pole position in condizioni tostissime da gestire. Un cecchino, capace di sfruttare la prima occasione disponibile dopo un filotto di gare passato a lottare con la sua stessa McLaren, lontanissima dalla forma sperata e tornata a vita grazie a un ingente pacchetto di aggiornamenti portato a San Paolo.
Eppure, ironicamente, il suo fine settimana in qualche modo l’ha macchiato. Tutto accade sul podio, quando meno te lo aspetti: nel momento dell’apertura dello champagne, Lando salta e prova a far stappare la sua bottiglia come piace a lui, battendola sul pavimento. Peccato però che, stavolta, questa si disintegra e alla fine è fortunato a non farsi male, rimanendo con la sola parte del collo tra le mani. Il resto è invece in frantumi per terra: quei detriti li guarda sorridendo mentre Verstappen e Hadjar, secondo e terzo sotto la bandiera a scacchi, gli rendono onore prima inondandolo, poi brindando tutti insieme.
Tolta la partenza a rilento, è l’unica sbavatura del suo fine settimana. E non è nemmeno la prima volta: il precedente porta in Ungheria, nel 2023. Quel giorno a vincere era stato Verstappen, con Norris secondo. Sul podio, Lando aveva deciso di stappare il prosecco - e non champagne in quell’occasione - proprio come fatto in Brasile, sbattendo il fondo della bottiglia sul suo gradino del podio. Nel farlo, però, aveva urtato il trofeo dell’olandese che, finito a terra, era andato in frantumi.
Prima un po’ di preoccupazione mista allo stupore del momento, poi qualche risata. Nonostante ciò, i danni erano stati ingenti: più di trenta persone avevano lavorato per sei mesi a quell’opera in ceramica, costata circa 15 milioni di fiorini ungheresi, cioè 40mila euro. Tutto vanificato da un’esultanza un po’ goffa, tra una polemica e l’altra. La storia, comunque, per sua fortuna era finita bene.
Un mese dopo il trofeo è stato riparato e riconsegnato a Verstappen, con tanto di foto insieme a Norris. Max quel momento l’aveva commentato con una sola parola, “Fixed”, mentre Lando si era giustamente autoproclamato “colpevole” per il danno. A Interlagos, tre anni dopo, i ruoli sono invertiti: stavolta a vincere è stato Lando, con Max lì accanto a lui dopo un’altra gara da giù il cappello, arrivato secondo dalla ventesima posizione in griglia di partenza. Per fortuna, questa volta non c’è nessun trofeo da rimpiazzare, ma la bottiglia ha fatto la fine di quella coppa. Se la guida è stata perfetta, l’esultanza è decisamente da rivedere.