image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

25 settembre 2026

Joga bonito? Il regolamento di questa nuova Serie A ha cambiato tutto (e forse è l'unico modo per giocarcela in Europa)

  • di Filippo Barbagallo Filippo Barbagallo

25 settembre 2026

La Serie A è pronta a riprendersi lo scettro del calcio europeo e mondiale. Le nuove regole contro le perdite di tempo, applicate dall’intransigente Orsato, hanno estirpato il peggior male del nostro campionato: la noia. Ora, in Italia, si segna e si gioca come da nessun’altra parte: persino la Premier League con i suoi boriosi milioni è dietro di noi
Joga bonito? Il regolamento di questa nuova Serie A ha cambiato tutto (e forse è l'unico modo per giocarcela in Europa)

Sono stati sufficienti pochi, mirati accorgimenti per riportare la Serie A in auge. Le novità regolamentari, che limitano a 5 secondi il tempo per effettuare rimesse laterali e rinvii dal fondo, a 10 quello per le sostituzioni e ad un minuto l’attesa fuori dal campo per gli (attori) infortunati, hanno stravolto in meglio il nostro campionato, diventato molto più coinvolgente ed avvenente.

Non è un caso, allora, se dal confronto tra le prime cinque giornate di questa stagione e lo stesso periodo della passata emerge una differenza netta: il tempo effettivo medio di gioco (per effettivo si intende qualsiasi momento in cui la palla si trova in movimento), il quale ha avuto un incremento del 10%, salendo dai modesti 54’ 17’’ agli attuali 59’ e 31’’. Si tratta, per il nostro calcio, di una vera rivoluzione: dopo anni da fanalino di coda tra le migliori leghe europee, la Serie A è oggi, finalmente, il campionato in cui si corre di più dietro al pallone.

Ciò spiega anche le sorprendenti posizioni in classifica occupate da Lazio, Cagliari e Frosinone, rispettivamente 3ª, 4º e 6º. Tutte ben oltre Napoli ed Atalanta, in passato ai vertici ma, oggi, solo 9ª e 11ª. L’aumento del tempo di gioco, infatti, esalta la preparazione atletica e tattica di una squadra, rendendo meno decisiva la sua componente tecnica.

All’incremento della durata delle partite corrisponde, logicamente, la diminuzione delle perdite di tempo (ora severamente punite ), da sempre armi degli allenatori per smorzare, nei minuti finali di gara, l’intensità agonistica, logorando, mentalmente e moralmente, un avversario in svantaggio e magari disilluso da un più o meno palese gap tecnico.

In questo modo, finalmente, anche organici inferiori, senza vedere intaccata la propria compattezza, possono riuscire a contendere ottimi risultati a grandi corazzate: è il caso di Frosinone Como 2 – 0.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Lega Serie A (@seriea)

Il parallelo che più sorprende, però, tra l’attuale e la vecchia stagione, è quello dei goal segnati: 145 quest’anno – persino 4 in più della facoltosa e fertile Premier League - contro i 114 della passata Serie A (si considera sempre il periodo delle prime cinque giornate).

Si tratta di un incremento del 27%, che ha senz’altro contribuito ad evitare - non me ne voglia Brera -scialbi zero-a-zero in questo avvio di campionato. Ciò, in A, non accadeva dalla stagione 1949-1950, quando un Milan – Lazio terminato a reti bianche definì, nel corso della settima giornata, lo storico primato.

La crescita di gol segnati e tempo effettivo, tuttavia, non è fine a se stessa. Essa, unita ad un arbitraggio più sbarazzino, dovrebbe preparare i nostri top club ai rapidi ritmi delle competizioni europee. Troppo spesso, in passato, abbiamo assistito a squadre italiane attonite di fronte a (presunti) falli non fischiati e dunque inermi dinanzi a velenose ripartenze avversarie.

La volontà di Orsato – designatore di A e B – è, infatti, proprio quella, di privilegiare la velocità di gioco, ignorando i falli minimi e restituendo centralità e personalità all’arbitro in campo. Il risultato è già evidente: in questo scorcio di stagione vi è stata una sola chiamata al VAR, contro le 6 della 2025-26. Discorso simile per i rigori: 5 quest’anno e 9 lo scorso.

Un cambio di marcia repentino che, tuttavia, parrebbe essere stato recepito con soddisfazione dalle squadre italiane, nauseate dalla fiscalità arbitrale dello scorso campionato. Ad ogni modo, per capire a fondo la portata di questa piccola - ma fondamentale - rivoluzione sarà necessario attendere, almeno, la fine del girone di andata. Lì sarà chiaro il tasso di gradimento dei club e, soprattutto, la fermezza di Orsato, finora intransigente timoniere della nuova rotta dell’AIA e del calcio italiano.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Lega Serie A (@seriea)

More

Arbitropoli, la Serie A le nuove regole del calcio con Daniele Orsato e i suoi quattro uomini migliori

di Filippo Barbagallo Filippo Barbagallo

Calcio

Arbitropoli, la Serie A le nuove regole del calcio con Daniele Orsato e i suoi quattro uomini migliori

L’Italia progressista di Mancini al debutto contro il Belgio lancia i nuovi volti azzurri: Doumbia, Zoma e Inacio. Sarà la rivoluzione o il nuovo “Prima Pafundi e poi tutti gli altri?”

di Andrea Spadoni Andrea Spadoni

Calcio

L’Italia progressista di Mancini al debutto contro il Belgio lancia i nuovi volti azzurri: Doumbia, Zoma e Inacio. Sarà la rivoluzione o il nuovo “Prima Pafundi e poi tutti gli altri?”

Alajbegović, Mora e Mastantuono: i tre talenti del futuro giocano tutti nella nostra Serie A. Ecco perché questo campionato sarà la rinascita del nostro calcio

di Andrea Spadoni Andrea Spadoni

Calcio

Alajbegović, Mora e Mastantuono: i tre talenti del futuro giocano tutti nella nostra Serie A. Ecco perché questo campionato sarà la rinascita del nostro calcio

Tag

  • Calcio

Top Stories

  • L’estrema resistenza alla demolizione di San Siro sono gli ultras della curva Nord: “Combattiamo uniti. Dobbiamo al Meazza un’ultima grande battaglia”. L’appello ai milanesi (e non solo agli interisti)

    di Domenico Agrizzi

    L’estrema resistenza alla demolizione di San Siro sono gli ultras della curva Nord: “Combattiamo uniti. Dobbiamo al Meazza un’ultima grande battaglia”. L’appello ai milanesi (e non solo agli interisti)
  • Incredibile a Singapore: la FIA ferma Lewis Hamilton e non lo fa parlare dopo la gara, ma non è come pensate

    di Luca Vaccaro

    Incredibile a Singapore: la FIA ferma Lewis Hamilton e non lo fa parlare dopo la gara, ma non è come pensate
  • I tre colori della Sprint in Giappone? Il rosso di Marquez, il verde che costa caro a Martìn e Bastianini e “il giallo” Michelin

    di Emanuele Pieroni

    I tre colori della Sprint in Giappone? Il rosso di Marquez, il verde che costa caro a Martìn e Bastianini e “il giallo” Michelin
  • Russell contro Antonelli, game over dopo la Malesia? George non ha dubbi, ma prima attacca la F1: “È stata una farsa”

    di Luca Vaccaro

    Russell contro Antonelli, game over dopo la Malesia? George non ha dubbi, ma prima attacca la F1: “È stata una farsa”
  • L’inchiesta sul City ribalta Mancini e la Nazionale? “Pirlo mandato via per molto meno”: Federico Ruffo sullo scandalo in Premier che sconvolge anche il calcio italiano. E su Lotito e la guerra per la Lazio la faccenda è politica

    di Domenico Agrizzi

    L’inchiesta sul City ribalta Mancini e la Nazionale? “Pirlo mandato via per molto meno”: Federico Ruffo sullo scandalo in Premier che sconvolge anche il calcio italiano. E su Lotito e la guerra per la Lazio la faccenda è politica
  • Il mancato sorpasso di Charles Leclerc su Max Verstappen a Singapore? A condannarlo è stato un “dettaglio”

    di Luca Vaccaro

    Il mancato sorpasso di Charles Leclerc su Max Verstappen a Singapore? A condannarlo è stato un “dettaglio”

di Filippo Barbagallo Filippo Barbagallo

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

L’Italia progressista di Mancini al debutto contro il Belgio lancia i nuovi volti azzurri: Doumbia, Zoma e Inacio. Sarà la rivoluzione o il nuovo “Prima Pafundi e poi tutti gli altri?”

di Andrea Spadoni

L’Italia progressista di Mancini al debutto contro il Belgio lancia i nuovi volti azzurri: Doumbia, Zoma e Inacio. Sarà la rivoluzione o il nuovo “Prima Pafundi e poi tutti gli altri?”
Next Next

L’Italia progressista di Mancini al debutto contro il Belgio...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy