Tra flash, sorrisi e abbracci, la presenza di Kim Kardashian nel paddock di Singapore non è passata inosservata. Stavolta, però, non per i motivi sbagliati come a Monaco, quando aveva fatto la sua prima apparizione negli ambienti del Circus al fianco di Lewis Hamilton. Chiariamo, non che si potesse fare molto peggio: prima Martin Brundle – di Sky Sports F1 – sviato sulla griglia di partenza, poi la scena dell’asciugamano di Kimi Antonelli, preso e utilizzato come se fosse stato il suo. Non era stato il migliore degli esordi, ma si sa: anche i migliori possono sbagliare, l’importante è imparare la lezione.
Quando nella mattinata di sabato la regia internazionale l’ha inquadrata, vestita di rosa e accompagnata da altre due celebrità a noi sconosciute, tutti aspettavano la prossima mossa fuori posto. A Marina Bay, però, di figuracce non ne sono arrivate. Anzi, le è toccato anche sdrammatizzare su quanto successo qualche mese fa.
Brundle l’ha avvicinata nuovamente durante la sua consueta camminata sulla griglia: “Ciao, Kim. Come stai?”. Lei ha risposto con una battuta che ha chiuso la partita: “Non conoscevo le regole? Abbiamo iniziato con il piede sbagliato?”. A quel punto, l’inglese ha sorriso e l’ha rassicurata: “No, va benissimo. È bello averti qui, Kim, in questo Gran Premio. Cosa ne pensi dell’entusiasmante mondo della F1?”.
Ed è così che quell’intervista rimasta in sospeso da Monaco si concretizza: “Penso sia incredibile, divertente e pazzesco, qualcosa che non avevo mai visto prima. È fantastico”. Brundle, insomma, ha ottenuto quello che gli era sfuggito nel Principato e la Kardashian ha dimostrato di aver capito come ci si comporta dentro al paddock o, come in questo caso, in griglia di partenza.
La conversazione, poi, si è spostata su Hamilton. Sir Lewis era arrivato a Singapore carichissimo, tant’è che tutta quell’energia la si era vista subito nella Sprint Race, passato da sesto a terzo in una manciata di metri con una partenza pazzesca. Kim conferma, speranzosa: “È in grande forma. Sto solo pregando per il meglio stasera”. Brundle allora le chiede se l’avesse visto fiducioso, con lei che risponde in maniera netta: “Sì, molto, e lo sono anch’io. Bisogna solo pregare per il meglio”.
La gufata è servita su un piatto d’argento. E pensare che, fino al 39esimo giro, il sette volte campione aveva il podio in mano, in terza posizione. Poi la strategia da lui voluta in regime di Virtual Safety Car - a causa del ritiro di Lance Stroll - ha rovinato tutto: la Ferrari aveva chiamato entrambe le vetture ai box, ma Hamilton ha deciso di restare in pista. Mai scelta fu più sbagliata, con anche le scuse a fine gara: “Scusate ragazzi, vi ho delusi con quella strategia. La decisione è stata mia, ci ha fatto perdere punti preziosi”.
Kim, che nel frattempo aveva promesso fiducia e preghiere, si è ritrovata con una gara da dimenticare. Persino nel suo weekend migliore, senza sbavature. Fino a quel momento tutto era filato liscio, nessuno era stato ignorato e, al contrario di Monaco, non era finita al centro dell’attenzione per le motivazioni sbagliate. Il problema è che, come spesso accade in F1, tutto può cambiare in un attimo. Almeno a Singapore, lei non ha commesso errori.