“Per provare a vincere, dobbiamo sorpassarlo in partenza”. Così non è stato e alla fine Charles Leclerc si è dovuto accontentare della seconda posizione sotto la bandiera a scacchi di Singapore. Un’occasione, però, il monegasco ce l’ha avuta: esattamente in partenza, come aveva previsto ventiquattrore prima del via. Allo spegnarsi dei semafori il suo spunto è stato migliore di quello di Max, tant’è che poco prima pestare di col piede sul freno la sua SF-26 era affiancata alla RB22 dell’olandese.
A quel punto il sorpasso sembrava cosa scontata, specie per uno come Leclerc. Al contrario, Verstappen la prima posizione se l’è tenuta con una staccatona al limite, stringendo la SF-26 numero 16 verso l’interno della pista. Al contrario, Charles ha frenato prima del solito, favorendo la difesa del quattro volte campione del Mondo.
Il perché di quella scelta, che comunque non gli avrebbe garantito di vincere visto il passo di Max per tutto il GP, da metronomo, sta tutto in un dettaglio. Con Verstappen davanti e i cartelli di frenata fuori dalla sua visuale, Charles ha perso i riferimenti che usava normalmente per impostare la curva. “In quei momenti non hai molto tempo per pensare”, spiegato una volta terminato il GP ai media presenti a Marina Bay. “Ho visto che Max era partito un po’ male. Io invece ho avuto una buona partenza e mi sono messo al suo fianco. Poi lo spazio è finito, ma avrei fatto esattamente la stessa cosa”.
Il monegasco, infatti, ha raccontato che è stata proprio la prospettiva a complicargli la frenata: “Ero sulla sinistra, un po’ dietro di lui e non vedevo i cartelli sulla destra. Di conseguenza ho perso i miei riferimenti: di solito li uso proprio da quel lato per capire quando frenare. Ho provato a valutare la situazione nel modo migliore, ma Max è riuscito a restare davanti”.
Verstappen ha invece spiegato di aver impostato la curva pensando soprattutto a chiudere la porta alla Ferrari. “Ero lì per vincere, quindi dovevo fare tutto il possibile per rendere difficile a Charles entrarmi in ingresso. Era probabilmente l’unico modo per impedirgli di prendersi la testa della gara. Per fortuna lui è un pilota esperto e siamo rimasti puliti. È stato bello. Non è mai semplice capire dove sia il punto giusto per frenare, ma stavolta ha funzionato”.
La partenza di Max, peraltro, non era stata quella che si aspettava. L’olandese ha parlato di qualcosa che non ha funzionato già prima di lasciare la frizione, come già più volte lamentato nel corso di questa stagione: “La partenza era cruciale, ma è stata appena sufficiente. Anche stavolta qualcosa non era a posto e devo capire cosa sia successo. Prima di lasciare la frizione, non sembrava funzionare bene”. Un problema che, secondo lui, potrebbe avergli tolto parte dello scatto.
Come detto, non è la prima volta che accade e proprio per questo tutta la sua attenzione - al pari di quella del monegasco - era a quei frangenti già dal sabato pomeriggio. Non è stata disastrosa e, una volta difesa la testa della gara, superato il primo giro Leclerc non è mai riuscito a mettere davvero sotto pressione la Red Bull.
A conti fatti, all’olandese è bastato un passo gara monstre per vincere, come riconosciuto da Leclerc: “Ne avevano semplicemente troppo per noi”. È il secondo successo di fila, il primo a Singapore e anche l’ennesima conferma di essere ormai tornato lì dove tutti erano abituati a vederlo. Per Leclerc, invece, resta il rammarico di aver dovuto mollare la presa troppo presto. Un qualcosa che non accade quasi mai quando a lottare dall’altra parte c’è lui.