Secondo alla bandiera a scacchi al termine di un fine settimana pieno di alti e bassi, non senza spaventi. Kimi Antonelli lascia l’Australia con qualche rimpianto, sì, ma anche con la consapevolezza di potersi giocare, e sembra quasi incredibile dirlo, il mondiale soltanto al suo secondo anno in Formula 1. In pista la sua Mercedes ha fatto la differenza e arrivati al sabato di Melbourne si è lasciata tutti alle spalle, veloce a tal punto da permettere a Kimi di centrare la seconda posizione in griglia senza nemmeno il setup ideale dopo il botto delle FP3.
A rendere tutto più complicato in gara anche una partenza difficile, ancor più di quanto ci si aspettasse. E se è vero che quasi tutti i motorizzati Mercedes hanno faticato per via del turbo lag allo spegnersi dei semafori, la W17 di Kimi ha pattinato più delle altre vetture, soprattutto a causa di un problema legato alla ricarica della batteria: “Non ho neanche potuto fare i burn out mentre arrivavo in griglia perché non avevo potenza”, ha spiegato ai media presenti in circuito una volta arrivato nel paddock. “Ero molto preoccupato perché la macchina non rispondeva quando andavo a spingere sull'acceleratore. Dopo mi sono fermato nella casella e quando ho messo la modalità motore e ho visto zero sulla batteria mi sono un po' spaventato”.
C’è da migliorare, soprattutto per non essere costretti sempre a rimontare: “Abbiamo visto dal vivo com’è la partenza e sicuramente è un punto dove dobbiamo lavorare, perché per il resto la macchina va veramente forte. Devo ringraziare il team perché oggi il secondo posto è stato possibile soprattutto grazie a loro: mi hanno ricostruito la macchina dopo quello che è successo in FP3”.
Di Mercedes finora si è parlato soprattutto del motore, ma l’impressione dopo il primo appuntamento stagionale è che sia l’intero pacchetto a fare la differenza: “La macchina [a livello di telaio, ndr] c’è, perché alla fine bisogna anche andare forte anche in curva. È bella da guidare e al momento è una vettura completa. Ma bisogna continuare a lavorare, la Ferrari nel primo stint era veloce. E quest’anno la situazione può cambiare molto in fretta. Dobbiamo sviluppare la W17 per massimizzare ogni volta il risultato”.
Nonostante gli errori e le difficoltà, però, è un inizio di mondiale da protagonista: “È stato un weekend molto up and down. La cosa positiva è che sono riuscito a reagire dopo ogni situazione. Il passo è buono, mi sento bene in macchina, quindi si potranno fare cose belle in futuro”.
È l’inizio che Mercedes sognava, con entrambi i piloti davanti e una vettura che, almeno per ora, è nettamente la più veloce in pista. Uno scenario che a Brackley inseguivano dal 2021, anno dell’ultimo titolo conquistato dalle Frecce d’Argento. Tutto è andato secondo i piani, nonostante team principal e piloti continuino a ripetere di dover ancora migliorare, che gli avversari siano più vicini di quanto sembri e che sarà una stagione ben più combattuta di quanto si sia visto a Melbourne.
E proprio riflettendo sulla gara, non è mancata una frecciatina di Toto Wolff verso la Ferrari, l’unica capace di impensierire Mercedes pronti via. Una lotta durata 13 giri, poi interrotta dalla chiamata della Virtual Safety Car sfruttata alla perfezione, con Russell e Antonelli ai box mentre Leclerc e Hamilton sono rimasti fuori per altri 13 passaggi, scelta che ha colpito e non poco l’austriaco: “Sono sorpreso che non lo abbiano fatto, soprattutto perché c’era tempo per prendere una decisione, ma la scelta giusta si può sempre commentare dopo la gara perché mentre si era in pista la situazione non era chiara al cento per cento”.
Al contrario, non sorprende la partenza a razzo delle due SF-26, capaci di sfilare il gruppo in una manciata di secondi dopo lo spegnersi dei semafori: “Era prevedibile. Sapevamo che erano molto preparati per le partenze e anche con l'uso dell’energia mi sono sembrati forti sia in difesa, sia in attacco. All'inizio non c'era modo di impensierire Charles”. Sarà una stagione lunga e imprevedibile, ma meglio di così per la Mercedes non poteva andare.