image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

17 gennaio 2024

L’annuncio di una madre: Anthony Gobert è morto. Addio all’ultimo dei piloti maledetti…

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

17 gennaio 2024

Solo pochi giorni fa l'annuncio via social da parte del fratello Aron e, adesso, la notizia della morte. A farlo sapere al mondo è stata sua mamma Suzanne, con un messaggio che ha la forza di mettere in guardia dalle dipendenze e pure di conservare umanità: "Sono orgogliosa di lui"
L’annuncio di una madre: Anthony Gobert è morto. Addio all’ultimo dei piloti maledetti…

“Chiamami come vuoi e io non rinnegherò quel nome”. E’ un passaggio di una vecchia canzone di Joan Baez, “Farewell Angelina”, e che racconta di un addio. Un addio nel tumulto (in quel caso il tumulto di una guerra e di un soldato che stava per partire) come quello che oggi il mondo del motorsport si trova costretto a tributare a Anthony Gobert. L’ultimo dei piloti maledetti, infatti, se ne è andato. Che stesse male, che non ci fosse già più niente da fare, l’avevamo scritto giorni fa (qui il link), ma alla morte non ci si prepara mai abbastanza. Anche perché Gobert non è partito per la guerra, ma, forse, se ne è andato dalla guerra. Quella che l’ha divorato dentro, quella che ha provato a combattere solo in pista con manate di gas a vita persa e manovre che resteranno nei racconti degli anni d’oro delle corse.

Spostare la rabbia tra i cordoli, sfogare la sofferenza sull’asfalto è bastato per molti. Non è bastato, invece, per Gobert. Che ha continuato anche fuori. Che ha tenuto fede a quel tumulto, tirandosi dietro pure giudizi che magari non meritava. O che, se anche li avesse meritati, non avrebbero dovuto andare oltre il manico assurdo che aveva in moto. Perché quella e solo quella era la parte dell’uomo che era che aveva scelto di condividere con tutti. E quella e solo quella dovrebbe essere la parte che possiamo conoscere. Sopra le moto – una su tutte quella Kawasaki verde con il 4 sul cupolino che è stampata nel ricordo di chiunque abbia amato un po’ le corse, mentre le pinze dei freni diventavano roventi come nessun altro è stato capace – dentro la vita. Con una certezza sola: non ha avuto la forza di frenare come invece sapeva frenare in pista – e questa non può essere di certo una colpa – di prendere a sportellate i demoni interiori con la stessa veemenza con cui, invece, riusciva a prenderci gli avversari.

Chi è stato è noto. Come è finito nel buio è noto altrettanto. E sappiamo pure, dopo l’annuncio del fratello della scorsa settimana, quanto poco tempo gli restasse. Ora sappiamo pure che quel tempo è finito. E a dirlo al mondo non è stato un manager, un team, uno sponsor o un marchio, quasi in una metafora di umanità potentissima che supera l’essere stato pilota. A dirlo al mondo è stata una mamma. Sua mamma, la signora Suzanne. “Mi si spezza il cuore mentre scrivo questo – si legge in un post affidato ai social - Aveva sempre un cuore gentile e si preoccupava per tutti. Purtroppo è stato vittima della dipendenza, che è profondamente radicata nelle nostre famiglie. Ha provato molte volte a migliorare, ma non ce l'ha fatta. Sono molto orgogliosa di lui e ringrazio tutte le persone buone che hanno contribuito alla sua vita".

“Le persone buone”. Come quelle che meritano d’essere citate anche dentro tanto dolore, anche davanti alla morte. “Le persone buone”, come quelle che non sanno essere abbastanza cattive da difendersi. E che magari cadono. Ricadono. E semplicemente non ce la fanno più, anche se il motto di tutta una vita – quella pubblica, però – era stato The Go Show. Anthony Gobert riposi in pace. Quella pace che, purtroppo, giudici e giudizi non troveranno mai e che invece dovrebbero imparare a frenare come frenava Gobert.

The WorldSBK paddock sends its deepest condolences to the family and loved ones of Anthony Gobert.

‘The Go Show’ was an 8 time race winner and appeared on the WorldSBK podium 16 times in his career.

Ride in Peace, Anthony. pic.twitter.com/l04HDbY8WE

— WorldSBK (@WorldSBK) January 17, 2024

More

Anthony Gobert sta morendo. Ma l’ultimo dei piloti maledetti ha ancora un messaggio per tutti…

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

Anthony Gobert sta morendo. Ma l’ultimo dei piloti maledetti ha ancora un messaggio per tutti…

Gigi Dall’Igna: “Gli altri potranno, Ducati no. Non sono l’Adrian Newey della MotoGP”. E sul “rischio” Marc Marquez…

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

Gigi Dall’Igna: “Gli altri potranno, Ducati no. Non sono l’Adrian Newey della MotoGP”. E sul “rischio” Marc Marquez…

“Credo che Bagnaia non avrà nulla da dire”: le certezze di Livio Suppo sulla MotoGP 2024 e sul “mercato già caldissimo”

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

“Credo che Bagnaia non avrà nulla da dire”: le certezze di Livio Suppo sulla MotoGP 2024 e sul “mercato già caldissimo”

Tag

  • video
  • Lutto
  • SBK
  • MotoGP

Top Stories

  • L’impatto di Verstappen e Rossi, il mondo GT, la F1: a Monza ne abbiamo parlato con il Re del paddock, Stephane Ratel

    di Luca Vaccaro

    L’impatto di Verstappen e Rossi, il mondo GT, la F1: a Monza ne abbiamo parlato con il Re del paddock, Stephane Ratel
  • Nuovo terremoto in KTM? Dai continui guasti in MotoGP a un nuovo (piccolo) Dieselgate, uscire dalla crisi societaria non ha risolto i problemi

    di Cosimo Curatola

    Nuovo terremoto in KTM? Dai continui guasti in MotoGP a un nuovo (piccolo) Dieselgate, uscire dalla crisi societaria non ha risolto i problemi
  • Marc Marquez è ancora straordinario ma il ritiro ora è un’opzione: “Sono qui per portare avanti la mia carriera, vediamo come starò in futuro”

    di Cosimo Curatola

    Marc Marquez è ancora straordinario ma il ritiro ora è un’opzione: “Sono qui per portare avanti la mia carriera, vediamo come starò in futuro”
  • L'ex allenatore di Alcaraz ci prova con Sinner: "Lo spagnolo è un pelo sopra". Ma l'intervista di Ferrero al Corriere è una lunga lettera di corteggiamento. Jannik, è ora della tua "educazione valenciana"?

    di Michele Larosa

    L'ex allenatore di Alcaraz ci prova con Sinner: "Lo spagnolo è un pelo sopra". Ma l'intervista di Ferrero al Corriere è una lunga lettera di corteggiamento. Jannik, è ora della tua "educazione valenciana"?
  • La prima sentenza del sabato del Mugello? Marc Marquez non ha un braccio, non ha un piede, ma ha due palle enormi quanto la paura che fanno

    di Emanuele Pieroni

    La prima sentenza del sabato del Mugello? Marc Marquez non ha un braccio, non ha un piede, ma ha due palle enormi quanto la paura che fanno
  • Vince al Mugello e già non se lo ricorda? E' Marco Bezzecchi ebbasta: “Come una superstar, ma anche come uno di loro”

    di Emanuele Pieroni

    Vince al Mugello e già non se lo ricorda? E' Marco Bezzecchi ebbasta: “Come una superstar, ma anche come uno di loro”

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

“I due lavori del babbo, Pantani, i 340km/h, il Covid e la scelta di lasciare l’Italia”: Marco Melandri e tutte le sue verità… [VIDEO]

di Emanuele Pieroni

 “I due lavori del babbo, Pantani, i 340km/h, il Covid e la scelta di lasciare l’Italia”: Marco Melandri e tutte le sue verità… [VIDEO]
Next Next

“I due lavori del babbo, Pantani, i 340km/h, il Covid e la...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy