image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

29 maggio 2026

L’Isola se ne è preso un altro: addio a Daniel Ingham, figlio delle road races, tradito dalla Doran ora che anche il TT ha cominciato a morire

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

29 maggio 2026

L'incidente mortale di Daniel Ingham a Doran’s Bend e la storica cancellazione dei sidecar segnano il tramonto definitivo del Mountain Course? Forse sì all’indomani dell’ennesima cronaca di un lutto annunciato, ma tra il romanticismo folle delle road races e un mito che, per sopravvivere, ha già iniziato a morire, l’ultima cosa da fare è giudicare dai soliti odiosi pulpiti senza tenere conto dell’unica verità che conta: l’animo di chi è disposto pure a morire pur di viversela
L’Isola se ne è preso un altro: addio a Daniel Ingham, figlio delle road races, tradito dalla Doran ora che anche il TT ha cominciato a morire

Il Mountain s’è fatto trovare alla cassa. Non lo faceva da un po’, ma sapevano tutti che sarebbe successo ancora: esige il tributo di sangue. Pensavamo, nell’illusione ottica di un biennio stranamente clemente, che l’asfalto dell’Isola di Man avesse saziato la sua fame. Errore di calcolo. Ingenuità da profani. Il Tourist Trophy 2026 ha aperto il suo taccuino nero durante la terza sessione di qualifiche, portandosi via Daniel Ingham. Aveva trentatré anni, l’età in cui gli uomini normali tirano le somme di una giovinezza che sfuma; lui, nato a Melton Mowbray e svezzato a pane e benzina, cercava la consacrazione definitiva nella classe regina, dopo dieci stagioni passate a corteggiare la morte e la gloria su quelle stesse strade.

La dinamica? La solita, ma nella maledetta curva di Doran: la perdita di controllo, l’impatto devastante e niente da poter fare più per i soccorritori. Vogliamo ricominciare a parlare di quanto è bastardo il TT, di quanto è disumano e andrebbe vietato? Cambiate giornale, qui la posizione è un’altra: il TT è un patto tra uomini che scelgono e il destino che decide. Tutti sanno. Tutti sono consapevoli. E tutti, anche se si fa finta di non saperlo, sono pronti a quello che può succedere. Ingham conosceva ogni singola pietra, ogni avvallamento del tracciato fin da quando, nel 2016, aveva debuttato al Manx Grand Prix, arrivando a prendersi un sogno nel 2024 con la vittoria del Senior Manx. Era uno di loro. Un professionista di quella roba potente che sono le road race. Anche se adesso, come è giusto e umano che sia, vediamo solo le lacrime della moglie Helayna e dei piccoli Joey e Phoebe.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Daniel Ingham (@daningham35)

Però la verità, cruda e spogliata dalla retorica strappalacrime dei comunicati ufficiali, è che chiunque firmi l’iscrizione al TT ha già stipulato un patto faustiano con la velocità. C’è un cinismo romantico, nell’anima di un road racer: l’accettazione consapevole che la morte perfetta, se proprio deve consumarsi, ha il profumo della miscela e il suono di un limitatore che sbatte contro il cielo dell’Isola. Morire qui non è un incidente sul lavoro, è una trasfigurazione mitologica che il pilota accetta col sorriso truce di chi disprezza la mediocrità di una vecchiaia in poltrona. O, al limite, di una vita in sella, ma col margine delle vie di fuga. Non è disprezzo della vita: è celebrazione della vita. Anche se a volte va male. Anche se ogni volta fa un gran male.

Intanto, come sempre, l’addio a un pilota non ha fermato gli eventi sull’Isola. Ma una decisione per il futuro – che forse anticipa la grande decisione che prima o poi arriverà e che segnerà la fine del TT – è stata presa: niente più sidecar. Forse è giusto così. Ma è l’inizio della fine. E con una decisione drastica, che rompe con un secolo di tradizione, la direzione di gara e il promotore hanno decretato la sospensione totale e immediata della categoria sidecar per tutto il resto dell’evento 2026. Una resa incondizionata dettata da una revisione tecnica urgente che sa di capolinea storico. Lo spettacolo deve andare avanti, dicono, e gli orari verranno rivoluzionati per salvare le dirette televisive; ma l’Isola, questa volta, ha cominciato a cambiare pelle.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Daniel Ingham (@daningham35)

More

Grazie Honda LCR per Cal Crutchlow al Mugello: è tornato, ci ha insultati e ci ha ricordato perché c’era mancato così tanto

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni
Grazie Honda LCR per Cal Crutchlow al Mugello: è tornato, ci ha insultati e ci ha ricordato perché c’era mancato così tanto

Cosa pensano i piloti MotoGP della Ferrari Luce? Da Pedro Acosta (“La odio, è orribile”), al genio di Iannone: “L’importante è avere luce in casa, non in garage”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

MotoGP

Cosa pensano i piloti MotoGP della Ferrari Luce? Da Pedro Acosta (“La odio, è orribile”), al genio di Iannone: “L’importante è avere luce in casa, non in garage”

Joey Dunlop, the king of the road, ci ha lasciati 20 anni fa, ma l'Isola di Man è ancora il suo regno

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Ricorrenze

Joey Dunlop, the king of the road, ci ha lasciati 20 anni fa, ma l'Isola di Man è ancora il suo regno

Tag

  • MotoGP
  • Tourist Trophy
  • Road Race

Top Stories

  • “Non sono d’accordo!”: magari la MotoGP avesse lottato per Stoner come Casey intende lottare per Phillip Island

    di Luca Vaccaro

    “Non sono d’accordo!”: magari la MotoGP avesse lottato per Stoner come Casey intende lottare per Phillip Island
  • L’estrema resistenza alla demolizione di San Siro sono gli ultras della curva Nord: “Combattiamo uniti. Dobbiamo al Meazza un’ultima grande battaglia”. L’appello ai milanesi (e non solo agli interisti)

    di Domenico Agrizzi

    L’estrema resistenza alla demolizione di San Siro sono gli ultras della curva Nord: “Combattiamo uniti. Dobbiamo al Meazza un’ultima grande battaglia”. L’appello ai milanesi (e non solo agli interisti)
  • Incredibile a Singapore: la FIA ferma Lewis Hamilton e non lo fa parlare dopo la gara, ma non è come pensate

    di Luca Vaccaro

    Incredibile a Singapore: la FIA ferma Lewis Hamilton e non lo fa parlare dopo la gara, ma non è come pensate
  • Prima di Valentino Rossi? Per Max Verstappen c’era un altro mito della MotoGP, parola di papà Jos

    di Luca Vaccaro

    Prima di Valentino Rossi? Per Max Verstappen c’era un altro mito della MotoGP, parola di papà Jos
  • I tre colori della Sprint in Giappone? Il rosso di Marquez, il verde che costa caro a Martìn e Bastianini e “il giallo” Michelin

    di Emanuele Pieroni

    I tre colori della Sprint in Giappone? Il rosso di Marquez, il verde che costa caro a Martìn e Bastianini e “il giallo” Michelin
  • Russell contro Antonelli, game over dopo la Malesia? George non ha dubbi, ma prima attacca la F1: “È stata una farsa”

    di Luca Vaccaro

    Russell contro Antonelli, game over dopo la Malesia? George non ha dubbi, ma prima attacca la F1: “È stata una farsa”

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Cosa pensano i piloti MotoGP della Ferrari Luce? Da Pedro Acosta (“La odio, è orribile”), al genio di Iannone: “L’importante è avere luce in casa, non in garage”

di Cosimo Curatola

Cosa pensano i piloti MotoGP della Ferrari Luce? Da Pedro Acosta (“La odio, è orribile”), al genio di Iannone: “L’importante è avere luce in casa, non in garage”
Next Next

Cosa pensano i piloti MotoGP della Ferrari Luce? Da Pedro Acosta...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy