Kimi Antonelli ha centrato la seconda vittoria consecutiva in Formula1? Bene, bravissimo! Chi pensa, però, che lo sport nazionale debba essere ancora il calcio, può beccarsi la buonanotte di Marco Bezzecchi. A Austin ha centrato la terza di fila (cinque se consideriamo anche il 2025) in una domenica texana indimenticabile per Aprilia. Sul podio potevano essercene tre di RS-GP, se Ai Ogura non si fosse ritrovato a fare i conti con un guasto quando ormai era lanciatissimo e su tempi mostruosi. Alla fine, invece, sul podio insieme alle bestie nere di Marco Bezzecchi e Jorge Martìn (primo e secondo anche in classifica generale), c’è salito Pedro Acosta, strepitoso con una KTM che oggettivamente ha grossi limiti rispetto alle stesse Aprilia e pure alle Ducati.
“Sono felicissimo – ha detto il Bez al parco chiuso - Ieri ho fatto un brutto errore ed era importante fare una bella gara oggi, ero abbacchiato e la squadra mi è stata vicinissima. mi sono stati vicini per farmi fare questo salto. Speriamo di continuare cosi. L’atmosfera qui è stata meravigliosa”. La chiave della gara? Subito nei primissimi giri, quando proprio Pedro Acosta e Marco Bezzecchi hanno rischiato di mandarsi reciprocamente al Creatore. Sono rimasti in piedi e da lì Bezzecchi ha preso il largo, con Acosta a contenere i danni fino a quando non ha dovuto arrendersi a uno Jorge Martìn che probabilmente sta maledicendo in tutte le lingue che conosce il giorno in cui ha deciso – troppo frettolosamente – di salutare Aprilia per il 2027 per salire su una Yamaha che oggi ha chiuso nelle ultimissime posizioni con tutte e quattro le sue M1.
“E’ stato pazzesco – ha commentato Martìn – Oggi ho davvero avuto l’impressione che la mia moto fosse perfetta, ma Marco era imbattibile. Ho fatto il massimo, ma i primi giri fatti un pochino indietro hanno condizionato la mia gara. E’ stato comunque un weekend fantastico, grazie Texas”. E “grazie Texas”, alla fine, lo ha detto anche Pedro Acosta, che ieri s’è ritrovato ottavo a causa della regola sulla pressione delle gomme dopo aver chiuso terzo nella Sprint vinta da Jorge Martìn. “E’ stato tanto complicato per me, ma sono molto soddisfatto – ha spiegato il fenomeno della KTM - Siamo riusciti a tornate sul podio e ieri, onestamente, non ero contento per via della penalitá. Oggi invece possiamo essere contenti”.
La stessa cosa può farla anche il suo compagno di marca, Enea Bastianini, letteralmente risorto in Texas dalle sue stesse ceneri e capace di chiudere in sesta posizione, appena dietro a Fabio Di Giannantonio, quarto, e a Marc Marquez, bravissimo a risalire fino alla quinta piazza dopo essere scivolato in undicesima posizione a causa del long lap rimediato ieri per la manovra un po’ troppo audace costata la gara a lui e a Di Giannantonio. Domenica terribile, invece, per Pecco Bagnaia, rimasto letteralmente senza gomma dopo aver tenuto tutto sommato il passo dei primi, con l’ex campione del mondo che ha dovuto accontentarsi della decima piazza finale, scavalcato da Raul Fernandez, Alex Marquez e Luca Marini (bravo a piazzare una Honda tra i dieci dopo la caduta di Joan Mir).
E le Yamaha? L’abbiamo già detto: sempre peggio e costrette a un mondiale a parte, a circa 30 secondi dalla testa della gara. La sfida monomarca tra ultimi l’ha vinta, però, Toprak Razgatlioglu, seguito dal compagno di squadra Jack Miller e da Fabio Quartararo, con Alex Rins ultimissimo a 38 secondi da Marco Bezzecchi.