“Sono un pilota, vivo di corse, ma non mi piace vivere di corsa”. Danilo Petrucci risponde mentre sta preparando le ultime cose prima di partire per Portimao, dove nel fine settimana andrà in scena il secondo round del WorldSBK 2026. “Sì – spiega – generalmente parto un pochino prima rispetto a molti altri piloti perché mi piace fare le cose con molta calma. Preferisco arrivare, avere il tempo per sistemare tutto, stare tranquillo il mercoledì e poi fare una dormita di quelle lunghe e riposanti in vista del giovedì. Alcuni piloti arrivano all’ultimo momento, io non riuscirei”. Abitudini consolidate che non si cambiano per un pilota che a 36 anni s’è praticamente reinventato un’altra volta, accettando l’avventura più difficile: prendere in mano la BMW, la moto che Toprak Razgatlioglu ha portato sul tetto del mondo per due anni di fila. “Una bella sfida e una grande opportunità, sono contento”.
Il lavoro da fare però sembra molto…
Non esiste niente in cui non ci sia un gran lavoro da fare, soprattutto quando si gioca sul filo dei centesimi di secondo. Vale per il motorsport, ma poi, se ci pensi, vale per tutto: se non ci metti la fatica, l’impegno, la serietà e magari pure un po’ di ossessione non vai lontano in niente.
Cosa ti aspetti, realisticamente, dal round di Portimao?
Le prospettive sono buone, c’è ottimismo e c’è la consapevolezza che stiamo lavorando bene. Abbiamo provato lì, abbiamo trovato qualcosa che ha funzionato. Dobbiamo un po' pagare lo scotto del fatto che abbiamo una moto nuova e con cui, di fatto e per una serie di circostanze anche sfortunate, non abbiamo mai girato. Purtroppo, quando arrivi a dover limare l'ultimo mezzo secondo, la situazione si fa difficile se non hai potuto mettere abbastanza asfalto sotto le ruote. Ma devo dire che sono contento, ecco. Non bisogna farsi fregare dalle aspettative, c’è solo da lavorare.
Al di là degli aspetti tecnici, sul piano umano, dopo anni in un team molto familiare, per quanto di punta, come Barni, come è stato ritrovarsi in una squadra ufficiale?
Ho trovato una squadra molto, molto umana. Questo mi ha aiutato. È chiaro che uno ha un po’ la frenesia del voler far bene, ma credo sia, appunto, umano anche questo. So di avere tra le mani una moto che ha vinto e quindi voglio imparare a cavarne il massimo nel minor tempo possibile. Però poi si razionalizza e si accetta che il tempo ci vuole: insomma, sono cambiate tante cose. Fare paragoni è una cosa non dico stupida, ma sicuramente non corretta, perché le condizioni sono diverse. Noi non abbiamo le "concessioni", anzi, ci portiamo dietro lo scotto del fatto che la moto ha vinto il mondiale e quindi abbiamo anche delle, chiamiamole così, “penalizzazioni”. Cominciare a girare con una moto così diversa da quella a cui ero abituato non è stato facile, specie contro altre moto che sono molto veloci e già collaudate. Però, ecco, ci vuole la calma di continuare a lavorare come abbiamo fatto fino a adesso.
A livello di moto, qual è la differenza principale rispetto alla Ducati a cui eri abituato?
Non c’è qualcosa che non mi piace. Sicuramente la BMW è una moto fatta per frenare forte, ma ha le sue caratteristiche e va usata in una certa maniera. Bisogna capirla. Io ero arrivato nel mondiale Superbike con Barni venendo dall'America e ci ho messo un po' di gare per mettermi a posto. Magari, ecco, proprio per questo, quello che pago in questo momento è il fatto di non conoscere bene la moto perché non ci ho girato abbastanza. Spesso mi focalizzo su aree dove sono già a un ottimo livello e vorrei migliorare ancora, mentre trascuro aree dove magari sono lento e non mi rendo conto di esserlo. È un po' difficile capire dove andare a lavorare. Anche perché non abbiamo fatto i test e siamo andati subito a Phillip Island, che era un po' la "bestia nera" di questa moto. Perciò è cominciata veramente in salita e pure controvento. Ma anche questo è il bello a volte.
Rispetto agli avversari non credo ti sorprenda vedere Bulega e la Ducati lassù, ma la Bimota così veloce te l’aspettavi?
Sapevo che hanno lavorato molto. Hanno un gruppo anche molto collaudato vista l’eredità raccolta da Kawasaki e possono contare su una moto dipartenza che ha grossi punti di forza oltre che ottimii piloti. Però sicuramente non me li aspettavo così veloci fin da subito come magari mi ci aspettavo la Ducati. Sono contento per loro e lo sono anche per lo spettacolo: più bagarre c’è, più la SBK sarà avvincente.
Anche perché ha bisogno di esserlo e di tornare a richiamare pubblico. Soprattutto in questo momento di grandi cambiamenti. Liberty Media farà qualcosa o non farà niente secondo te? Cosa succede? Da dentro, quali sono le domande che vi fate voi protagonisti rispetto a dove i sta andando?
Posso risponderti con una battuta?
Certo!
Allora mettiamola così: in MotoGP in Brasile hanno avuto problemi con le buche, noi in SBK ce li abbiamo col buco. Nel senso che di domande ne avremmo tante tutti quanti, ma non sappiamo a chi andare a farle. E’ una fase di cambiamenti e magari ci si sta solo organizzando, però è innegabile che adesso si ha un po’ la percezione di un promoter concentrato su altro.
Liberty Media, o Dorna, non sono presenti?
Al momento non c'è un vero prodotto o un vero progetto. Questa è la percezione che si ha da dentro. Mi sembra che vedano la SBK un po' come la "Serie B". Bisognerebbe puntare proprio sul fatto di avere prodotti derivati dalla serie, che vedi la domenica e puoi comprare il lunedì. Secondo me cercare un format più originale e diverso, vendendo un prodotto differente al pubblico, potrebbe aiutare. Per dirti, non so: fare gare con il pit-stop come successo in Australia in passato, oppure fare una gara a Misano in notturna, o come due anni fa a Portimão al tramonto. Magari fare tre sprint in un giorno, o una gara lunga di un'ora con due pit-stop obbligatori... sto sparando delle idee. Sono esempi, sia chiaro, ma sedersi intorno a un tavolo e valutarli sarebbe già un inizio. La SBK a mio avviso ha veramente tanto, ma tanto proprio, da dare in termini di spettacolo, storie, personaggi. Farla passare per la sorella sfigata della MotoGP sarebbe un grosso errore.
I piloti cosa dicono rispetto a questo?
La posizione è un po’ la stessa per tutti, ne parliamo spesso tra di noi. C’è, poi, anche un altro fatto che non piace praticamente a nessuno dei protagonisti: in SBK rischi di giocarti tutto il fine settimana in un quarto d’ora del turno di qualifica.
Cioè?
E’ tutto concentrato lì. Provi a fare il primo giro, ma non lo puoi fare "a vita persa" perché se cadi hai una moto sola, quindi ti devi tenere un margine. Al secondo giro magari trovi una bandiera gialla, al terzo trovi qualcuno in mezzo alla traiettoria... e la qualifica è finita. Praticamente sei fregato. Puoi anche andar forte quanto vuoi, ma in quel quarto d’ora si gioca tutto il weekend. Questo è molto fastidioso. Noi continuiamo a lamentarci, ma non c'è nessuno che ci ascolti veramente.
Provocazione: tra gli esempi che hai fatto non c’è quello di gare in circuiti cittadini, eppure se ne parla addirittura per la MotoGP…
Qualcosa che doveva arrivare, prima o poi. È chiaro che io preferirei mantenere quel gusto di correre su piste storiche. Il caso di Phillip Island è un po' critico perché è una pista bellissima, ma a livello di infrastrutture è veramente carente. Però a Phillip Island non si sono mai viste gare noiose, quindi è un aspetto da tenere in considerazione. D'altra parte, bisogna considerare il fatto di portare la MotoGP a essere uno spettacolo un po' più generalista, cercando di avvicinare più persone. Magari questo approccio di portare la MotoGP più vicina alla gente è il metodo giusto e non è detto che si snaturerà tutto.
A proposito di MotoGP, dopo due week end di gara, quale è il Danilo Petrucci pensiero?
Sono gasato come pochi per Marco Bezzecchi, lui mi piace da matti e non l’ho mai nascosto. C’è qualcosa in quel ragazzo che me lo fa sentire vicinissimo. Forse, come dissi proprio a MOW tempo fa, perché siamo entrambi “figli della ralla”. Credo comunque che il campionato si comincerà a definire davvero quando si ritornerà in Europa. Magari questa gara in Brasile non è un raffronto veritiero; da quanto ho capito ci sono stati problemi grossi con l'asfalto. Però si sta delineando un campionato dove sembra che l'Aprilia vada veramente bene e la Ducati sia un po' in sofferenza. Aspetterei però l'arrivo sulle piste europee, che sono quelle più "comuni".
Carlo Pernat qualche giorno fa ha detto: "Ducati ha fatto come quei mariti e padri di famiglia che trovano un'amante e sfasciano tutto". Tu che l'ambiente Ducati lo conosci, come la vedi?
Se si parla di un pilota solo…(ride, ndr). Diciamo che da fuori sembra che non ci sia più nemmeno l'argomento Bagnaia. E questo a me sinceramente dispiace tantissimo. Non so se abbiano già preso strade diverse, però il fatto di aver portato la Ducati a vincere mondiali e gare, e ora essere messi un po' da parte, a me non darebbe un gran gusto. Non so cosa ci sia dietro, però l'anno scorso si provava almeno a capire cosa fare per risolvere i problemi, quest'anno mi sembra che non sia nemmeno più un argomento di discussione. Probabilmente hanno già fatto scelte diverse, questo non lo so. Sicuramente la Ducati va forte, Di Giannantonio l'ha dimostrato facendo due gare bellissime Poi, parliamoci chiaramente, Marc Marquez è Marc Marquez e non serve certo Danilo Petrucci a dire che razza di fenomeno è.
Ma quest’anno come lo vedi?
Lui stesso ha detto di non stare benissimo, ma lo ripeto: Marquez è Marquez. In Thailandia è stato sfortunato, in Brasile ha comunque vinto la Sprint e ora arriveranno Austin, che è letteralmente casa sua, e Jerez, con, in più, il rinvio del Qatar che invece non è mai stata la sua pista preferita. Quindi non sottovaluterei mai Marquez. Secondo me si sta gestendo sia a livello fisico che mentale, soprattutto non vuole fare errori. Vuole essere costante. Lui punta al campionato, guarda al quadro nella sua interezza, non guarda al giorno per giorno e è consapevole che un fisico come il suo non può più permettersi troppi rischi. Ha un altro approccio, mettiamola così, ma di certo non significa essere in crisi o aver tirato i così detti remi in barca.