La Ferrari incassa il colpo a Miami. Dopo un inizio promettente, in qualifica Sprint Leclerc chiude quarto, Hamilton settimo. Gli aggiornamenti finora hanno restituito sensazioni positive, come il passo gara, ma per l’ennesima volta il Cavallino non riesce a fare l’ultimo salto quando conta davvero.
Il rammarico è palpabile. La SF-26 era sempre nelle primissime posizioni fino alla SQ3, poi qualcosa si è inceppato: appena un decimo guadagnato tra il secondo e il terzo taglio delle qualifiche, molto meno di quello che il passaggio alle gomme soft e l’evoluzione della pista avrebbero dovuto garantire. E una volta sceso dalla vettura e arrivato dai media in circuito, Leclerc ammette: “Da parte nostra abbiamo faticato con le gomme”, ha spiegato a Sky. “Le medie funzionavano molto bene, con le soft non avevamo delle buone sensazioni”. Una criticità che spiega anche le imprecisioni nel secondo settore, dove il monegasco ha lasciato sul tavolo il tempo che avrebbe potuto valere la prima fila.
Un venerdì chiuso nella maniera sbagliata, ma resta dell’ottimismo in vista del prosieguo di fine settimana nonostante i passi avanti degli avversari, su tutti i papaya: “Gli aggiornamenti sono andati bene, ma tutti hanno portato novità, per cui più o meno ci aspettavamo una situazione nella quale la Mercedes probabilmente è ancora la macchina da battere. McLaren ha fatto un gran passo avanti, ma credo che non abbia ottimizzato la prima parte di stagione; era sempre lì ma non ha messo tutto insieme”.
La SF-26 aggiornata conferma ottime doti di carico aerodinamico sui curvoni del primo settore, ma continua ad accumulare ritardo sui rettilinei, come sottolineato anche da Frederic Vasseur nell’analisi post qualifiche sempre a Sky Sport. Un gap strutturale che resterà fino all’arrivo del motore aggiornato grazie all’ADUO, con la necessità di massimizzare quello che si ha già a partire dalle qualifiche del sabato.
Partire davanti sarà fondamentale per una ragione ben precisa: il rettilineo verso curva 1 a Miami è il più corto dall’inizio di stagione, appena 170 metri, il che limita il vantaggio che le due SF-26 riescono solitamente a costruire al via. Se Ferrari parte da lontano, quindi, recuperare sarà più difficile del solito.
Leclerc guarda comunque avanti con fiducia: “Dobbiamo esaminare quanto è successo, sappiamo che sul passo gara siamo più forti, ma nelle qualifiche c’è ancora lavoro da fare. Penso che possiamo trovare un po’ di prestazione ulteriore, ma spero comunque che in gara potremo tornare davanti. Abbiamo il passo per farlo, vedremo se saremo coraggiosi anche nei sorpassi”.
Hamilton conferma, ma molto meno soddisfatto: “Non sapevo bene cosa aspettarmi. Speravo che andasse meglio, ma onestamente la macchina non mi ha dato sensazioni grandiose. Pensavo che saremmo stati più forti di quanto siamo stati oggi”, ha affermato a Sky. È un Sir Lewis spento, deluso e sorpreso dal gap pesantissimo incassato da Norris in pole, otto decimi, e pure da Leclerc quarto, quattro decimi. Eppure, la condizione di poter fare meglio c’è eccome: “Faremo un po’ di lavoro nel corso della serata per cercare di capire perché non siamo andati così veloci. Però voglio essere ancora ottimista, possiamo essere molto più in alto. Oggi non è andata bene”.
La prima giornata in pista ha detto che la Ferrari c’è, seppur non ancora dove vorrebbe. Ma Miami ha ancora molto da raccontare e obbligatorio sarà non sbagliare più. Servirà massimizzare tutto il pacchetto, per giunta nuovo.