In tanti si aspettavano la Ferrari davanti a tutti nel venerdì di Miami, e invece no. Perché al termine delle qualifiche Sprint in prima posizione non c’è né Charles Leclerc né Lewis Hamilton, ma Lando Norris. Una sorpresa? Non tanto, soprattutto perché Andrea Stella, team principal dei papaya, prima di tornare in pista era stato chiaro: “Avremo una MCL40 quasi completamente nuova”. E se l’obiettivo era fare un grosso step in avanti, questa prima giornata quel salto l’ha certificato. Buon ritmo nelle FP1, pole position nella prima qualifica del weekend. E poi, a Miami si è rivisto un Lando Norris in formato campione del mondo.
Veloce fin da subito e pronto a dare una svolta al proprio mondiale sulla stessa pista su cui, nel 2024, aveva conquistato la prima vittoria in F1 dando il via alla rincorsa McLaren per il titolo costruttori. E chissà che quest’anno non possa essere lo stesso. Intanto, però, i papaya danno una sberla alla Ferrari, soprattutto dopo il primo tempo di Leclerc in mattinata. Sotto la bandiera a scacchi il distacco sul monegasco, primo dei due Ferrari (4°), è pesante, quasi quattro decimi, e ancor peggio è il fatto che tra Lando e Charles si siano infilati anche Kimi Antonelli e Oscar Piastri.
Leclerc aveva chiuso in testa le FP1, poi fatto ben sperare in SQ1 e SQ2, ma nel giro decisivo della SQ3 è mancata la precisione, soprattutto nel tratto tortuoso tra curva 11 e curva 16, dove i replay hanno mostrato qualche imprecisione di troppo. La radio, poi, ha fatto il resto: “horrendous!”, ha detto al suo ingegnere Bryan Bozzi.
Chi invece fa una mezza magia viste le difficoltà Mercedes, lontana dall’essere dominante come fin qui si è visto, è Kimi Antonelli, piazzandosi secondo e rifilando quattro decimi al compagno di squadra e primo avversario nel campionato, George Russell. Si conferma in palla, mentre per l’inglese a Miami arriva l’ennesima batosta dopo quelle di Cina e Giappone. E a nulla sono servite le mille modifiche fatte sulla sua W17 nella mattinata, perché il feeling con la macchina non è migliorato.
Alle spalle di Antonelli, poi, c’è l’altra McLaren di Oscar Piastri. L’australiano è veloce, ma non quanto Lando in questa prima giornata di attività in pista. Anche per lui servirà fare uno step importante per giocarsela, specie perché il compagno sembra un altro pilota rispetto a quello delle prime tre gare, finalmente a suo agio con la nuova MCL40.
Segnali di vita da Max Verstappen, che si prende la quinta posizione e si infila tra Leclerc e Russell. La Red Bull, che come Ferrari e McLaren in pista ha portato parecchie novità tecniche, sembra aver fatto un passo in avanti e, alla prima occasione, la zampata dell’olandese non è mancata. Solo 7° Lewis Hamilton, assai deluso una volta sceso dalla SF26. Anche perché per lui a pesare non è solo la posizione in griglia, ma anche i quattro decimi di distacco da Leclerc.
Si aspettava di più, molto di più, ma la realtà è ben diversa. Eppure, per tutti, il venerdì di Miami lascia ancora tutto aperto. La Ferrari rimane veloce, e il giro sbagliato di Leclerc in SQ3 lascia del margine per il resto del weekend. E poi, quest’anno la SF-26 in partenza ha bruciato gli avversari con regolarità e il quarto posto in griglia Sprint non preclude nulla.
La Mercedes, nel frattempo, sta faticando più del previsto. A Miami ha scelto di non portare aggiornamenti, rimandando tutto al prossimo appuntamento in Canada: McLaren, Ferrari e Red Bull, invece, questo weekend hanno fatto all in e, almeno finora, le gerarchie in pista hanno dato loro ragione. Ma in un weekend Sprint tutto si comprime e diventa imprevedibile: la Sprint Race precede la qualifica, i giri sono pochi e gli equilibri possono cambiare da una sessione all’altra. A Miami l’azione è appena cominciata.