La Ferrari è tornata a fare scuola lasciando a bocca aperta gli avversari. Pausa finita, la F1 torna in pista ma a Miami non si parla solo di gara. Nel paddock dell’Hard Rock Stadium, l’argomento tecnico che tiene banco è uno solo: l’ala macarena della SF-26, quella che si ribalta, che Maranello ha tenuto nascosta per mesi con cura. Era apparsa nei test in Bahrain tra i dubbi generali, poi era sparita. Un breve ritorno nelle FP1 in Cina, poi via di nuovo. La settimana scorsa, nel filming day a Monza, la versione evoluta ha ripreso a girare. E questo fine settimana arriverà il debutto ufficiale sulla SF-26.
Un’innovazione che ha colpito il paddock intero, come testimoniato anche dalle parole di Rob Marshall, direttore tecnico della McLaren e uomo che prima ha contribuito a costruire l’egemonia Red Bull, poi alla rinascita dei papaya. In un incontro con la stampa internazionale, infatti, l’ingegnere è stato chiaro: “Quando abbiamo visto per la prima volta quell’ala sulla Ferrari, il pensiero è stato immediato: ‘Siamo sicuri che sia legale?’. La risposta è sì, lo è”, ha spiegato come riportato dai colleghi di Automoto.it. “E bisogna dare atto ai colleghi di Maranello di aver fatto un lavoro straordinario. Non si tratta solo dell’ala in sé. È il modo in cui hanno integrato l’uscita dello scarico, il modo in cui gestiscono le contropressioni e le strutture d’impatto. È un’interpretazione intelligente, oserei dire brillante”.
Non a caso la McLaren, come tutti i top team, quell’ala l’ha studiata fino all’ultima vite. “Guardiamo tutto. Ogni singola vite, ogni profilo alare che appare sulle auto degli avversari viene passato al setaccio. Alcune soluzioni vengono scartate subito perché incompatibili con la nostra architettura, ma altre restano sul tavolo”.
Allora, la domanda sorge spontanea: quanto un concetto così singolare è replicabile e potenzialmente efficace su una vettura dalla filosofia differente? C’è chi dice zero, ma Marshall è chiaro: “Non è del tutto vero. Alcune idee sono universalmente valide. Pensate ai diffusori: quando qualcuno trova la chiave, tutti seguono, perché quella chiave apre la stessa porta per tutti. Loro ci mostrano che si può fare. Ci danno un punto di partenza, ma dobbiamo farlo più velocemente possibile perché la strada è già stata tracciata”.
A Miami, quindi, arriveranno le prime risposte dalla pista. Con la versione definitiva dell’ala macarena, la SF-26 si presenterà in Florida nella sua forma più completa: quella che lo staff del direttore tecnico Loic Serra aveva in mente fin dall’inizio, con soluzioni che adesso il paddock conosce e che, infatti, qualcuno ha già provato a replicare, su tutti Red Bull come si è visto durante l’ultimo filming day effettuato a Silverstone.
La Scuderia, però, non sarà la sola a portare grosse novità: McLaren e Red Bull presenteranno anch’esse pacchetti affinati durante la pausa e, soprattutto intorno ai papaya, le aspettative sono altissime. Il riferimento resta Mercedes, che in questo avvio di stagione ha dominato senza lasciare spazio a dubbi, ma alle sue spalle lo sforzo per recuperare è massimo. Resta solo da capire se basterà ad agganciare le due W17 di Antonelli e Russell.