Dopo un inizio complicato, la McLaren attacca e mette nel mirino Ferrari e Mercedes. Tre gare, quarantacinque punti, un distacco di quarantaquattro dalla Ferrari e ottantanove dalla Mercedes di Antonelli che guida il Mondiale. Norris e Piastri sono quinto e sesto, lontani da dove vorrebbero essere. Eppure, sui papaya ci puntano in tanti, specie dopo l’ultimo GP in Giappone.
Il motivo è semplice: fin qui, McLaren ha corso con la stessa vettura che aveva debuttato nello shakedown di Barcellona, fatta eccezione per delle piccolezze. E nonostante ciò, dopo aver iniziato soprattutto a sfruttare a pieno la power unit Mercedes, a Suzuka prima della Safety Car Piastri era stato uno dei protagonisti, pienamente in lotta per la vittoria.
Il gap con la W17 - e in parte con la SF26 - c’è, ma da qui in avanti potrebbe aprirsi una nuova partita. Il perché? Basta sentir parlare Andrea Stella, team principal dei papaya: “Tra Miami e il Canada vedrete una MCL40 completamente nuova”, ha spiegato l’ingegnere italiano come riportato dai colleghi di Motorsport.com.
Il piano era questo fin dall’inverno. La McLaren aveva programmato un pacchetto aerodinamico massiccio proprio in corrispondenza delle due gare americane, e la sosta forzata dalla cancellazione di Jeddah e Bahrain ha semmai aiutato: più tempo in fabbrica, meno distrazioni. “Siamo riusciti a rispettare questo piano, e la sosta forzata ci è venuta incontro. Tutte le squadre hanno potuto lavorare in modo più efficiente sugli aggiornamenti della propria monoposto invece di essere impegnate parallelamente nei weekend di gara”.
Sul gap dagli avversari, Stella non si nasconde: “Vedremo chi è stato in grado di aggiungere più prestazione nello stesso lasso di tempo. Dobbiamo ricordare che abbiamo ancora del terreno da recuperare rispetto a Mercedes e, in parte, anche dalla Ferrari. Considerando che nell’ultima gara in Giappone abbiamo mostrato una prestazione discreta e competitiva, non vediamo l’ora di avere riscontri dai prossimi weekend”.
L’altro capitolo riguarda il motore. Nelle prime gare la McLaren ha pagato un deficit nella comprensione della power unit Mercedes, un problema tipico dei team clienti all’inizio di un ciclo regolamentare nuovo. Il lavoro con gli ingegneri della Stella durante la pausa, però, sembrerebbe aver prodotto i risultati sperati: “Come team, ora siamo molto più preparati. Abbiamo pagato un deficit, ma credo sia una conseguenza naturale dell'essere un team cliente. Oggi la gestione della power unit è davvero complessa, ma ci siamo rimboccati le maniche. Ritengo che questo divario sia stato colmato e dovremmo avere tutti gli strumenti necessari per sfruttare al massimo il potenziale del motore”.
Due anni fa, proprio a Miami, la McLaren portò una MCL38 profondamente aggiornata, vinse la sua prima gara stagionale e da lì cominciò la rimonta verso il titolo Costruttori partendo da novantanove punti di distacco dalla Red Bull. Stavolta il contesto è diverso e i valori in campo sono cambiati, ma il copione ha qualcosa di familiare. E Miami, per la McLaren, non è mai stata una pista qualunque. Sarà mica che quello di Stella era un mezzo avvertimento agli avversari?