image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

28 aprile 2026

42 chilometri in tuta da gara in memoria del figlio Luca, alla maratona di Londra la vera impresa l’ha fatta Sylvain Guintoli. Ed è subito boom di donazioni per la lotta contro il cancro

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

28 aprile 2026

Alla maratona di Londra 2026 non c’è solo il record di Sebastian Sawe. A firmare l’impresa è soprattutto Sylvain Guintoli che, per onorare la memoria del figlio Luca, scomparso a soli sei anni a causa del cancro, ha corso tutti e 42 i chilometri della competizione in tuta da gara. E una volta terminato l’evento le donazioni all’associazione PASIC, che aveva aiutato anche la famiglia Guintoli, sono schizzate alle stelle

Foto di copertina: Instagram Sylvain Guintoli

42 chilometri in tuta da gara in memoria del figlio Luca, alla maratona di Londra la vera impresa l’ha fatta Sylvain Guintoli. Ed è subito boom di donazioni per la lotta contro il cancro

Sylvain Guintoli l’aveva promesso e ce l’ha fatta. L’ex campione del mondo Superbike, in occasione della maratona di Londra 2026, ha percorso tutti e 42 i chilometri della corsa indossando la tuta da gara con cui aveva scelto di onorare la memoria del figlio Luca, scomparso nel luglio 2025 a causa di un cancro a soli sei anni. Al suo fianco, per ogni metro, le figlie Alicia e Layla, anche loro con una canotta che riprendeva la stessa grafica in omaggio al fratellino.

Guintoli aveva parlato di questa corsa ovunque: agli eventi MotoGP, a quelli dell’EWC - campionato in cui correva - e in ogni occasione utile per dare visibilità alla causa. Non era una gara, era una promessa. E l’ha mantenuta in 3 ore, 47 minuti e 46 secondi, un tempo che secondo TNT Sports varrebbe ufficiosamente il record mondiale per la maratona più veloce mai corsa in tuta da gara.

Sylvain Guintoli Londra Maratona

Ma il numero che conta davvero è un altro. La raccolta fondi a favore di PASIC, l’associazione britannica che supporta le famiglie di bambini e ragazzi malati di cancro e che aveva accompagnato la famiglia Guintoli durante la malattia di Luca, ha superato le 137.200 sterline, con la pagina per donare che rimarrà aperta ancora qualche settimana.

Lungo il percorso non sono mancati supporter, amici o sconosciuti che si sono fermati a incoraggiare Sylvain e le sue figlie. “Nessuna parola può descrivere la montagna russa di emozioni”, ha scritto a corsa conclusa Alicia Guintoli sui propri canali social.

“Questa corsa è stata l’emozione più incredibile, con Luca e tutte le persone a cui vogliamo bene che ci hanno spinto fino alla linea del traguardo. Grazie a tutti coloro che hanno donato e condiviso la pagina: abbiamo raccolto 16.551 sterline e ancora stiamo contando. Sono senza parole, non si può neanche spiegare cosa significhi per loro e quante famiglie possono aiutare ora. Tutto per te, Luca”.

Luca Guintoli Londra Maratona
Un cartellone in onore di Luca Guintoli, 2026. Instagram Sylvain Guintoli

La Maratona di Londra 2026 entrerà nella storia anche per un altro motivo: per la prima volta in una gara ufficiale è caduto il muro delle due ore. Sebastian Sawe ha tagliato il traguardo in 1:59:30, riscrivendo le coordinate della corsa su strada con un risultato che gli esperti inseguivano da anni.

Eppure, la scena più potente della giornata non era quella. Era un uomo in tuta da gara che attraversava il traguardo con il nome di suo figlio stampato addosso, davanti a migliaia di persone che non sapevano nemmeno chi fosse. Il resto non importa perché, quanto fatto da  Guintoli domenica, va oltre qualsiasi risultato sportivo. E in un certo senso, è la cosa più difficile che una persona possa fare: trasformare un dolore insuperabile in qualcosa capace di aiutare gli altri. Luca aveva sei anni. Suo padre ha corso per ricordarlo e per regalare una speranza a tutti quei bambini che, purtroppo, si trovano a combattere contro il più brutto dei mali. E alla fine ci è riuscito.

Chapeau, Sylvain.

More

Aprilia domina i test di Jerez: un nuovo (micidiale) trucco dalla Formula 1, tre piloti davanti e alette ‘a orecchio di elefante’

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

MotoGP

Aprilia domina i test di Jerez: un nuovo (micidiale) trucco dalla Formula 1, tre piloti davanti e alette ‘a orecchio di elefante’

Salvate il soldato Fabio Quartararo: “Non sono stupido” è tutto quello che riesce a dire dopo Jerez

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

Salvate il soldato Fabio Quartararo: “Non sono stupido” è tutto quello che riesce a dire dopo Jerez

Ma quale MotoGP a Jerez, il vero delirio è stato nel CIV e noi eravamo lì per raccontarvelo: “Nel mondiale SBK non combinate niente, persino Rea fa magre figure”

di Matteo Miserocchi Matteo Miserocchi

CIV

Ma quale MotoGP a Jerez, il vero delirio è stato nel CIV e noi eravamo lì per raccontarvelo: “Nel mondiale SBK non combinate niente, persino Rea fa magre figure”

Tag

  • MotoGP
  • Sylvain Guintolì
  • Londra

Top Stories

  • A quanto pare alcune MotoGP hanno un piccolo motore aggiuntivo (quasi) fuorilegge per fare la differenza quando conta di più in gara

    di Cosimo Curatola

    A quanto pare alcune MotoGP hanno un piccolo motore aggiuntivo (quasi) fuorilegge per fare la differenza quando conta di più in gara
  • Pecco Bagnaia, la Ducati e i Marquez: “Loro sono più in difficoltà con questa moto, è più difficile da fermare un po’ come succedeva a me l’anno scorso”

    di Cosimo Curatola

    Pecco Bagnaia, la Ducati e i Marquez: “Loro sono più in difficoltà con questa moto, è più difficile da fermare un po’ come succedeva a me l’anno scorso”
  • Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati

    di Emanuele Pieroni

    Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati
  • Con Bulega non ci resta che ridere: Bautista lo vuole “zavorrato” e Petrucci in MotoGP, “ma con la Panigale”

    di Emanuele Pieroni

    Con Bulega non ci resta che ridere: Bautista lo vuole “zavorrato” e Petrucci in MotoGP, “ma con la Panigale”
  • Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

    di Cosimo Curatola

    Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”
  • Mick Doohan ammira Marquez e la tocca piano: “Non capisco Ducati. Non sono sicuro se l'Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o se abbiano perso terreno”

    di Cosimo Curatola

    Mick Doohan ammira Marquez e la tocca piano: “Non capisco Ducati. Non sono sicuro se l'Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o se abbiano perso terreno”

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Foto di copertina:

Instagram Sylvain Guintoli

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

La coreografia dei Banditi della Sud è stata davvero “censurata” da Dazn e dal Milan? “Il prezzo della curva? Quanto mezzo abbonamento”. E gli ultras vogliono un calcio “giusto e popolare”

di Domenico Agrizzi

La coreografia dei Banditi della Sud è stata davvero “censurata” da Dazn e dal Milan? “Il prezzo della curva? Quanto mezzo abbonamento”. E gli ultras vogliono un calcio “giusto e popolare”
Next Next

La coreografia dei Banditi della Sud è stata davvero “censurata”...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy