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27 aprile 2026

Salvate il soldato Fabio Quartararo: “Non sono stupido” è tutto quello che riesce a dire dopo Jerez

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

27 aprile 2026

Il Diavolo è diventato un impiegato del catasto in Yamaha? Il francese è volontariamente prigioniero di un contratto d'oro, ma la nuova M1 sembra davvero senza soluzioni e adesso Quartararo sembra avere una sola paura: perdere la passione
Salvate il soldato Fabio Quartararo: “Non sono stupido” è tutto quello che riesce a dire dopo Jerez

E’ lunedì, a Jerez c’è il primo test da quando è iniziato il mondiale della MotoGP, ma Fabio Quartararo potrebbe aver avuto alcuna voglia di alzarsi dal letto questa mattina. Per lui è già l’anno che servirà a capire fin dove si può sopportare e fino a quanto si può soffrire (con una decina di milioni di Euro in tasca) dopo che le prime quattro uscite con la Yamaha M1 spinta dal motore V4 lo hanno messo davanti alla più temuta delle verità: poteva andare peggio e c’è andata. Il francese l’ha ammesso anche dopo il fine settimana di Jerez, alla vigilia di un test che sembra aver già bollato come inutile.

“Qui a Jerez, durante il weekend di gara – ha detto - abbiamo testato quasi tutto ciò che avremmo dovuto testare nelle prove, ovvero il telaio e le ali. Purtroppo non ho notato miglioramenti significativi, quindi non mi aspetto nulla per il test. Ho avuto difficoltà con il grip e la potenza. Purtroppo, non c'è un singolo aspetto in cui siamo forti e in cui posso dire di sentirmi a mio agio. Non mi sento a mio agio in frenata, in ingresso curva, in curva, in accelerazione o in frenata". Parole di pietra per uno che è consapevole di potersela giocare con tutti e che, però, sembra aver dimenticato d’essere stato lui a scegliere Yamaha, d’essere stato lui a accettare l’ingaggio che a Iwata gli hanno proposto quando altri campioni (leggasi Marc Marquez) hanno fatto scelte differenti a costo di correre gratis.

Fabio Quartararo piange nel box Yamaha

Ok, gli avevano fatto anche delle promesse che poi non si sono trasformate in risultati, ma è chiaro da tempo che una rivoluzione come quella che è in corso in Yamaha MotoGP avrebbe messo in stand by ogni ambizione concreta di vittoria. Risultato? Adesso Fabio Quartararo sembra il generale arreso di un esercito che invece ha voglia di combattere, pur sapendo che non sarà senza sangue e senza perdite. Nel futuro del francese, stando a quanto viene dato praticamente per certo nel paddock, c’è la Honda. Ma il presente? Ha senso andare avanti così da separati in casa che rischiano solo di odiarsi a vicenda?

Quartararo farebbe bene a chiederselo. Yamaha farebbe bene a chiederselo. Anche perché le parole ormai sono quelle che sono. “Ci sono molti aspetti in cui abbiamo problemi e difficoltà – dice ancora il francese in un media scrum che sembra un trattato su pessimismo e fastidio - Anche se ne risolviamo uno, ne spunta subito un altro. Non abbiamo un nuovo motore da testare, ma la velocità massima è l’ultimo dei nostri problemi. Non c'è molto da dire: ho provato a guidare in modo diverso, con uno stile diverso, ma non è cambiato nulla. Personalmente, so benissimo cosa ci serve, ma saperlo è una cosa, realizzarlo è tutt'altra”. E’, di fatto, l’elenco delle sofferenze tecniche che Quartararo vive, a cui si aggiunge, però, anche l’elenco ancora più pesante delle sofferenze emotive, con il francese che arriva a ammettere di chiedersi addirittura dove è finita la sua passione. “Personalmente – conclude - non sono stupido; so come si guida e quanto stiamo perdendo. In effetti, è evidente: un anno fa ero sul podio e oggi sono a 30 secondi di distacco. Vorrei solo riscoprire la passione per la guida e divertirmi in sella alla moto".

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