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27 aprile 2026

Il calcio a pezzi: ma cosa c’è davvero nella lettera di denuncia dell’assistente Domenico Rocca? I presunti favoritismi per certi arbitri, le “bussate” di Rocchi, i giocatori “minacciati di morte”

27 aprile 2026

Una lettera d’attacco a un presunto sistema: quello che avrebbe voluto Gianluca Rocchi, ordinato, pare, contro alcuni per favorire altri. Domenico Rocca è un personaggio chiave nello scandalo “arbitropoli”. Ma cosa c’è davvero in quel messaggio? E chi è l’assistente ed ex guardalinee?

Foto: Ansa

Il calcio a pezzi: ma cosa c’è davvero nella lettera di denuncia dell’assistente Domenico Rocca? I presunti favoritismi per certi arbitri, le “bussate” di Rocchi, i giocatori “minacciati di morte”

Il 22 maggio 2025, alle ultime ore di una stagione calcistica quasi conclusa, un assistente arbitrale calabrese seduto davanti a un computer scrive una lettera alla Commissione Arbitrale Nazionale. Non è un avvocato. Non è un dirigente. Non ha accesso ai media, non ha sponde istituzionali. Ha diverse gare di Serie A alle spalle, un voto che ritiene ingiusto, una carriera che sente terminata anzitempo, e una lista di episodi che ha deciso di non tenere più per sé. Quella lettera è un documento centrale dell'inchiesta della Procura di Milano che ha portato all'avviso di garanzia al designatore Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva. Quasi un anno di silenzio istituzionale, poi l'esplosione. Domenico Rocca, originario di Pizzo Calabro, insegnante di diritto a Bergamo, vicepresidente del Consiglio comunale di Pizzo, è la figura intorno alla quale ruota l'intera vicenda. È lui il primo firmatario di un atto che ha attraversato la giustizia sportiva, senza risultati, per poi arrivare alla Procura ordinaria, che ha invece ritenuto di procedere.

Il designatore Gianluca Rocchi
Il designatore Gianluca Rocchi Ansa

Le origini

Rocca inizia ad arbitrare intorno ai 15 anni. Categorie giovanili, poi i campionati regionali, la sezione di Catanzaro come punto di riferimento. Viene inserito nell'organico regionale della Calabria nel 2003, a 18 anni. Scala le categorie minori fino alla Promozione. Nel 2007 arriva il salto nella Can D, la commissione che gestisce gli arbitri dei campionati dilettantistici nazionali. È in questa fase che avviene l'incontro con Stefano Farina, il nome che Rocca stesso cita nell'incipit della sua lettera come figura fondamentale nella propria formazione. Farina - ex arbitro internazionale, figura rispettata nel mondo Aia - gli insegna, stando a quanto Rocca scrive, che “dell'organo tecnico ci si dovesse fidare a prescindere”. Nel 2010 il passaggio in Can C, con la direzione di numerose gare dell'allora campionato di C1. La progressione continua, la carriera da arbitro di ferma alla Serie C. Nel 2015 prende in mano la bandierina e passa al ruolo di assistente arbitrale, con contestuale inserimento nella Can B. Non è un passo da poco: in Italia, la figura del guardalinee è tecnicamente diversa da quella dell'arbitro, con una carriera che ha propri meccanismi di valutazione, proprie graduatorie, propri percorsi formativi. Il 12 febbraio 2017 è la data che nella carriera di Rocca segna il punto più alto: debutto in Serie A come guardalinee in Torino-Pescara. Da quel momento, per diversi anni, Rocca lavora nei massimi livelli del calcio professionistico italiano, tra Serie A e Serie B.

L'ex assistente Domenico Rocca
Domenico Rocca, autore della lettera

La stagione della rottura e la lettera

Nell'ultima stagione della sua carriera, quella 2024-2025, Rocca viene designato per 14 partite in tutto: una sola in Serie A, tredici in Serie B. A fine stagione, il suo nome compare nella lista dei 14 assistenti dismessi dall'organico della Can, pare spiegazioni particolari o motivazioni tecniche. La missiva, indirizzata alla Commissione Arbitrale Nazionale, è un documento lungo e articolato. Rocca la fa circolare anche su arbitri.com, sito specializzato del mondo arbitrale italiano, dove viene pubblicata e commentata dagli addetti ai lavori. L'incipit è diretto: “Mai avrei immaginato di dover giungere a scrivere alla mia commissione. Chi mi ha insegnato ad arbitrare ed a stare nell'associazione è stato Stefano Farina, il quale mi aveva convinto e insegnato che dell'organo tecnico ci si dovesse fidare a prescindere. E così è stato fino a che non siete arrivati voi”. Poi Rocca entra nel merito. I temi affrontati nella lettera si articolano su più livelli. Il sistema di valutazione, per esempio. Rocca contesta il meccanismo con cui vengono attribuiti i voti agli assistenti arbitrali. Sostiene che “la stagione sportiva ancora in corso (per gli altri) ha evidenziato, senza alcun dubbio, l'utilizzo parziale delle votazioni, l'assenza di criterio nelle designazioni, la violazione dei principi di correttezza e lealtà e, soprattutto, l'alterazione della corretta concorrenza e delle relative valutazioni”. Il senso, tra le righe: favoritismi verso alcuni, criteri più severi verso altri. Un ulteriore tema centrale: la compilazione della graduatoria. Rocca spiega che a suo dire la graduatoria di merito che determina la permanenza in categoria venga costruita ad hoc da qualcuno: “Sulla scorta della media tra i voti degli organi tecnici e quelli degli osservatori, governati dalla c.d. Con, la quale, anch'essa, dovrebbe essere organo terzo e imparziale”. La Con è la Commissione Osservatori Nazionali, organo che dovrebbe essere indipendente dalla direzione tecnica: secondo Rocca sostiene che questa indipendenza non esiste. I criteri di permanenza poi non sarebbero chiari. L'ex assistente rileva che con la governance in carica erano stati modificati: “Avete reintrodotto il limite di età e aggiunto il limite temporale decennale, superabile soltanto se inseriti tra i primi 40 assistenti della graduatoria di merito”. Una norma che, nella lettura di Rocca, diventa discriminatoria se la graduatoria è compilata con criteri non meritocratici. Nel sistema Aia, ogni assistente arbitrale viene valutato dopo ogni gara da due figure distinte: l'Organo Tecnico, emanazione diretta della Commissione Arbitrale Nazionale, e l'Osservatore della Con (Commissione Osservatori Nazionali), che dovrebbe operare in modo indipendente. La media finale risulta dalla media tra i due giudizi, espressi in una scala che oscilla tra 8.20 e 8.70, dove ogni decimale ha peso specifico rilevante. È quella media a determinare la posizione nella graduatoria di merito. Ci sarebbero, sempre stando a Rocca, dei casi specifici di voti contestati: partite singole, voti ricevuti, confronti con colleghi che avrebbero ottenuto valutazioni migliori pur avendo commesso errori oggettivi e riconosciuti. Cita la partita a Pisa dove riceve 8.50 da Rocchi, ma sottolinea che lo stesso voto viene attribuito in modo differente a un collega, Garzelli, che nei briefing aveva ricevuto critiche più pesanti: “Al termine di quella gara apprendevo che la posizione in graduatoria di Garzelli era davvero di poco migliore della mia, eppure il medesimo aveva disputato 10 gare di serie A e 8 di serie B, con la prima gara in A ad Udine dove da 8.40 che prese con l'Oa (l’Osservatore arbitrale, ndr) la commissione gli aveva abbassato il voto addirittura ad 8.20 ma nonostante il voto altamente negativo lo stesso usciva tranquillamente sempre in Serie A, mentre io ero fermo a 13 gare di B e una gara di A... per compassione”. Cita anche la sua ultima partita, Spezia-Cremonese del 9 maggio 2025, giudicata positivamente dai colleghi ma valutata con un voto a suo parere incongruo, senza neanche il colloquio di fine gara da parte dell'osservatore: “L'Oa entrava negli spogliatoi, non facendo il colloquio di fine gara, (cosa alquanto grave) salvo inviare alle 24:01 la valutazione di 8.40 su una partita di normale difficoltà”. Il passaggio che poi risulterà più rilevante sul piano penale è quello in cui Rocca descrive la presunta capacità di Rocchi di influenzare i voti anche dell'organo che dovrebbe essere indipendente: “Raggiunto telefonicamente, Rocchi mi confermava che la valutazione Con era soggettiva e poteva essere anche errata, ma, essendo presente l'Ot Con, non era possibile procedere ad alcuna modifica del voto”. L'ultimo blocco della lettera - quello che ha avuto la maggiore risonanza mediatica - riguarda episodi di campo specifici. Rocca non parla soltanto di se stesso e della propria carriera. Parla del sistema. E indica tre situazioni concrete che, a suo giudizio, configurano violazioni dei protocolli.

Gli arbitri nel caos
Gli arbitri nel caos Ansa

“Il sistema”

Il passaggio più caldo della lettera riguarda la partita Udinese-Parma del primo marzo 2025. Rocca descrive quello che - secondo la sua ricostruzione - sarebbe avvenuto nella sala Var di Lissone: il designatore Rocchi si sarebbe alzato dalla propria postazione e avrebbe bussato sul vetro della stanza dove si trovavano il Var Paterna e l'AVar Sozza, richiamando la loro attenzione. Questo intervento avrebbe poi determinato la chiamata all'on field review da parte dell'arbitro Fabio Maresca, con conseguente assegnazione del calcio di rigore a favore dell'Udinese. Ma Rocca non si ferma a Udinese-Parma. Nella lettera cita anche Inter-Roma del 27 aprile 2025. In quell'occasione l'Inter reclamava un calcio di rigore per una trattenuta su Bisseck da parte di Ndicka. Né l'arbitro Fabbri né il Var ritennero che ci fossero gli estremi per assegnarlo. Su questo Rocca commenta: “Perché Andrea Gervasoni, supervisore di giornata, non ‘bussa’ ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli”. E aggiunge: “Ma questo è solo un accenno. Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e Var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori”. Il ragionamento implicito: non è che c’è troppa discrezionalità nelle decisioni? Nella lettera, Rocca annuncia esplicitamente l'intenzione di denunciare i fatti “alle autorità federali, per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni, nonché alle competenti autorità ordinarie per valutare eventuali profili civilmente e penalmente rilevanti”.

Antonio Zappi dell'Aia
Antonio Zappi dell'Aia Ansa

Dopo la lettera, l'Aia di Antonio Zappi trasmette gli atti alla Procura Federale della Figc, la segnalazione arriva a Giuseppe Chinè il 21 maggio 2025. Viene aperta un'indagine sportiva che si conclude, il 29 luglio 2025, con l’archiviazione: “Non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare”. Domenico Rocca non è soltanto l'assistente arbitrale dimesso. Vive a Bergamo, dove insegna diritto in un liceo. Mantiene anche un ruolo nella vita pubblica della sua città d'origine. Rocca è vicepresidente del Consiglio comunale di Pizzo, eletto nel 2022 nella lista con delega agli impianti sportivi. Quando lo scandalo era già esploso, ha circolato il suo post sui social: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”.

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