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23 aprile 2026

L’unico modo che abbiamo per partecipare ai Mondiali ormai è Trump. Ecco la proposta di Zampolli in tempo di guerra per salvare l’Italia e fare pace con Giorgia Meloni

  • di Michele Larosa Michele Larosa

23 aprile 2026

A difendere gli interessi del calcio italiano è rimasto Paolo Zampolli. L'uomo che presentò Melania a Trump, ora prova a portare l'Italia ai Mondiali 2026. Ma è possibile?

Foto di: Ansa

L’unico modo che abbiamo per partecipare ai Mondiali ormai è Trump. Ecco la proposta di Zampolli in tempo di guerra per salvare l’Italia e fare pace con Giorgia Meloni

Mentre in Italia si discetta sui problemi del calcio italiano e sul futuro della Federcalcio in America a provare a salvare la Nazionale ci pensa... Paolo Zampolli. L'uomo di Trump, il suo consigliere fidato, inviato speciale del Presidente per le partnership globali. L'uomo degli incontri, delle pubbliche relazioni e delle strette di mano. Vicinissimo al tycoon, a cui all'inizio degli anni '90 avrebbe presentato la modella Melania Knauss, oggi Melania Trump. Dopo anni nell'ombra negli ultimi mesi è salito agli onori delle cronache, prima nominato da Fabrizio Corona in alcuni video, poi per la sua presenza negli Epstein Files. Fra le partnership globali di cui si occupa Zampolli è compresa anche la cosiddetta sport diplomacy, cioè l’uso di eventi e relazioni sportive come strumento di politica estera. Per questo avrebbe proposto a Trump e al Presidente della Fifa Gianni Infantino di ripescare l'Italia in vista dei Mondiali 2026, che si svolgeranno negli Usa tra meno di due mesi.

"Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", ha detto al Financial Times. “Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione". Poco tempo fa era stato fotografato in Italia in compagnia di Giuseppe Conte, poi ha detto di aver “incontrato il ministro Abodi proprio il giorno prima che abbiamo perso la partita con la Bosnia ai calci di rigore”.
Ma altro che prestigio e quattro titoli, secondo il Financial Times le ragioni della proposta sarebbero squisitamente diplomatiche. Il ripescaggio sarebbe il ramoscello d'ulivo di Donald Trump dopo le acredini con Giorgia Meloni.

paolo zampolli
Donald Trump e Paolo Zampolli Ansa

Lo Statuto Fifa però è chiaro, l'articolo 19 — quello che ha già fatto sospendere in passato Zimbabwe, Kenya e India quando i rispettivi governi hanno provato a mettere le mani sulle loro federazioni — stabilisce che ogni associazione membro deve gestire i propri affari in modo indipendente e senza indebite influenze da parte di terzi.
Una eventuale pressione esercitata dal Presidente degli Stati Uniti, paese ospitante del torneo, sul Presidente della FIFA per ripescare una nazionale per ragioni diplomatiche è esattamente ciò che quella norma vieta. Non è sport diplomacy. È interferenza politica.

Il nodo Iran rimane, il ministro dello Sport Ahmad Donyamali ha detto: "Forse la decisione sarà di non partecipare al Mondiale, ma se andremo, dobbiamo essere pronti per una presenza forte. Ancora una volta, la decisione dipenderà dalle condizioni e sarà presa dal governo e probabilmente dal Consiglio di Sicurezza Nazionale."
Il quadro si definirà nelle prossime settimane. La Fifa ha totale discrezione per scegliere un eventuale sostituto della nazionale persiana e starebbe anche valutando l'idea di un super playoff intercontinentale a quattro squadre per individuare l'eventuale sostituta. Una soluzione che almeno avrebbe il pregio di restare nel perimetro sportivo. Lontana dalle strette di mano, dalle relazioni pubbliche e diplomatiche. Intanto Zampolli, un po' per campanilismo un po' per migliorare la sua immagine pubblica, ci prova: “Contate su di me”.

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Foto di:

Ansa

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