Test al limite del soporifero, non soltanto per chi ha festeggiato la sera prima: i team hanno messo in pista poche novità sostanziali, principalmente per via dei test coi prototipi 850 previsti per mercoledì e giovedì, preferendo invece lavorare su messa a punto e strategie dell’elettronica. Yamaha ha portato un nuovo telaio e una versione aggiornata del cupolino, ma a lavorare di più sull’aerodinamica sono state KTM (nuova carena), Ducati, che prova diverse soluzioni anche dallo scorso anno, con la vera novità rappresentata da una vistosa cover del forcellone, e Aprilia, vera dominatrice della giornata. E non solo per via dei tre piloti piazzati nelle prime tre posizioni nella combinata dei tempi di fine giornata, anzi: a fare la differenza oggi è l’approccio allo sviluppo, che nel caso del marchio veneto è pesantemente ispirato alla Formula 1. Un po’ come vorrebbe fare l’organizzatore, con la differenza che in Aprilia ci riescono anche bene.
Al mattino sulla moto di Lorenzo Savadori è comparsa una sorta di antenna che vista da una certa distanza ricorda un piccolo drone e che, invece, serve ad analizzare i flussi d’aria in modo da lavorare a nuove soluzioni aerodinamiche. Nel pomeriggio invece sono comparse sulla moto di Marco Bezzecchi (e sulla sua soltanto) nuove appendici aerodinamiche sul cupolino ‘a orecchio di elefante’. Fabiano Sterlacchini, Direttore Tecnico, ci ha spiegato che si tratta ancora di una prima fase di sviluppo, sembra quindi una soluzione improntata al futuro.
La vera, grande novità però è quasi nascosta sotto la moto. E ci racconta, appunto, di un approccio diverso rispetto agli altri costruttori. A Noale infatti hanno tamponato la parte bassa della carena con dei materiali consumabili, dei piccoli coni pensati per misurare la distanza dall’asfalto: un modo per massimizzare l’effetto suolo della moto - di cui Aprilia si è fatta portabandiera negli ultimi anni - importato direttamente dalla Formula 1.
Il che va a sommarsi a tutta una serie di piccole idee e soluzioni trapiantate direttamente dalla Formula 1, esattamente come è successo allo stesso Massimo Rivola. Così sulla RS-GP è spuntato l’F-Duct, il concetto dell’effetto suolo, il sensore per i flussi d’aria e chissà quanti altri componenti. Il risultato lo si può leggere nelle prime tre righe della classifica dei tempi. Ducati ha vinto domenica, eppure a fine weekend il vantaggio di Aprilia sembra addirittura aumentato.