Ci dispiace solo una cosa: non poter raccontare gli occhi. Gli occhi di Marco Bezzecchi, alla fine del solito – istituzionale e doveroso –media scrum del secondo giorno di test a Sepang si sono letteralmente accesi. L’argomento? Le impennate. Perché sicuramente è vero che un pilota corre per vincere, ma a volte l’impressione è che si vinca per impennare e che l’anteriore puntato al cielo resti la goduria pura per ogni pilota. Sia davanti al garage di casa a 14 anni col motorino, sia quando si corre nell’Olimpo della MotoGP. L’hanno dimostrato anche oggi, appunto, gli occhi di Marco Bezzecchi nella sala stampa di Sepang, quando alla domanda se si era fatto fare una mappa per poter impennare è come se gli fosse passata in un istante tutta la fatica di questi giorni di gran lavoro. “No, niente mappe – scherza Bezzecchi – fortunatamente la nostra moto ha voglia e quindi se le fa fare”.
In effetti il passaggio sul rettilineo su una ruota sola poi raccontato anche in un video pubblicato da Aprilia è la prova, oltre che del manico di Bezzecchi, della particolare attitudine dell’RS-GP 2026. Che, però, ha anche parecchi altri pregi come raccontato dallo stesso pilota romagnolo. “Non è male la moto – dice - ci sono ancora tante cose da provare e molti giri da fare, anche per dare agli ingegneri più dati da analizzare. E serve anche un po’ più di tempo per capire meglio, ma non posso lamentarmi, sta andando bene. È un test di base e chiaramente dobbiamo migliorare ancora tutte le aree, perché stiamo cercando di concentrarci su ogni singolo aspetto. Come sempre, quando provi una moto nuova, vorresti che tutto fosse un po’ meglio. E’ importante stare in pista: più tempo riusciamo a stare fuori, più cose riusciamo a provare, meglio è. Perché poi domani, chiaramente, sarebbe bello poter fare dei run un po’ più lunghi, per vedere anche un po’ il comportamento delle gomme”.
La curiosità di capire, quindi, la voglia di migliorare e il solito entusiasmo per Bezzecchi. Di negativo, semmai, c’è il freddo: “Ho un freddo porco ora, ma a volte anche sulla moto, magari fosse sempre così”. Con pochi giri, di sicuro, il “problema” del surriscaldamento non c’è, ma ci sarà una intera stagione per fare i conti con le temperature che mettono a dura prova il fisico. Adesso, invece, è stato e è il tempo di concentrarsi su altro, con il Bez che però non vuole esporsi troppo sulla nuova aerodinamica della sua Aprilia. “Le nuove alette sul codone esteticamente sono bellissime – scherza – dalla sella avremo bisogno di qualche giro in più per capire, ma sembra comunque tutto molto bello”.
Non è al cronometro che si guarda e non è, chiaramente, nemmeno il tempo dei confronti con gli avversari, anche perché i test hanno sempre logiche tutte loro. “Sono difficili da interpretare – aggiunge Bezzecchi - perché ognuno fa un tipo di lavoro diverso. Alla fine non capisci mai chi è veloce, chi è lento, chi ha un buon passo o no. Quindi aspettiamo magari la Thailandia che potrà essere un po’ più precisa. Per quanto mi riguarda, sarebbe fantastico iniziare la stagione nello stesso modo in cui l’ho finita. Stiamo lavorando per questo, cercando di trovare già una buona base con la moto nuova e provando a essere competitivi il più velocemente possibile”.
E al ritorno a casa, magari, Aprilia potrebbe fargli trovare anche una sorpresa: la moto promessa per il salotto dopo la scorsa stagione. “Non è ancora arrivata, ma arriverà, non vi preoccupate – scherza ancora con i media presenti in sala stampa -. Devo aspettare il processo, diciamo, politico. Però sarà nera e completamente Aprilia, ma con la grafica della prima vittoria dello scorso anno”.