Sono le 12.15 di venerdì a Brno quando la sala conferenze della MotoGP accoglie i responsabili dei cinque costruttori e Carlos Ezpeleta, CSO di MotoGP Group, per parlare dell’accordo quinquennale tra le case e l’organizzatore del campionato. Solo che non ne esce niente, o quasi. A parte il fatto che per conoscere i dettagli dell’accordo ci vorranno due mesi, mentre al contrario gli annunci di mercato arriveranno in settimana. Il che ha suscitato una certa perplessità tra i giornalisti, almeno finché lo stesso Carlos Ezpeleta si è reso disponibile per un’intervista in italiano con chi si trovava presente in circuito in cui, in qualche modo, siamo riusciti a mettere insieme un po’ di cose. Ecco cosa ci ha raccontato.
Quanto è stato difficile trovare un accordo?
“Può esservi sembrato difficile, per noi non lo è stato. Abbiamo iniziato a parlare lo scorso anno qui a Brno e in meno di un anno abbiamo trovato questo accordo, non è stato difficile. Prima di tutto hanno dovuto trovare il modo di accordarsi tra loro, sono competitivi in pista e mettersi assieme non era facile. Siamo contenti, è stata una negoziazione positiva. Ma non tosta”.
Perché in conferenza stampa non era presente un rappresentate di Liberty Media?
“Non c’è Liberty e MotoGP, è un’azienda, la stessa azienda. Esattamente come in Formula 1. Era importantissimo e come puoi immaginare Liberty Media era allineata nel processo”.
Prima hai parlato dell’idea di fare ’22 Super Bowl’. Che significa?
“Per me è quello che succede fuori dalla pista. Abbiamo eventi che sono già ad un livello molto alto e abbiamo tutto l’interesse nel portare altri eventi a quel livello. Per me è l’offerta fuori dalla pista che conta in tema di ospitalità, merchandising, il lavoro dei team… tutto questo sarà spinto e organizzato anche nelle 30 settimane in cui non ci sono gare”.
È vero che c’è l’intenzione di tornare a correre in Cina?
“Il mercato cinese è importante, anche per i costruttori che sono già qui. Ne stiamo parlando, la conversazione con le nuove case cinesi che sono qui è molto interessante. Chiaramente noi non vogliamo più di 22 piloti, se arriverà un nuovo team è perché ha trovato un accordo con uno degli undici che ci sono adesso. Il livello però è diverso rispetto alla Supersport e alla Superbike: non c’è un balance of performance, qui è diverso”.
C’è ancora l’idea di premiare i piloti che vengono da paesi esotici rispetto a italiani e spagnoli che per il momento occupano buona parte della griglia?
“Noi investiamo molto nei piloti che arrivano da parti lontane del mondo ed è una sfida molto importante, abbiamo parlato anche con le case di come farlo. Ma non daremo più priorità a un pilota per la sua nazionalità, quelli che devono arrivare in MotoGP sono i migliori. Chiaramente spagnoli e italiani non hanno un divieto di ingresso, ma stanno lavorando meglio”.
Ci sarà davvero un terzo pilota nel 2027, un sostituto degli ufficiali?
“Si sta parlando molto del terzo pilota ma è una chiacchiera, con le moto di adesso è difficile trovare anche questo sostituto. Sulla moto singola o meno lo sapremo in fretta, secondo me siamo molto vicini. Per la Sprint e la gara continueranno ad esserci due moto”.
Le partenze e il format delle qualifiche sembrano le tematiche più delicate di cui discutere. Come cambieranno? Toglierete delle Sprint come in Formula 1 o state pensando, per esempio, a fare una partenza la domenica a griglia invertita?
“Tutti gli eventi avranno lo stesso formato e miglioreremo le partenze. Da quando è stato introdotto, l’holeshot ha aumentato il numero di incidenti alla prima curva di tre volte. Per partenza, non il totale. L’holeshot è chiaramente il problema e una griglia con più spazio ridurrà il rischio. Per quanto riguarda le qualifiche team e costruttori non vogliono fare più time attack durante il weekend. Non andremo nella direzione della Superbike che fa la griglia invertita, ci abbiamo provato un anno con la MotoE… in MotoGP sarebbe molto probabile fare un errore nella Sprint e far sì che un pilota forte debba partire indietro e prendersi un rischio. È molto più normale cadere nella Sprint che cadere tante volte tra venerdì pomeriggio e la qualifica e non avere l’occasione. Se girassimo la griglia ci troveremmo con diversi piloti nel posto sbagliato”.
Cosa avete richiesto ai team, che da parte loro hanno voluto un miglior accordo economico?
“Siamo contenti di permettere e loro di investire, avranno anche l’obbligo di fare più cose come la showbike funzionante e fare più livree speciali ogni anno, che piacerà ai fan che abbiamo adesso e anche a quelli nuovi”.
Per chiudere: come avete affrontato il fatto che le case abbiano sospeso gli annunci di mercato?
“A noi non è importato per niente. Tutti sapevamo che avevano già firmato, avremmo avuto pressione se non avessero firmato. Ma firmare senza annunciare a noi non è cambiato niente: i piloti c’erano, le moto anche. Non annunciare i rinnovi è stata una scelta loro, noi non abbiamo spinto neanche per un secondo per far uscire i comunicati sul rinnovo. È una scelta completamente loro, i piloti verranno annunciati tutti nei prossimi giorni”.