Manca un quarto d’ora a mezzogiorno quando Frances Wyld, la responsabile della comunicazione della MotoGP, comincia a distribuire un comunicato stampa a due facciate sull’accordo tra costruttori e Liberty Media che sarà in vigore dal 2027 al 2031, con un embargo per le 12.30. Un quarto d’ora prima inizia la conferenza stampa. Si parla di “Impegno condiviso”, di “processo di negoziazione collettivo in termini sportivi, tecnici e commerciali” e del fatto che “Parallelamente, MotoGP e gli 11 Team hanno concordato i termini principali per il periodo 2027-2031, con un annuncio che sarà effettuato a tempo debito”.
Seguono dichiarazioni piuttosto insipide di Carmelo Ezpeleta e dei cinque rappresentati delle case (Massimo Rivola per Aprilia, Gigi Dall’Igna per Ducati, Koji Watanabe per HRC, Pit Beirer per KTM e Paolo Pavesio per Yamaha). In breve, due pagine di niente.
L’accordo è stato sofferto, atteso e da un certo punto di vista anche combattuto, tanto che i costruttori si sono rifiutati per mesi di prodursi in annunci di mercato, in modo che ufficialmente non esistesse un vero e proprio campionato 2027. Poi l’annuncio arriva ed è come il Gineprio di Ubaldo Pantani, che è “a posto così”. Perché il comunicato è un grande, enorme preambolo che cade nel nulla.
Non si parla dell’accordo economico tra le parti, che teoricamente dovrebbe aver permesso alle case di entrare come azionisti del campionato. Men che meno si parla del salario minimo del piloti MotoGP, dell’eventualità che le squadre abbiano una moto soltanto, di come cambierà l’impegno mediatico. Fortunatamente in conferenza stampa qualche domanda arriva. Viene chiesto a Carlos Ezpeleta un punto fai vista sull’idea di una moto sola, al che lui ci restituisce una lunga riflessione che potrebbe essere riassunta col fatto che non è ancora il momento di parlarne. Poi la domanda è sugli attesissimi annunci dei piloti, a cui risponde Gigi Dall’Igna: “Li avrete nel giro di una settimana”.
Alla fine la domanda arriva: “Quando sapremo?”. La risposta ancora una volta arriva da Carlos Ezpeleta, che con un lungo encomio del campionato per poi concludere con un grande sorriso: “Chiedo scusa, non ho ancora risposto alla tua domanda. Lo saprete tran paio di mesi”. Per finire però, ci regala un titolo: “Vogliamo che la MotoGP diventi una sorta di 22 Super Bowl all’anno”. È vero che la MotoGP è veloce, ma la strada è lunga.