Sole, ventotto gradi, una delle piste più belle del mondo: la MotoGP è arrivata a Brno e buona parte dei piloti gira per il paddock con il sorriso di chi ha parcheggiato in paradiso. C’è qualche eccezione, a partire da Toprak Razgatlioglu: “È un circuito da percorrenza, va forte chi guida in stile due tempi e ci sono poche staccate. Per me è il peggio”. Jorge Martín ha fatto il giro delle sette chiese per scusarsi con piloti, team e televisioni per l’incidente causato a Balaton. Marco Bezzecchi dice di guardare avanti ma probabilmente fatica a riuscirci, un po’ perché lo zero dell’Ungheria continua a martellargli le tempie e un po’ perché sente ancora i postumi della caduta: “Ho preso una grossa botta a tutta la parte destra del corpo. Soprattutto la mano e la tibia destra. La mano è andata quasi subito meglio, ho solo qualche contusione. Alla gamba ho avuto un taglio al muscolo e ci ho messo un po’ di giorni a recuperare, non sono ancora riuscito a tornare in moto”.
Il punto è che questa rischia essere una gara chiave per il mondiale di Aprilia. La pista sulla carta dovrebbe far volare le RS-GP, non meno che al Mugello comunque, e riportare il giusto clima nel box sarà fondamentale per far sì che Bezzecchi e Martín continuino a guardare la classifica dall’alto. Sarà compito di Massimo Rivola far sì che le cose funzionino.
Dall’altro lato della barricata, Marc Marquez sorride e torna a giocare al ribasso, come se i 37 punti presi a Balaton fossero una storia a parte. Il che, comunque, è piuttosto vero: “Al Mugello ho preso 10 secondi dai primi, sarà importante recuperare su quelli”. Poi Marc racconta che il braccio destro adesso lavora diversamente, non meglio o peggio ma di certo non come lo scorso anno. Dice, anche, che “Forse questo non è l’anno per lottare per il titolo”, anche se poi aggiunge: “Non sono mai stato così forte mentalmente. E non dico migliore, dico più forte”. Come sempre lo spagnolo parla dritto, è una macchinetta per titoli da giornale.
Nel frattempo il paddock, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, ha accolto Francesco Guidotti come nuovo Team Manager di Aprilia Trackhouse con effetto immediato. Al contempo in Honda al posto di Alberto Puig dal 2027 ci sarà Mikihiko Kawase, che dal 2024 è MotoGP Technincal Manager dopo una carriera in HRC iniziata nel 2012 con il mondiale Moto3. Davide Brivio sarà quindi consulente interno per la casa giapponese, anche se di fatto prenderà buona parte delle decisioni operative.
Altro grande tema della giornata è stato il test a porte chiuse previsto per lunedì, quando alcuni piloti guideranno per la prima volta le MotoGP 2027 con motore ridotto a 850 cc e, soprattutto, con gommatura Pirelli. Quando gli è stato chiesto cosa avrebbe fatto lunedì, Fabio Quartararo ha risposto “Una grigliata con la mia famiglia”, perché a molti dei piloti che cambieranno costruttore a fine stagione non è stato permesso di scendere in pista, che poi è il motivo per cui a breve dovrebbe essere annunciato il rinnovo di Raul Fernandez con Trackhouse. C’è comunque qualche eccezione, per esempio i piloti Honda. Joan Mir ha spiegato che: “Abbiamo fatto un grande lavoro di sviluppo in questi anni e non vedo perché non dovremmo continuare in questo senso”.
Pecco Bagnaia invece si è mostrato piuttosto contrariato. Ci ha raccontato che a suo modo di vedere non è giusto: così chi potrà provare le Pirelli avrà modo di portare lo sviluppo dalla sua parte e, comunque, farsi un’idea più precisa della MotoGP del prossimo anno, mentre a lui toccherà guidare a Valencia col freddo di novembre. Qualcuno ricorda che a dirla tutta ci sarà anche un altro test, a settembre in Austria. Qualcun altro invece si lancia in un lungo e delicato panegirico per poi concludere con quello che in parole meno dritte si potrebbe tradurre in “Affari loro”. In tutto questo, Pedro Acosta ci ha fatto sapere per l’ennesima volta che non ha una moto adatta a lottare per il campionato. Lui dal canto suo si sta adattando piuttosto bene a lottare per la vittoria, la prima in MotoGP che ancora gli manca.