Vedi Fabiano Sterlacchini e capisci che potresti passare delle ore ad ascoltarlo. Orecchino d’argento, inflessione anconetana, la faccia di uno che ha dominato l’arte del barbecue e il curriculum di chi l’ha fatto davvero con le moto da corsa. Se l’Aprilia è la prima forza in questa MotoGP è in parte merito suo, che non restituisce mai risposte banali lasciando invece trasparire una grande attenzione ai dettagli.
Fabiano è uno straordinario testimone di come dovrebbe funzionare la scuola e magari pure di come andrebbe scelta. Ed è un tecnico attentissimo, uno a cui sfuggono di continuo inglesismi, concetti raffinati e altre piccole storie su cui si potrebbe scrivere un libro. Ogni tanto gli sfugge un sorriso, per esempio quando gli chiediamo come abbia fatto l’Aprilia a prodursi nel record di velocità massima al Mugello (368,8 K/h) nonostante un regolamento bloccato da anni. “Diciamo che dei vari target che c'eravamo dati c'è anche un numero che si chiama ventimila”, risponde. Intende ventimila giri, che è un numero spaventoso per qualunque motore, non solo nel motociclismo. Poi continua: "Ci abbiamo lavorato, sicuramente farlo al Mugello era carino, bello, ci abbiamo anche un po' investito perché era un segno, no?". Come ad ammettere che è stata una sfida sportiva ma pure di comunicazione, specialmente in un circuito che storicamente ha sempre visto Ducati come la miglior interprete del motore.
Fabiano racconta dei suoi piloti, della sua filosofia in questo lavoro e di essere, a forza di risposte secche, un liberale di questa MotoGP.