Il ritiro di Lorenzo Musetti da Wimbledon fa sorridere (per modo di dire) Matteo Berrettini. Un passaggio di testimone che parla esclusivamente italiano è quello che coinvolge il carrarese, obbligato all'ennesimo forfait, e il tennista romano, che fa così il suo ingresso in tabellone.
Una notizia dolceamara per entrambi: se da un lato Berrettini ritorna sull'erba di Wimbledon dopo un 2025 che lo ha visto fuori al primo turno, dall'altro Musetti continua la sua lenta guarigione da quella coscia che da maggio lo obbliga alla prudenza. La rinuncia a Londra arriva dopo quella al Roland Garros, palcoscenico che ha visto invece proprio Matteo Berrettini tornare ai ritmi di una volta. Con lo storico quarto di finale contro il connazionale Matteo Arnaldi, 'il martello' sembrava rinato, salvo poi dover abbandonare prematuramente il campo a causa di un problema fisico all'anca sinistra.
Con una foto in bianco e nero, forse le tonalità più in linea con le rinunce che sta incassando, il numero 15 del ranking aggiorna il mondo sul suo stato di salute: "Desidero aggiornarvi sul mio recupero dall'infortunio di Roma: la riabilitazione sta procedendo molto bene ed i risultati medici sono incoraggianti. Purtroppo, non avendo ancora iniziato una preparazione atletica completa, e dopo attenta valutazione, siamo giunti alla difficile conclusione che quest'anno non potrò competere a Wimbledon. Non è una decisione facile, ma è quella giusta. La mia priorità è tornare in campo al 100%. Grazie per il vostro supporto costante - ci vediamo presto".
Parole che non fanno di certo piacere a tifosi e avversari, a cui viene sottratto una volta ancora un degno avversario contro cui misurarsi. Parole che non fanno piacere nemmeno a Matteo Berrettini, compagno di maglia azzurra che più di tutti sa cosa vuol dire abdicare per colpa del fisico. Le regole però parlano chiaro: l'attuale numero 49 è il primo giocatore fuori dalla entry list del main draw londinese, il che significa che è diretto erede del primo posto lasciato libero da chi, in tabellone, ci è entrato di diritto. Si tratta di un alternate, non di una wild card, quest'ultimo appellativo è riservato ai soli "invitati" dagli organizzatori, mentre in questo caso specifico si parla di un semplice scorrimento di lista. Ingresso fortunato, se vogliamo, che consente di evitare le qualificazioni, un corridoio che permette di concentrare le energie sulle partite che contano.
Avevamo lasciato Matteo l'8 giugno, con un post Instagram che annunciava il suo imminente rientro: "Gli esami svolti negli ultimi due giorni non hanno rintracciato nessuna lesione significativa! Sto già lavorando sul mio recupero per tornare a Wimbledon nella miglior forma possibile". Ora, nove giorni dopo, il regalo è arrivato ed è tempo di guardare seriamente allo Slam in bianco. Una cosa è certa: soprattutto sull'erba, il fisico toglie e il fisico dà. Avrà la meglio chi saprà abbracciare ancora una volta il manto più veloce: i grandi servitori, gli aggressivi in risposta e chi sa andare a nozze con irregolarità e scambi brevi. Matteo Berrettini risponderà a queste chiamate?