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La pole di Marc Marquez fa paura ma il livello della MotoGP di più: il dopo Valentino Rossi è anche meglio di prima

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

24 settembre 2022

La pole di Marc Marquez fa paura ma il livello della MotoGP di più: il dopo Valentino Rossi è anche meglio di prima
Marc Marquez torna in pole a Motegi dopo tre anni di durissima astinenza, ma il livello della MotoGP è altissimo: chi rimpiange ancora i fantastici quattro dovrebbe preparare l’abbonamento al 2023, perché vedremo un mondiale storico

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Era il 2019, sempre Motegi. Era l’anno dell’ultimo titolo di Marc Marquez, vinto con una superiorità imbarazzante sugli avversari. Era, perché oggi il Cabroncito è tornato davanti a tutti, in pole, dopo 1071 giorni che nelle corse sono un’eternità. Gli altri, ad inseguire. Il primo tra i piloti in lotta per il titolo è Aleix Espargarò, sesto. Fabio Quartararo parte 9°, Francesco Bagnaia 12°. A loro sul bagnato sono mancati i dati perché si è girato poco, pochissimo considerando che anche le FP3 sono state annullate e Marquez se l’è giocata guidando d’istinto. È esattamente per questo che mancava allo sport: Marc corre sempre oltre le aspettative, sue e degli altri. Ed è quello che manca un po’ ai piloti che vanno forte oggi, bravissimi a sfruttare la moto ma più lontani da quel modo di correre che vuole il pilota a giocare con l’estro, ad improvvisare. La MotoGP di oggi è come una formula chimica, funziona solo se sei esatto. A meno che tu non sia Marc Marquez.

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Domani sarà un’altra storia, Motegi promette sole e i piloti in lotta per il titolo sembrano tutti a posto sull’asciutto, pronti ad una griglia a posizioni invertite come nelle gare in kartodromo: sei più forte? Parti dietro. Intanto però, Marc ha mandato un segnale: sto tornando, arriverò. Gli manca ancora la costanza e il Giappone lo farà soffrire, ma l’impressione è che l’anno prossimo sarà anche lui a giocarsela. Ora qualcuno dirà che la sua pole position, a una settimana dal rientro, è la prova del fatto che il livello della MotoGP si è abbassato, ma non è così. A Misano ed Aragon la coppia Bagnaia - Bastianini ha fatto il vuoto dietro di sé, cosa che in un mondiale così livellato (in FP1 a Motegi c’erano 20 piloti in un secondo) ha dell’incredibile. Non raccontiamoci che Marc Marquez è tornato lì per rimanerci e vincere da qui a Valencia, perché tanto il fisico quanto la moto non sono a livello e gli altri piloti nel frattempo sono cresciuti moltissimo. Lo ha detto anche lui, nell’intervista al parco chiuso: “Sono molto contento, è solo una pole sul bagnato ma adesso è importante tutto, tenere questo piccolo stimolo per il team, per tutti noi. In questi due anni guidavo bene sul bagnato ma qui ero a posto anche col fisico. Oggi è così, domani vediamo. Ma oggi dobbiamo celebrare perché ne avevamo bisogno”.

L’unica certezza è che chi rimpiangeva i fantastici quattro - Rossi, Stoner, Lorenzo e Pedrosa - farà meglio a seguire la MotoGP dell’anno prossimo. Perché Ducati ha sotto contratto piloti velocissimi, Yamaha sta mettendo a posto la moto e Marc Marquez sarà ancora lì, a lottare per quel titolo che lo metterebbe alla pari con Valentino Rossi. Il quale, per fortuna, a questa MotoGP manca sempre meno.

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