Bastonato da Kimi Antonelli in qualifica, staccatissimo dal compagno in gara. Quello di Suzuka è stato un fine settimana nero per George Russell, dopo che già in Cina aveva visto l’italiano dominare rubandogli la scena. Quarto sotto la bandiera a scacchi, alle spalle anche di Oscar Piastri e di Charles Leclerc che, oltretutto, prima si difende in più occasioni e poi lo svernicia all’esterno di Curva 1 con un sorpasso capolavoro per tenersi il podio. Una gara complicata, dall’inizio alla fine, che peraltro vede Antonelli sfilargli la leadership del mondiale tra un’esultanza e l’altra.
In Giappone a mancare è stato soprattutto il feeling con la vettura, ma sceso dalla sua W17 l’inglese parla anche di problemi tecnici: “Sicuramente non mi sento fortunato, però le gare sono così”, ha spiegato nel post GP a Sky Sport F1.
È vero, non sono stati i 53 giri più fortunati della carriera di Russell, specie dopo la Safety Car entrata in pista per l’incidente di Oliver Bearman, e George non manca di sottolinearlo: “Nel corso dell’anno a volte ti gira bene, altre volte male. È fastidioso non essere riuscito a salire sul podio perché alla ripartenza dietro la Safety Car non sono riuscito a ricaricare la batteria e sono stato superato da Lewis. Dopodiché ho avuto un altro problema, sempre con la batteria, quand’ero in lotta con Charles”.
Un attimo dopo, però, ecco che inizia quel lamento che spesso lo vede protagonista: “È ancora molto presto e bisogna commettere gli errori per poter imparare, ma al momento tutti i problemi sembrano arrivare dalla mia parte ed è abbastanza frustrante. Mi è mancata velocità? Non direi. Se non ci fosse stata quella differenza sul giro secco magari avremmo vinto la gara e sarebbe stata un’altra conversazione. Non ho molto altro da dire”.
Senza Safety Car la gara sarebbe potuta andare diversamente, sì, ma la sfortuna non è tutto. E a smentire Russell è proprio il passaggio sulle qualifiche, chiuse in seconda posizione ma pagando tre decimi dal compagno di squadra. La verità è che, seppur sia stato più fortunato, a Suzuka Antonelli era imprendibile, mentre Russell ha faticato più del previsto.
Lo si è visto in occasione dell’ultimo giro in Q3 così come da metà gara in poi: Kimi volava, George arrancava tra una battaglia e l’altra. E il non aver portato la sua Mercedes sul podio non è solo il frutto di circostanze sfortunate perché, considerata la velocità mostrata, sorpassare chi era davanti non era impossibile. C’è stato il “problema alla batteria”, ma anche parecchie sbavature: alla ripartenza dopo la Safety Car, così come nella gestione dei corpo a corpo, in primis con Leclerc.
Russell non è stato perfetto, ma alla fine parla solo di sfortuna. Sarà che Antonelli gli sta mettendo molta più pressione di quanto avesse previsto? D’altronde, nel pre-stagione non l’aveva mai considerato una vera minaccia per il titolo, mentre adesso, a tre gare dall’inizio dell’anno, gli è dietro di nove punti in classifica.
Mastica amaro e la lunga attesa per il GP di Miami, vista la cancellazione dei GP di Jeddah e Bahrain, si fa più pesante del previsto. E mentre uno sorride, godendosi quanto di straordinario fatto in pista, l’altro ha più di qualche interrogativo a cui trovare una risposta.