Il sesto giro del GP di Aragon è un Bignami del motociclismo. C’è la caduta di Pecco Bagnaia che perde il posteriore e si ritrova quasi alle lacrime nel box e, al contempo, c’è quella di Franco Morbidelli, d’anteriore, ovvero gli unici due modi per cadere da una moto senza l’aiuto di qualcuno. Alle cadute però si aggiungono i ritiri, come quello di Raul Fernandez che al sesto giro si trova costretto a rientrare al box per un problema tecnico. Tre maniere diverse per tornare a casa senza punti.
È sempre al sesto giro che va in scena una lotta feroce e fulminea tra Marc Marquez e Marco Bezzecchi sul lungo rettilineo che porta alla curva 16. Marc vuole i 37 punti, sa di poterli prendere e di avere la velocità per farlo, Marco sa che resistere è tutto quello che conta. Percorrono tutta quella lingua d’asfalto lunga un chilometro stando appaiati, con l’aerodinamica che spinge una moto contro l’altra e la ruota anteriore della Ducati che viene su in sesta piena. Devi trovare la linea giusta, staccare più tardi possibile e sperare di non farti male mentre la moto ondeggia e il vento ti prende a schiaffi. In breve, devi avere le palle.
Dopo la gara, nell’intervista a telecamere spente in spagnolo, Marc Marquez racconta così quel momento: ”A 300 km/h a un centimetro da un'altra moto non pensi a tua madre, a tuo padre, alla tua fidanzata o al tuo cane. L’unica cosa a cui pensi è a chi staccherà più tardi”. Poi aggiunge anche che è tutto lì, tra quello che senti e quello di cui hai bisogno: “Sono momenti di pura adrenalina, è lì che il pilota deve tirare fuori la follia, una follia controllata”.
In quel momento è arrivato Pedro Acosta, con una moto che non avrebbe dovuto permettergli di stare con gli altri due. Quella è un’altro pezzetto del motociclismo: ci devi credere più di tutti gli altri, trovarti in un attimo di tempo in cui tutto è al posto giusto e fare la tua giocata. Marco Bezzecchi non l’avrà apprezzato, anche se alla fine sembrava conscio, e soprattutto felice, di aver dato tutto quello che poteva in un weekend tutt’altro che semplice.
Un giro da poco meno di due minuti e decine di storie: belle, brutte, spaventose, memorabili. Queste sono le corse.
30 agosto 2026
Le corse in moto sono tutte nel sesto giro ad Aragon: cadute, ritiri, staccate, penne a 300 Km/h e una frase di Marc Marquez da scolpire nella pietra
Mentre la MotoGP si scervella per capire come portare questo sport a più gente possibile, il GP di Aragon ci racconta in meno di due minuti cosa sia sul serio il motociclismo. Bastano un giro, sei piloti e una frase: “Non pensi a tua madre, a tuo padre, alla tua fidanzata o al tuo cane. L’unica cosa a cui pensi è a chi staccherà più tardi”
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Questo Bagnaia non l’avevamo mai sentito: “Così è umiliante, mi mortifica. È uno dei momenti più bassi della mia carriera. Con la Panigale? Volo”
di Cosimo Curatola