Difficile dire se sia rimasto qualcosa da salvare, nel weekend di Pecco Bagnaia ad Aragon. Problemi con la moto, altri nel box, poi nella guida e quindi nei risultati, mentre la frustrazione aumenta e l’idea di poter risolvere la situazione si fa sempre più distante. Che poi Aragon con tutto questo c’entra ben poco: sembra di rivedere il Pecco dello scorso anno, solo più sconsolato. “Oggi sono entrato alla stessa velocità, ho anticipato un po' il cambio e nel momento in cui gli è arrivato il carico è partita e... si è chiuso il davanti. Meglio così perché sennò lanciarsi lì con quelle alte velocità ti fai anche male”, ci ha raccontato in sala stampa a proposito della caduta al sesto giro, mentre viaggiava attorno alla settima posizione.
Il passaggio più incisivo però lo fa più tardi, quando gli chiediamo che momento stia vivendo: “Io sono lì che do tutto quello che posso, sempre, in ogni situazione, ogni turno. E arrivo al box cercando di essere il più chiaro possibile perché comunque stiamo cercando tutti una soluzione... che non arriva. E quindi quando poi fai un weekend come questo, un weekend come Silverstone, dove finisci anche per terra spingendo, ma il tuo spingere vuol dire girare un secondo più piano dei più veloci... eh, comunque ti mortifica e soprattutto è umiliante in questo momento. Forse, appunto, è uno dei momenti più bassi della mia carriera sportiva, perché non vedo via d'uscita e la situazione è uguale dalla prima gara, anzi: nelle ultime due gare è quasi peggiorata, quindi è tosta”.
Lui parla soprattutto della moto, di una situazione che peggiora di continuo: "Ho dato tutto quello che potevo sempre a Ducati in tutte le situazioni. È difficile adesso accettare che la situazione possa essere questa nonostante l'impegno che ci metto e, soprattutto, nonostante io guardi i dati anche vecchi e le cose che adesso vedo fare agli altri a me non vengono più. Quindi sono in una situazione dove con la moto di oggi non posso guidare in una maniera naturale e quando provo a fare qualcosa in più, cado”.
A sentire queste parole viene da pensare che Pecco stia cercando la soluzione sulla moto e tra i dati della telemetria, d’altronde è esattamente quello che deve fare un pilota. Lui ha parlato tante volte del fatto che non vuole avere mental coach, psicologi o figure di questo genere, eppure la sensazione più o meno condivisa nel paddock è che un tentativo potrebbe farlo: se non puoi migliorare il mezzo, prova a migliorare te stesso. A pensare meno ai limiti tecnici magari, oppure a lavorare su aspetti diversi.
Lui - giustamente - non sta mettendo in discussione il suo talento, almeno a sentire la risposta che ci restituisce quando gli chiediamo come sia guidare altre moto in allenamento: “Quando sono con la Panigale volo, sono fortissimo ed è un grandissimo... ogni volta che guido un'altra moto faccio "uff!", perché comunque... so ancora guidare la moto”. Mettere in discussione l’approccio però potrebbe essere una buona idea.
Anche perché nel frattempo la MotoGP si avvicina a Misano, tra due settimane: “È una gara importantissima per me. Credo verrà tantissimo pubblico e spero che si riesca a migliorare un po' perché nella situazione di oggi a Misano comunque potrebbe essere veramente difficile. Spero di riuscire a trovare una soluzione, spero che la squadra mi aiuti in questo per arrivare almeno a lottare per una top 5, che secondo me dovrebbe essere all'ordine del giorno".
Un Bagnaia così caustico sul suo momento, sulle sue sensazioni e in generale sulla sua carriera non l'avevamo mai visto. Eppure probabilmente non siamo ancora al famigerato punto più basso da cui ripartire, ricostruendo da zero. Che forse è quello che gli servirebbe.