Dopo due anni, la trattativa più segreta della storia recente della F1 è stata spiegata. Perché di Hamilton in Ferrari nessuno ha saputo mai nulla fino alla sera prima dell’annuncio, arrivato il 1 febbraio 2024. Tutto condotto sotto traccia, senza che il paddock e i media se ne accorgessero. Un capolavoro di gestione se si considera che, come raccontato da Frederic Vasseur nella sua biografia “En piste”, le conversazioni con il sette volte campione del Mondo cominciarono molto prima.
“All’inizio è stato tutto in tono scherzoso, qualche mese dopo il mio arrivo alla Ferrari”, recita la biografia. Un dettaglio non di poco conto visto che, a Maranello, il francese è stato ufficializzato come team principal il 9 gennaio 2023, praticamente un anno e un mese prima dell’ingaggio di Sir Lewis. “Fai una battuta e vedi come reagisce. Poi, ne abbiamo parlato più seriamente il 28 maggio, a casa sua, in occasione della gara di Monte Carlo. Era il mio compleanno. La situazione era bizzarra perché lui stava per firmare il rinnovo con Mercedes e noi avevamo già due piloti sotto contratto. Ci siamo lasciati dicendoci che sarebbe stato complicato”.
Così sembrava, ma a cambiare tutto è stata la proposta formulata da Mercedes: “È tornato da me qualche settimana più tardi dicendomi che aveva avuto un contratto di un anno con una opzione di un altro anno a suo favore. A quel punto la strada era libera e ci siamo messi d’accordo. Aveva la Ferrari in testa da molto, moltissimo tempo e i pianeti si sono allineati”.
E così, da un paio di battute, è nato il matrimonio sportivo più rilevante e influente della storia della F1. Basti pensare che, ad appena poche ore dall’iconica foto postata davanti alla F40, il titolo in borsa di Ferrari è schizzato alle stelle.
A Maranello i due si sono ritrovati, dopo anni da quei titoli conquistati in F3 e F2 insieme, nel team Art, ma a sentire Vasseur in Sir Lewis nulla è cambiato: “Era già estremamente coraggioso da inglese a venire in una struttura francese. Se non avesse funzionato, l’avrebbero fatto a pezzi. In lui oggi ho ritrovato lo stesso coraggio, altrimenti non sarebbe venuto da noi. Ho ritrovato anche la stessa parte emotiva. Nei 12 mesi trascorsi prima del suo arrivo a Maranello si è immaginato, re-immaginato e re-immaginato ancora la scena. La foto dove posa davanti alla F40 la dice lunga, umanamente parlando ed è rivelatrice della sua attenzione ai dettagli. Lewis non lascia nulla al caso, a nessun livello”.
A legarli c’è un rapporto speciale che entrambi non hanno mai rinnegato, soprattutto nei momenti complicati affrontati nel corso della scorsa stagione, complicata sportivamente e umanamente. Le parole del francese lo confermano, ma poi rivelano anche come un attaccamento ancora maggiore ci sia con Leclerc, che Vasseur negli anni ha visto crescere: “Ci sono diversi piloti a cui sono stato molto vicino, ma nulla che si avvicini all’attaccamento viscerale che ho per Charles. Non abbiamo sempre bisogno di parlarci. Ci guardiamo e ci capiamo. Con Lewis è un po’ diverso. C’è un profondo rapporto di fiducia. So che posso fidarmi di lui, lui sa che può fidarsi di me. Ci siamo conosciuti 20 anni fa, ma non ho la complicità che ho con Charles. Ho un rapporto con lui che va oltre l’ambito professionale”.
Ora si spiega perché il monegasco, così come anche Hamilton, alla notizia di un possibile addio del team principal a metà della scorsa stagione ci erano andati giù pesante. Lo avevano definito il “nostro condottiero”, la persona migliore che potesse esistere per questa Ferrari.
E proprio Charles, come si legge sempre nella biografia, ha ribadito quanto affermato dal suo capo: “Fred è uno degli incontri più belli e fruttuosi della mia vita! Ho l’impressione di averlo sempre avuto al mio fianco nel corso della mia carriera. C’è stato ad ogni livello superato e se oggi sono qui, con un livello di prestazioni che mi permette di ambire al titolo di campione del mondo, è grazie al lavoro che ha compiuto al mio fianco in tutti questi anni. Fred è stato la mia fortuna ed è la fortuna della Scuderia. Dona quella fiducia senza la quale nulla è possibile”. Adesso, l’unica cosa che manca è vincere insieme, una volta per tutte.