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29 ottobre 2026

Ma chi è Magnus Norman, il nuovo (?) allenatore di Sinner? Da Söderling a Wawrinka, il coach che inseguiva il Roland Garros

  • di Francesca Zamparini

29 ottobre 2026

Secondo il Times, il nuovo allenatore di Jannik Sinner risponderà al nome di Magnus Norman, ex tennista svedese e allenatore dalla assodata esperienza. Non solo competenza, ma anche sensibilità, formula essenziale per il numero uno azzurro, che in Darren Cahill, prossimo all’uscita, ha sempre trovato una figura paterna. Destinazione Roland Garros, là dove Norman ha accompagnato Robin Söderling e Stan Wawrinka a un passo dal sogno

Foto: Ansa

Ma chi è Magnus Norman, il nuovo (?) allenatore di Sinner? Da Söderling a Wawrinka, il coach che inseguiva il Roland Garros

Il matrimonio tra Jannik Sinner e Darren Cahill è prossimo al capolinea, come da accordi dopo 365 giorni bonus ottenuti dall’azzurro grazie a una scommessa precedente alla finale di Wimbledon del 2025. In occasione delle ATP Finals dello scorso anno, infatti, Cahill aveva sciolto ogni riserva, annunciando la disponibilità a proseguire per tutto il 2026, qualora Jannik lo avesse ritenuto opportuno. Detto, fatto. Un dream team, quello del numero uno al mondo, che oltre al coach australiano ha sempre potuto contare su Simone Vagnozzi, capo saldo della compagine e che ben presto potrebbe dover fare i conti con una new entry.

È ancora fresco l’addio alle scene di Stan Wawrinka, lo svizzero meno famoso del tennis, ma che a questo sport ha lasciato tanto. Con il più recente addio all’ATP Tour, non passa inosservato chi – da questo addio – è stato lasciato potenzialmente disoccupato. Come non passa inosservato il fatto che il Times abbia designato questa persona a candidato sostituto di Darren Cahill. Stiamo parlando dell’ormai ex allenatore di Stanislas Wawrinka, figura chiave dietro al suo periodo più roseo: Magnus Norman.

Norman, classe 1976, è oggi un allenatore di origini svedesi, dopo aver raggiunto il secondo posto in classifica mondiale nel 2000, anno in cui è stato semifinalista agli Australian Open e finalista al Roland Garros. Sul suo palmares non manca la Davis, conquistata nel 1998 sconfiggendo l’Italia di un infortunato Andrea Gaudenzi a Milano. Dodici i titoli ottenuti in totale in carriera, numeri discreti per un buon giocatore da fondo che, una volta terminata la magia, ha fatto dell’insegnamento il suo nuovo obiettivo. Magnus Norman inizia presto a colpire palline, ma non di colore giallo. Da bambino pratica il bandy, una disciplina simile all’hockey che si gioca all’aperto utilizzando una palla invece che un disco. Promette bene, a tal punto da aggiudicarsi la nazionale a 16 anni, se solo la nonna non gli avesse regalato una racchetta per il suo ottavo compleanno. La preferenza per il tennis cresce con il tempo fino ad avere la meglio, scortandolo con pazienza verso i risultati menzionati, fiore all’occhiello di una carriera fin troppo fugace. Parliamo di un ragazzo che subisce un intervento chirurgico a causa di un’aritmia cardiaca ad appena 22 anni e dice addio al sogno a 28, dopo una serie di infortuni a ginocchia e anche.

Jannik Sinner 2026
Jannik Sinner Ansa

C’è un filo sottile che collega Jannik Sinner a Magnus Norman, il cui nodo si scioglie nella capitale francese, terra dell’unico Slam mancante all’appello dell’italiano. Feudo di un Rafael Nadal apparentemente invincibile, lo spagnolo cede a Robin Söderling agli ottavi del 2009. Nel box dell’allora numero 25 del ranking, un Norman alla seconda esperienza in panchina, dopo Thomas Johansson. Da bordo campo guarda il suo giocatore raggiungere la finale dello Slam parigino e inchinarsi solamente a Roger Federer. L’anno successivo, Söderling si vendica del Maestro, ai quarti, e in finale trova il padrone maiorchino, che si riprende lo scettro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, il lavoro attento di un coach non passa mai inosservato, così dopo Robin arriva Stan, e la stoffa della grandezza si fa sempre più chiara. A maggior ragione in un’epoca di dominio assoluto da parte dei Big 3, dove non sembra esserci spazio per nessun’altro. Tra il 2014 e il 2016, però, Wawrinka riesce a sottrarre ben tre titoli del Grande Slam a Rafa Nadal e Novak Djokovic, battendo il primo a Melbourne, e il secondo a Parigi e New York. Nel 2014, Stan The Man mette il sigillo sulla Coppa Davis, assieme a Roger Federer, con cui vince anche la medaglia d’oro in doppio ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Raggiunge il suo best ranking di terzo al mondo nel gennaio del 2014.

Non solo risultati concreti, ma anche tanta umanità, nelle lacrime condivise con Stan Wawrinka, prima dell’ingresso sull’Arthur Ashe per la finale newyorkese del 2016. Per il traguardo raggiunto, indipendentemente dall’epilogo. In Magnus Norman ritroviamo quindi gli ingredienti perfetti per una collaborazione con Jannik Sinner, lui che in campo ha già vinto (quasi) tutto e che, fuori da questo, ha bisogno sì di professionalità, ma anche e soprattutto di un nucleo familiare, fatto di stima e rispetto reciproco. Norman è forse quel qualcosa che manca per far sollevare la Coppa dei Moschettieri a un fuoriclasse che ha già dimostrato di valere capitoli di storia, ma che è costantemente desideroso di scriverne di nuovi.

A Jannik Sinner l’ultima parola.

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