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12 settembre 2026

Ma quindi dopo il venerdì di Madrid tutti (di nuovo) sul carro di Charles Leclerc?

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

12 settembre 2026

Terzo in FP1, secondo in FP2. A Madrid Charles Leclerc sembra essersi lasciato alle spalle il casino di Monza, tornando a far parlare la pista anziché le polemiche inutili di cui puntualmente diventa protagonista un attimo dopo aver commesso un errore. Resetta tutto e torna a stare là davanti, con le idee chiarissime in vista del fine settimana. Su una pista come il Madring, è un messaggio che vale doppio

Foto di copertina: Scuderia Ferrari

Ma quindi dopo il venerdì di Madrid tutti (di nuovo) sul carro di Charles Leclerc?

Una provocazione, ma con Charles Leclerc è così che funziona. Quando fa bene e fa sognare la Ferrari tutti con lui, tutti suoi estimatori, tutti che ne conoscono ogni istante della carriera. Quando invece le cose vanno male, tipo a Monza, succede l’esatto contrario. Bollito, troppi errori, incostante e schiacciato da Lewis Hamilton. Lui, come al solito, il weekend dopo zittisce tutti. È successo anche stavolta, in Spagna, con un venerdì che lancia solo un messaggio: il botto in Parabolica di domenica scorsa è solo un ricordo, con il monegasco pronto a ripartire.

Non scontato perché Monza, va detto, non era un weekend facile da lasciarsi alle spalle. Prima le scintille con Sir Lewis dopo nemmeno mezzo giro, capaci di riaccendere la polemica e la narrativa del “c’è bisogno di una prima e di una seconda guida”, poi il botto violento e la delusione per aver terminato in barriera il GP davanti ai suoi tifosi. Uno di quei fine settimana capaci di buttarti a terra, soprattutto se a cinque giorni da tutto quel caos c’è bisogno di resettare e tornare a correre daccapo. Ancor di più se lo si deve fare su un tracciato nuovo e ostico come il Madring, dove la fiducia è tutto. 

Charles Leclerc Monza Incidente
Charles Leclerc dopo l'incidente di Monza.

Nonostante ciò, Leclerc si è presentato in pista come se nulla fosse. Entrambe le sessioni del venerdì chiuse in top3, davanti al compagno e cautamente ottimista - come dice lui - in vista del prosieguo di weekend, quasi come se quell’incidente non fosse mai avvenuto. Terzo in FP1, secondo in FP2, soltanto alle spalle di almeno una delle due Mercedes sotto la bandiera a scacchi. Alla fine, ha reagito un po’ come fa sempre lui: mettendoci il cuore, dando tutto e ricordando perché negli anni la Ferrari si è legata a lui. 

“Le qualifiche saranno sicuramente il momento chiave del weekend”, ha poi spiegato parlando con il sito ufficiale della F1 una volta sceso dalla sua SF-26. “In particolare, durante le FP2 ho provato a sorpassare ma, nonostante la notevole differenza di passo, è risultato estremamente difficile, se non impossibile. Di conseguenza, gran parte della prestazione di questo fine settimana dipenderà dalle qualifiche”. Per far bene, quindi, toccherà non commettere tutte quelle sbavature che si sono viste una settimana fa, quando il caos l’ha fatta da padrone da entrambi i lati del box.

A fargli accennare un sorriso, comunque, sono le sensazioni provate in macchina: “Per ora sono piuttosto buone, anche se Mercedes sembra forte. Tuttavia, non diamo troppo peso ai risultati delle libere perché non conosciamo i programmi di lavoro degli altri. L’obiettivo principale era massimizzare il numero di giri sul nuovo tracciato, raccogliere tutti i dati necessari e prendere confidenza con la pista in vista delle qualifiche di domani”. Per lui è una prima missione compiuta, cruciale in vista del GP.

Charles Leclerc a Madrid.
Charles Leclerc a Madrid. Scuderia Ferrari

E poi, col Madring il feeling è arrivato immediatamente nonostante si tratti di un circuito tutt’altro che semplice: “La pista è molto emozionante, è stimolante, impegnativa e anche molto severa. Sono i tipi di tracciato che di solito apprezzo molto e questo non fa eccezione. È stato davvero piacevole guidare qui. C’è ancora molto lavoro da fare e mi aspetto che quella di domani sia una delle sessioni di qualifica più impegnative dell’anno, trattandosi di un tracciato che richiede grande impegno e concentrazione”.

A giornata finita, facendo un giro sui social, c’è già chi lo esalta dopo averlo criticato dopo i fatti di Monza. E c’è chi è fermamente convinto che domenica sarà in lotta per la vittoria nonostante siano state completate appena due ore in pista. Morale della favola? Come sempre, basta una sessione per giudicare finito un pilota. E poi, magari, ne basta solo un’altra per dire o pensare l’esatto contrario.

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Foto di copertina:

Scuderia Ferrari

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