A Kimi Antonelli serve tempo. Non per andare veloce, ma per rendersi conto di quanto successo meno di una settimana fa a Monza, con quella gara da fuoriclasse. Non si aspettava di vincere e ce lo aveva raccontato nel giovedì che aveva aperto il suo fine settimana, ma alla fine l’ha fatto e ha scritto una nuova pagina di storia della F1, l’ennesima in questa stagione da record. Ci aveva detto che sarebbe andato full attack, ha mantenuto la promessa e poi ha festeggiato come una rockstar travolto dal pubblico di casa e da emozioni difficili da descrivere.
Da quegli attimi sono passati appena quattro giorni, troppo pochi per metabolizzare tutto, specie con una gara da preparare già davanti a sé. “Non l’ho ancora realizzato”, ha raccontato una volta arrivato a Madrid come riportato da Motorsport.com. “Lunedì ero già in pista con i kart e martedì al simulatore, quindi non sono ancora riuscito a rendermi conto completamente dell’effetto che ha avuto questa vittoria. Però ci sono delle foto bellissime del podio che sto guardando ogni giorno. È stato un momento incredibile”.
Un successo festeggiato come piace a lui, raggiunto anche dalla sua squadra: “Eravamo in pista, tanto per cambiare. Ci siamo divertiti, è stata una bella giornata. I meccanici erano contenti e per me questa era la cosa importante”. Non è stato, però, solo divertimento: “A fine giornata ero cotto. Il KZ mi ha massacrato, sicuramente più del Gran Premio. Ero già stanco per la gara e non ci salivo da gennaio, quindi è stata tosta”.
C’è però anche un altro ricordo destinato a rimanere indelebile: il pubblico di Monza, quello che nonostante la prevalenza di bandiere rosse l’ha acclamato prima per tutta la gara, poi fino all’ultimo secondo possibile in pista: “È stato eclatante, bellissimo. Da metà gara in poi, quando uscivo dalla prima chicane, vedevo una tribuna che si alzava in piedi. Mi ha dato una carica incredibile, qualcosa in più. Il supporto è stato fantastico e anche i festeggiamenti sono stati indimenticabili”.
Di tutti quei giri, uno in particolare lo ricorda come se l’avesse appena completato. È l’ultimo, per certi versi il più difficile: “L’ho fatto tutto con i brividi. Ho continuato a spingere perché non volevo pensare troppo. Dopo la seconda di Lesmo mi hanno detto via radio di portare la macchina a casa. In quel momento sono uscito un po’ dalla bolla e ho pensato: ‘Adesso non posso fare cazzate’. Così alla Ascari e alla Parabolica sono andato un po’ più tranquillo”. Per modo di dire, forse, visto che sotto la bandiera a scacchi ha stampato il miglior giro del GP.
Da quell’istante in poi è iniziata la magia. Prima le urla via radio, poi l’abbraccio con la famiglia una volta sceso dalla W17 e le lacrime di gioia sul podio. Lì su ci è salito con il Tricolore sulle spalle, lo stesso che Mercedes aveva fatto firmare ai suoi tifosi nel corso del fine settimana, e proprio lì, qualche ora più tardi, ha realizzato la gag del weekend mangiando della pasta dal Trofeo del vincitore, da vero italiano: “Era buona, anche se ovviamente non era al livello di Bologna”, scherza. “Però la coppa e la location hanno compensato molto”. E proprio sul trofeo, tanto discusso per la sua natura “particolare”, come l’aveva descritta lui, ha chiosato: “È la gara di casa, sicuramente lo conserverò caro”.
In questa F1 così frenetica, però, è già tempo di voltare pagina. Tocca pensare a Madrid e al Madring, interamente da scoprire. I piloti, ad eccezione dei due Ferrari che ci hanno svolto un filming day, la pista l’hanno provata solo al simulatore e le prime impressioni sono chiare: “È bellissima, con molti saliscendi, ma è tosta”, spiega senza mezzi termini l’italiano. “Per certi versi ricorda Jeddah, ma qui c’è ancora meno margine d'errore. Lì ci sono alcuni punti, anche nelle curve veloci, nei quali se commetti un errore puoi andare un po’ largo. Qui il margine è praticamente zero”.
Per questo, il primo obiettivo sarà quello di chiudere il venerdì con quanti più chilometri possibili: “Bisognerà prendere ritmo. Ho lavorato molto al simulatore, ma quando arrivi in pista è sempre diverso. Bisognerà anche capire quale sarà il livello di grip, perché al momento l’asfalto è molto sporco”.
Una condizione che, almeno sulla carta, potrebbe andare incontro alle esigenze della sua W17: “Quando si scivola e si stressano le gomme, soprattutto in gara abbiamo sofferto. Qui invece l’asfalto nuovo e il maggiore grip possono compensare un po’ quella piccola mancanza di carico. Era successo anche a Monza”. E in vista di domenica, per replicare quanto successo in casa c’è solo una strategia: “Bisogna partire in pole, fare una buona partenza e scappare via. Perché altrimenti sorpassare qui non sarà facile”. Ha le idee chiarissime.