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11 settembre 2026

Kimi Antonelli a Madrid dimostra perché in questa F1 sta facendo la differenza (demolendo i suoi avversari)

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

11 settembre 2026

Kimi Antonelli chiude in testa la prima giornata in pista a Madrid, rispondendo a George Russell che l’aveva preceduto al mattino. Eppure, anche in quell’occasione, gli erano bastati pochi minuti per lasciare il segno. Il tutto? Si riassume col termine fiducia, nella macchina ma soprattutto in se stesso. Ed è questo ciò che gli sta facendo fare la differenza, praticamente in ogni occasione

Foto di copertina: Mercedes

Kimi Antonelli a Madrid dimostra perché in questa F1 sta facendo la differenza (demolendo i suoi avversari)

Tutta questione di fiducia, la stessa che ha fatto volare Kimi Antonelli a Madrid, sul nuovo circuito cittadino che debutta questo weekend nel calendario di F1. Pista nuova per tutti, curve inedite e zero riferimenti da un anno all’altro. Eppure lui, dopo appena due sessioni, sembra già completamente a suo agio.

Il primo segnale arriva in FP1, quando l’italiano scende in pista e, al primo tentativo, stampa un tempo super competitivo. Non gli basterà per chiudere in testa la sessione, ma è un primo avvertimento agli avversari. Il secondo, ancora più chiaro, in FP2: risponde a Russell, che al termine dei primi sessanta minuti di attività l’aveva preceduto, e lo fa con un 1:33.662 che gli vale la vetta della classifica davanti a Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Dopo quel decimo e mezzo di margine che lo separava da George al mattino, ecco lo strappo netto del pomeriggio: la Mercedes resta davanti, ma stavolta con la sua firma.

Kimi Antonelli Madrid Mercedes
Kimi Antonelli a Madrid, 2026. Mercedes

Il dato più interessante, però, non è il tempo in sé. È la velocità con cui Kimi si è adattato a un circuito difficile e tecnico, con curve che nessun pilota aveva mai affrontato prima di questo weekend ad eccezione dei due Ferrari per un filming day. Lui scende in pista e la fiducia arriva, quasi naturale. Poi magari gli altri si avvicinano, provano a rispondere, ma è la facilità con cui riesce ad andare subito a tutta a lasciare senza parole. È proprio questo il dettaglio che più volte in questa stagione ha fatto la differenza.  

C’è poi un altro aspetto, forse ancora più importante. Antonelli arriva da Monza, dalla vittoria più emozionante della sua carriera, quella di casa, che lo ha portato a piangere sul podio e a buttarsi tra la folla come una rockstar. Un trionfo che avrebbe potuto togliergli anche solo un briciolo di lucidità. E invece no: è rimasto totalmente immerso nella sua stagione, senza sbavature, come se quella gioia fosse già stata archiviata totalmente e la testa fosse passata immediatamente al prossimo obiettivo da raggiungere.

È proprio questo il punto: ogni volta che sale in macchina, fa la differenza. Non contano sessioni, valori in campo o avversari. Lui è sempre lì, weekend dopo weekend, pista dopo pista. Tutto questo al suo secondo anno in F1, a vent’anni, facendoci credere che questo livello sia la normalità. Non lo è, anzi, ed è il motivo per cui ha sportivamente demolito in più occasioni i suoi avversari.

Il weekend, comunque, è ancora tutto da scrivere anche perché il botto violento di Lindblad sul finale delle FP2 ha in parte compromesso l’ultima sessione del venerdì. Ma il messaggio lanciato da Kimi anche stavolta resta potente: c’è tanta fiducia nella macchina, ma c’è soprattutto tanta fiducia in se stesso. Esattamente quella che, solitamente, permette ai piloti di spingersi oltre ogni limite.

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Foto di copertina:

Mercedes

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