Frederic Vasseur mette le cose in chiaro. Necessario, dopo quanto successo a Monza al primo giro tra i due piloti, entrambi fin troppo aggressivi finendo per perdere tempo e complicarsi da soli le cose. Esattamente ciò che non serve alla Ferrari in questo momento, visti i tanti punti persi per la famosa “esecuzione” che più volte è finita al centro dei debrief di Maranello. E poi, bisognava anche esporsi sul rapporto tra i due, spesso oggetto di speculazioni dopo le scintille delle ultime gare: in Olanda col botta e risposta via radio con i rispettivi muretti, in Italia con quelle prime due curve da incubo.
Al termine dei due GP si era detto di tutto, soprattutto per via delle dichiarazioni rilasciate da Hamilton verso team principal e compagno di squadra. Un aspetto su cui per Vasseur bisogna prestare maggiore attenzione, altrimenti è sempre il team a pagarne le conseguenze: “Non ho chiesto loro di non essere aperti o di non essere duri”, ha spiegato il francese in un’intervista concessa a motorsport.com.
“Molto spesso, però, con noi sono molto più tranquilli di quanto poi non lo siano con la stampa. Lewis mi ha detto: ‘Fred, l’80% del mio messaggio era positivo e loro hanno preso il 20% negativo’. Ma sappiamo tutti come funziona. Se dici che la squadra sta facendo un buon lavoro e poi aggiungi un ‘però’, sarà quella parte a diventare il titolo. Fa parte del gioco”.
Proprio per questo, dei confronti interni non sono mancati: “Abbiamo avuto dei buoni incontri sia con Lewis che con Charles. Si sono chiariti insieme e ho ricordato loro alcuni principi fondamentali del mio modo di gestire la squadra. E continuerò a seguirli”.
Un problema però persiste ed quello della narrazione portata avanti dopo ogni minima difficoltà. “Charles, dopo la discussione, ha detto: ‘Sono stato troppo aggressivo’. E per me va bene così. Quando Kimi era in lotta con Russell è finito sulla ghiaia, così come Lewis al via. Nel nostro caso però da un episodio di pista siamo passati molto rapidamente a parlare di una crisi nella gestione dei piloti. Credo che le due cose vadano tenute nella giusta proporzione”.
L’ultimo tassello, poi, è quello degli ordini di scuderia e delle regole interne invocate a gran voce da Hamilton. “Dire che non esistono ‘rules of engagement’ non rispecchia la realtà”, ha tuonato il francese, sottolineando però come non tutto possa essere prevedibile. “Non si può pretendere che nei contratti siano riportati tutti i possibili scenari che si possono trovare in pista, perché inevitabilmente tutto diventerebbe un problema di interpretazione. ‘Io ero lì’, ‘no, eri cinque centimetri più indietro’: non risolvi nulla. I principi sono chiari e i piloti li conoscono”.
L’ultimo tema affrontato è quello della prima o seconda guida, come sempre oggetto di discussione. E in tal senso, Vasseur parla chiarissimo rimarcando la situazione attuale: “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario, poi potrebbe arrivare un momento in cui dovremo decidere se uno dei due sarà fuori dalla lotta. In quel caso sarà una mia decisione. Ma fino a quel momento il trattamento si fa così”.
Quindi, non c’è nessuna scelta da fare. Serve soltanto che i due piloti continuino a spingersi a vicenda senza ricadere in quegli errori che non fanno bene a nessuno. Né a loro né all’immagine della squadra.