Ma come è arrivato Brandon McNulty, un gregario della UAE, a vincere i Mondiali di ciclismo? Se ieri avete seguito la gara sulla Rai, probabilmente non lo sapete. Sì, perché ieri sera la seconda rete ha regalato un'autentica disasterclass della tv di stato. Ma andiamo con ordine.
Nella serata di ieri, in diretta da Montreal, sono andati in onda i Mondiali di ciclismo, la più importante gara su un giorno di uno sport che in Italia conta tantissimi seguaci. Una gara spettacolare, ricca di azione e colpi di scena, complice anche l'assenza del mattatore Pogacar. A circa 38 km dall'arrivo, in testa c'erano l'olandese Van der Poel, l'irlandese Healy, lo sloveno Roglic e l'americano Simmons. Il circuito di Mount Royal stava facendo selezione, i big erano impegnati a inseguire e la corsa si stava infiammando.
Peccato che, proprio in quel momento, Rai 2 abbia lasciato la linea al TG2. L'edizione delle 20.30 ha preso il posto della gara, e gli appassionati sono stati dirottati non su un altro canale, ma su RaiPlay, visibile solo da smart tv, pc o smartphone. Non su Rai Sport, dove tradizionalmente finiscono le dirette quando i primi tre canali sono occupati. Lì era in onda una partita di Serie C, l'interessantissima Pescara-Spezia. La corsa è stata quindi spostata sull'ultimo canale della famiglia sportiva, RaiPlay Sport 3.
Già il passaggio dalla tv tradizionale a un canale disponibile solo online è un disagio non da poco. Di fatto esclude chi non ha una smart tv o chi ha poca dimestichezza con il digitale, come gli anziani, che per il ciclismo rappresentano un bacino di pubblico enorme. Ma come se non bastasse, la diretta su RaiPlay, in quei momenti concitati, non si trovava. Le corse affannose verso i telefonini si sono spesso concluse con un nulla di fatto: c'è chi ha trovato Pescara-Spezia e chi una registrazione delle prime fasi della gara. Secondo una ricostruzione, il flusso streaming era stato programmato per scadere alle 20:25, e questo avrebbe impedito di avviare il player.
Il risultato sono stati 18 minuti di buco. La diretta è ripartita alle 20:48 su RaiPlay, con Pancani costretto a scusarsi parlando di “problemi tecnici”. Ma, come vuole la legge di Murphy, proprio in quei 18 minuti la gara si è decisa. McNulty è scattato a 32 km dall'arrivo, mentre i telespettatori guardavano il telegiornale o cercavano invano un link. Alla ripresa, gli spettatori si sono ritrovati in testa, senza sapere come, l'americano della UAE, poi risultato vincitore. La gara è tornata su Rai 2 a circa 10 km dal traguardo. Chi ha aspettato il televisore ha così visto solo il finale, il trionfo di un gregario che ha scompaginato i piani di tutti i big.
La Rai, che ha già depauperato il suo patrimonio di diritti sportivi, non riesce nemmeno a gestire al meglio i pochi pezzi pregiati che le sono rimasti. Il mondo avanza, ma la tecnologia Rai resta indietro, un episodio che inevitabilmente ha fatto storcere il naso a tanti.
Il pensiero corre anche ai numerosi problemi di DAZN, e sorge spontanea la domanda: lo streaming è davvero il futuro, o la tanto cara tv satellitare rimane, almeno per ora, imbattibile? Gli eventi sportivi vivono di diretta, e se basta un intoppo nel momento cruciale per rovinare tutto, allora forse non è ancora il momento giusto.
Resta ferma, per la Rai e per la piattaforma RaiPlay, una grande, grandissima figura di merda.