La faccia non è quella di chi è particolarmente preoccupato. Eppure Marc Marquez, nel venerdì di Le Mans, s’è ritrovato dove mai avremmo pensato di vederlo: fuori dai dieci, in tredicesima posizione e in una giornata in cui le Ducati, invece, sono andate forti. Ok, ci sarà il sabato (anche se si parla di pioggia) e ci sarà la possibilità di rimettersi davanti passando dalla Q1, però ormai è evidente che qualcosa non va tra il 93 e la Desmosedici GP26. “E’ stata una giornata difficile fin dall’inizio – ha detto nel media scrum - Mi ci è voluto del tempo per trovare il giusto feeling con la moto, ma poi, passo dopo passo, ho iniziato a lavorare nella direzione che ritengo migliore in questo momento. Ci stiamo avvicinando sempre di più ai primi, ma è vero che nell’ultimo time attack non sono riuscito a dare il massimo. Non ho chiuso un giro pulito. Domani continueremo a lavorare, ma la cosa più importante è che la moto funziona bene e io mi sento a posto fisicamente. Rispetto all'anno scorso, non è che gli altri siano più veloci, è che io sono più lento”.
Non nasconde niente, ammette che la situazione è quella che è e che c’è anche tanto da capire ancora, ma mantiene l’atteggiamento di chi ne ha passate troppe per andare in bambola o per lasciarsi prendere dal nervosismo di una giornata difficile.” Il punto è che ancora non ho quella velocità che serve – ammette ancora - Ero lì in mezzo, tra il quinto e il decimo posto. Sto lottando un po' con il feeling sul davanti, ma penso sia più il mio stile di guida. Ho bisogno di modificare alcune cose per migliorare quel punto”. Il problema è sempre lo stesso, insomma, e a Le Mans potrebbe mettercisi di mezzo anche la pioggia. Che però, per uno che si chiama Marc Marquez, potrebbe essere quasi un aiuto. “Se la pioggia dovesse arrivare – spiega - sarà tutto più aperto perché sembra che sull'asciutto stiamo lottando di più. Ma io credo che sull'asciutto possiamo migliorare. Quindi vediamo. È vero che la Q1 è la peggiore sessione del weekend perché è super difficile, ma tenteremo di migliorare sia sotto la pioggia sia sull'asciutto”.
Una spiegazione, a quanto pare, Marc Marquez è riuscita a darsela anche per quanto riguarda la posizione – sicuramente migliore – anche di piloti che si solito non sono tra i primi. “Tutti i costruttori stanno facendo progressi, ma qui dipende molto dalla pista – prosegue il campione del mondo - La cosa importante in un campionato è essere competitivi in tutte le ventidue gare. Oggi la Ducati è arrivata seconda, terza e quarta; la moto funziona ed è competitiva . Abbiamo visto anche uno Zarco molto ispirato , ma sappiamo già di cosa è capace in Francia. Ovviamente, quando sei veloce, sei tu a dettare il ritmo”.
Un ritmo che Marc Marquez, parlando specificatamente degli altri che guidano una Ducati, non detta più da un po’. “Quest'anno – conclude - io non sono mai stato il più veloce, forse nella prima, altrimenti sono sempre stato più lento. Questo cambierà la mentalità dei rivali , ma sono molto tranquillo. So dove stiamo andando e so cosa bisogna fare. Ho bisogno di tranquillità per concentrarmi su me stesso e continuare a lavorare. L’aerodinamica diversa da quella degli altri? L’abbiamo scelto con Ducati.Per la mia sturttura fisica, questa carena è migliore: Bagnaia, Diggia ed Alex sono più alti di me. Alla fine il comportamento della moto è lo stesso, perché le due carene lavorano nello stesso modo".