Le Mans è l’unico circuito nel calendario del motomondiale capace di riempire gli spalti il giovedì, cosa che succedeva anche prima che Johann Zarco, lo scorso anno, diventasse il primo francese a vincere in casa in più di settant’anni di storia. L’atmosfera in pista è elettrica e non solo per questo: il meteo prevede una pioggia leggera il sabato e diluvio la domenica mentre venerdì, per le prequalifiche, dovrebbe esserci il sole, cosa che sta mettendo in allerta i piloti.
Marc Marquez dice che per questa stagione “Il peggio è passato”, un po’ per le modifiche provate a Jerez nei test, un po’ per la sua condizione fisica. Eppure le limitazioni al braccio destro dopo l’infortunio dell’Indonesia l’anno scorso sembrano lì per rimanere. Lui non scende troppo nei dettagli, aggiungendo però che non vuole sperare nella pioggia perché quando un pilota lo fa è un brutto segno. Resta un fatto che lui e Zarco sono i principali favoriti in caso di gara bagnata.
Il francese sorride, dice di godersi il momento. L’altro, Fabio Quartararo, ha preparato livrea speciale e relativo merchandising, aggiungendo che “Va bene sia per l’uomo che per la donna”. Fabio ha parlato chiaramente dei limiti della sua moto, più grandi rispetto all’anno scorso ed evidenti soprattutto all’anteriore con cui si era abituato a cercare il tempo sul giro. “Ora non posso più farlo”, dice in conferenza stampa.
Inutile dire che gli occhi sono tutti sull’Aprilia. La situazione di Marco Bezzecchi è bella e paradossale: più dice di non pensare al campionato - che può essere vero - più dimostra di essere pronto a vincerlo, o quantomeno ad andare fino in fondo. L’Aprilia deve migliorare ancora sul bagnato, eppure anche Jorge Martín si è detto fiducioso. Lo spagnolo sta correndo una stagione intelligente, sotto traccia, pronto a prendere il comando della classifica al minimo errore del compagno di squadra. Per il momento Martín ha vinto la corsa in bici che ha inaugurato il weekend in squadra con Mark Cavendish e Matteo Baiocco.
Anche Pecco Bagnaia si è presentato di buon umore nell’hospitality Ducati. Dondolandosi sulla sedia, con il sorrisetto di chi ti ha messo la schiuma da barba nelle scarpe, ha raccontato di volerci dare una notizia. Poi, scherzando, ha aggiunto di avere una cervicale che gli toglierà due decimi al giro. “Non parto mai prevenuto”, dice in sala stampa. “Io vengo a tutte le gare con l’idea di vincere, di fare bene. È vero però che sul bagnato dovremo trovare qualcosa perché a Jerez non mi ero sentito a posto”. Bagnaia aggiunge anche di avere un feeling migliore con la GP26 rispetto alla 2025, anche se lo scorso anno, precisa, aveva raccolto molto più punti.
Difficile prevedere chi, tra Ducati e Aprilia, avrà il coltello dalla parte del manico, probabilmente con la pioggia tutte le moto saranno piuttosto vicine.
Salutiamo la sala stampa diretti verso una maratona di aperitivi serali con in testa il MotoGP Social organizzato, come da tradizione, dopo la conferenza del giovedì. Stavolta ai piloti (Johann Zarco, Alex Marquez e Fabio Quartararo) è stato chiesto di indovinare i prezzi di alcuni prodotti parte del merchandising della MotoGP in una versione quasi grottesca di Ok, il prezzo è giusto. “Signori, quanto costa questo cappellino?”. La MotoGP è in piena rinascita d’immagine e intenti, ha un nuovo padrone americano, produce gare eccezionali eppure per qualche motivo fatica ancora a non cadere, di tanto in tanto, in un approccio un po’ stanco e provinciale. Meno male che domenica piove.