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Marc Marquez “costretto” a fare lo Stefan Bradl: “Mi sento un bambino”! Poi manda un messaggio a Honda (e Ducati)!

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

23 ottobre 2022

Marc Marquez “costretto” a fare lo Stefan Bradl: “Mi sento un bambino”! Poi manda un messaggio a Honda (e Ducati)!
“In questo fine settimana ho provato cose” – Lo ha detto Marc Marquez dopo il GP della Malesia. Già da sabato aveva dichiarato che un settimo posto sarebbe stato ottimo a Sepang, perché l’obiettivo questa volta non è stato vincere, ma collaudare. Pretende da Honda il massimo del lavoro, anche perché non vuole che la minaccia di suo fratello Alex diventi un incubo

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

“Fino a questa mattina ho provato cose per Honda: nuovi materiali e settaggi che possano aiutarci nello sviluppo della moto del prossimo anno” – Marc Marquez dopo la bandiera a scacchi di Sepang è sereno. Sapeva che non sarebbe stato protagonista nella lotta di vertice e così è andata. Esattamente come aveva detto sabato: “Non è realistico pensare alle prime cinque posizioni, da quinto a decimo sarà già buono”. Sotto la bandiera a scacchi, in effetti, c’è passato settimo. E’ sereno, ma chiaramente non è contento.

“Quando sono tornato al box – ha spiegato Marquez – mi hanno fatto vedere dove era arrivata la seconda Honda. Ma la verità è che questo non mi interessa. A me interessa solo che sono arrivato a ben quattordici secondi da chi ha vinto e questo non va bene. Dobbiamo lavorare”. A farlo è stato lui per primo, accettando anche in un fine settimana di gara di mettersi la tuta del collaudatore e “fare lo Stefan Bradl”. C’è la necessità di rimettere seriamente mano sul progetto della Honda RC213V e porre le basi per la moto con cui riprovare l’assalto al titolo nel 2023. “Io mi sento ancora un bambino – ha detto il sette volte campione del mondo quando gli è stato fatto notare che nella MotoGP moderna nessuno ha vinto un mondiale oltre il 30esimo anno di età – Ho più esperienza, l’incoscienza magari non è quella di una volta, ma ho lo stesso entusiasmo e la stessa voglia. Non sento l’età come un limite”.

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Il limite, al momento, non è l’età e tutto sommato non è nemmeno il fisico: “Sto migliorando, la spalla fa sempre meglio il suo lavoro e sento che la migliore forma sta tornando”. Un modo per dire che l’unico problema che resta è la moto. “Honda deve poter lottare nelle posizioni di vertice – ha aggiunto Marquez – Non posso dire che non si sta lavorando e quanto impegno si mette ogni giorno lo vedo con i miei occhi, ma non possiamo sbagliare e dobbiamo essere tutti concentrati sullo sviluppo. Voglio aiutare Honda in questo”. Anche perché il rischio è che si avveri una minaccia: “Mio fratello Alex – ha scherzato Marquez – mi dice ogni giorno che l’anno prossimo con la Ducati metterà la freccia e mi sorpasserà in tutti i rettilinei. Non voglio che questo accada e non vuole neanche Honda: Honda è pur sempre Honda”. Un messaggio, il suo, per ribadire, in maniera neanche troppo velata, che il più veloce dei piloti merita la più veloce delle moto: o la RC213V lo diventerà entro la prossima stagione, oppure Marc Marquez valuterà seriamente l’ipotesi di fare le valigie.

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