Il futuro di Max Verstappen e Fernando Alonso in F1 è a un bivio. Due piloti diversissimi per età e carriera, ma uniti dallo stesso problema: questa F1 non li diverte più come prima. Le nuove vetture hanno cambiato il modo di guidare, la componente elettrica è diventata centrale e il pilota, in alcune situazioni, sembra avere meno controllo sulla macchina. Per due come l’olandese e lo spagnolo, che hanno sempre messo il piacere della guida davanti a tutto, non è un dettaglio. E con i risultati che scarseggiano, la situazione diventa ancor più delicata.
Alonso, però, è quello che deve decidere prima. Ha 45 anni, un contratto con Aston Martin in scadenza a fine 2026 e un progetto tecnico che, almeno finora, è stato un disastro. L’arrivo di Adrian Newey aveva fatto pensare a un cambio di passo, ma la nuova Aston è ultima nel Mondiale Costruttori con un solo punto, conquistato proprio dall’asturiano.
Fernando non ha mai smesso di credere nel lavoro di Newey, ma la pazienza non è infinita a maggior ragione con il passare degli anni. Quindi, il suo futuro dipenderà soprattutto dal tornare a divertirsi e a lottare davanti. Se la macchina invece continuerà a essere lenta, costringendolo a rimanere inchiodato nelle ultime posizioni, anche un progetto ambizioso potrebbe non bastare per convincerlo a restare.
Max lo capisce bene, perché anche lui ha più volte lasciato intendere di non voler passare tutta la vita in F1. A differenza di Alonso, però, ha ancora molto tempo davanti: ha 28 anni, un contratto con Red Bull fino al 2028 e una carriera nel Circus che, a dispetto dei mal di pancia di inizio stagione, potrebbe durare ancora a lungo.
Parlando del futuro del due volte campione del Mondo, però, ha spiegato: “Sono completamente d’accordo con lui. Non è quello che vuoi. Ovviamente Fernando ha 45 anni, quindi probabilmente per lui è più facile dire ‘smetto’, perché ormai ha praticamente completato la sua carriera. Mi piacerebbe vederlo correre fino a 60 anni, ma non credo sia realistico in F1”, come riportato da RacingNews365.
Poi ha aggiunto: “Da vero pilota è dura, soprattutto quando non ti diverti con i regolamenti e non sei competitivo. È difficile e Fernando non merita di stare in ventunesima posizione. Merita di essere almeno tra i primi cinque”. Il punto è tutto qui: Fernandone, che a tratti sembra eterno, non sta decidendo se continuare perché non ha più nulla da dimostrare; sta decidendo se abbia ancora senso farlo in queste condizioni.
L’Aston Martin dovrebbe essere il progetto della sua fase finale di carriera, una squadra costruita intorno all’ambizione di Newey e al supporto della Honda. Per ora, però, il progetto è stato un disastro nonostante qualche segnale sia arrivato in Ungheria, dove il team ha portato una versione completamente nuova della AMR26.
Verstappen, al contrario, può ancora permettersi di aspettare. “Io ho 28 anni, quindi è un po’ diverso. Posso smettere facilmente, non sarebbe un problema, ma amo correre. Sto solo cercando di gestire quello che abbiamo, anche se quello che abbiamo in questo momento non è ciò che mi piace”. Una frase che lascia tutto aperto, anche se la sensazione ormai non è più quella di inizio stagione, quando un addio sembrava decisamente alla portata.
Di sicuro, Max continuerà finché la voglia di guidare sarà più forte del fastidio per una F1 che non riconosce più del tutto, magari aiutato dai risultati - che nel Circus sono sempre la cura migliore - di una Red Bull in crescita e disposta a tutto pur di trattenerlo.
Alonso, invece, dovrà decidere prima. Secondo le indiscrezioni della stampa spagnola, vorrebbe restare fino al 2028, quando avrebbe 47 anni, chiedendo ad Aston Martin un contratto da 40 milioni di euro a stagione. Il progetto conta ancora, ma serviranno risultati concreti. Nessuno dei due ha intenzione di restare soltanto per riempire una casella.