Correva l’anno 2011 e Alberto Malesani, il 1° dicembre, rilasciava una conferenza stampa che sarebbe passata alla storia per tono e contenuti. Alla vigilia della partita contro il Milan, l’allora allenatore del Genoa si lasciò andare ad uno sfogo contro tutti coloro che, tra stampa e ambiente calcistico, lo avevano definito “mollo”. Un allenatore quindi indulgente, debole, insomma la personificazione di tratti che nell’ambiente del pallone hanno vita breve. La critica del CT ai giudizi ricevuti aveva solide basi, a partire dalla longevità della sua carriera: “Se uno resiste 21 anni a questi livelli qua non credo che sia tanto mollo, un po’ di rispetto anche lì, che mollo? Siete molli voi quando dite queste cose qua perché vi fa comodo. Non sono mollo, quale mollo? Ci mancherebbe, se sei mollo non fai questa attività qua, se sei mollo non vai da nessuna parte. Mollo non lo sono, molli saranno gli altri. […] Mollo che? Siamo pazzi qua, chi fa questo mestiere assolutamente non può essere un mollo. Avete sentito il mollo che si lamenta? No, allora vuol dire che non sono mollo. […] Litigo a casa, litigo anche qua, anzi sono più nervoso di tanti altri. Io sono fatto così, sono coraggioso”.
Grande tifoso della Roma e sempre con la battuta pronta, da Flavio Cobolli non potevamo aspettarci altro che un contenuto social a tema calcistico, in perfetto stile meme, dopo una delle vittorie più significative della sua carriera. “Cobbo” non solo ha superato 2-6, 6-3, 6-4 un ottimo Tommy Paul, ma ha anche voluto comunicare al mondo che lui - “mollo” - non lo è affatto, proprio come Alberto Malesani ai tempi del Genoa. Lo scrive, sfruttando un geniale gioco di parole, anche sulla telecamera a fine incontro: “Io non mollo”. La riprova è la rimonta sullo statunitense, ma non solo: l’intero percorso compiuto fino a qui in Ohio dimostra il grande momento di forza del tennista italiano, ora certo della sesta posizione nel ranking. Prima di raggiungere Paul ai quarti, Cobolli si è visto opposto ad avversari che non gli hanno mai permesso di lasciare il campo al secondo set. Tutte le partite disputate, infatti, lo hanno trascinato al terzo, dove però ha avuto sempre la meglio. Del resto, i “duri” vengono fuori quando le cose si mettono male. Così, dopo maratone mai scontate, in particolare con il prodigio spagnolo Rafael Jódar agli ottavi, l’azzurro si è aggiudicato il pass per la prima semifinale in carriera a livello 1000.
Il cemento americano lo ritrova domani, nell’incontro in programma contro il francese Arthur Fils. Due i precedenti tra i due, entrambi vinti dal ventiduenne di Bondoufle, con il più recente al secondo turno di Montecarlo lo scorso anno. E chissà che un aiuto zuccherino non arrivi anche nel prossimo match. Flavio Cobolli è stato infatti colto nell’atto di mangiare degli M&M’s immediatamente dopo la sconfitta nel primo set, sotto 2-6. Ai microfoni si è poi lasciato andare a una spiegazione del tutto in linea con il suo personaggio: “Mi sentivo un po’ stanco e avevo bisogno di un po’ di energia. Li adoro, il cioccolato colorato mi rende felice”. Non cambiare mai, Flavio.