La Ducati vince con Marquez nella Sprint di Barcellona. Detta così tutto normale, solo che la Ducati è quella azzurra della Gresini Racing e Marquez è Alex, il più piccolo dei due fratelli di Cervera. E’ partito bene dalla terza casella della prima fila, ha provato a gestire e poi, appena ha potuto, s’è liberato di un Pedro Acosta che nel frattempo aveva provato a scappare. Per il pilota della Gresini Racing si tratta di una conferma, dopo il gran fine settimana vissuto l’anno scorso a Barcellona, e, soprattutto, dopo le sensazioni negative di inizio stagione messe definitivamente alle spalle. “Ho cercato di concentrarmi su me stesso – ha detto il pilota del Team Gresini – e ho cercato di tenere il mio passo. Cominciavo a soffrire verso la fine con la gomma anteriore, difficile trovare un equilibrio di gestione. Per domani devo migliorare nella gestione della gomma anteriore”.
Il paradosso? A regalare sorrisi alla Ducati in questo sabato di Barcellona, sono stati i due piloti che l’anno prossimo – se le voci di mercato dovessero trovare conferma – condivideranno il box del team ufficiale di KTM, visto che sul gradino più basso del podio c’è salito Fabio Di Giannantonio. Il pilota romano del Team Pertamina Enduro VR46 ha, come al solito, giocato con la sua capacità di gestire la gomma e costruire rimonte, confermandosi in classifica generale come il migliore dei piloti Ducati. “Sono super felice della mia gara e della mia rimonta – ha detto il pilota romano - Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Sono un po’ arrabbiato perchè in qualifica ho commesso un errore e sono partito dalla seconda fila, ma alla fine avevo il passo e ero veloce. Sarebbero serviti dei giri in più, ma proveremo a rifarci domani”.
In mezzo ai due con le Desmosedici tinte d’azzurro e di giallo, s’è invece piazzato il futuro di Ducati: Pedro Acosta. Aveva ottenuto la pole in mattinata, ma nella Sprint ha dovuto arrendersi a una moto che ancora non tiene il passo delle Ducati, non tanto per il motore, quanto per l’usura degli pneumatici. “Dobbiamo essere felici – ha detto il giovane fenomeno spagnolo - alla fine sappiamo che non siamo al livello della Ducati, ma abbiamo lottato con loro”. All’ultimo giro, Acosta ha anche buttato il cuore un po’ più in là, ma Barcellona non è un circuito in cui è facile sorpassare nelle ultime curve (se non ci si chiama Valentino Rossi).
Appena giù dal podio l’Aprilia che non ti aspetti: quella azzurra di Raul Fernandez. Lo spagnolo ha lottato a lungo per il podio, salvo poi doversi arrendersi quando anche la sua gomma s’è arresa, facendogli rischiare pure d’essere ripreso da Johann Zarco (quinto con la prima delle Honda). Sesta piazza, invece, per Pecco Bagnaia, capace di rimontare dalla tredicesima posizione e per gran parte della gara in bagarre piena con gli amici e rivali Franco Morbidelli (settimo) e Marco Bezzecchi (nono). Proprio il leader della classifica mondiale, Bezzecchi, sul finale ha subito il sorpasso del compagno di marchio, Ai Ogura, mentre il suo compagno di squadra, Jorge Martìn, s’era steso poco prima proprio mentre era in piena bagarre per le posizioni da podio. Chiude la top 10 Enea Bastianini, secondo tra i piloti di KTM, visto che Brad Binder è caduto alla prima curva (insieme a Joan Mir) e Maverick Vinales è stato costretto al ritiro.