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6 dicembre 2021

Nessuno di noi questa mattina si è svegliato Michael Masi, quindi va tutto bene

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

6 dicembre 2021

Immaginate di dover gestire, gara dopo gara, la sfida titanica tra Lewis Hamilton e Max Verstappen. Immaginate di dover parlare ogni giorno con Toto Wolff e Chris Horner. E poi immaginate di essere i responsabili del disastro di Jeddah. Ecco, ora ringraziate il cielo perché neanche oggi vi siete svegliati Michael Masi
Nessuno di noi questa mattina si è svegliato Michael Masi, quindi va tutto bene

Inadeguato, corrotto, ignorante, incompetente. Di Michael Masi, il direttore di gara della Formula 1, in questa stagione è stato detto di tutto e dopo il disastro visto a Jeddah questo weekend le polemiche sono destinate solo ad aumentare. 

Masi ha preso il posto lasciato libero improvvisamente dopo la morte di Charlie Whiting, scomparso prima del via del Gran Premio d'Australia 2019 in modo inaspettato, ricoprendo così un incarico complicatissimo senza la giusta preparazione e il passaggio di consegne che sarebbe stato fondamentale per compiere nel modo corretto il lavoro di direttore di gara. 

Un lavoro che Masi quest'anno ha dimostrato di aver difficoltà a gestire, soprattutto se inserito nella guerra titanica in corso tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, e contemporaneamente anche tra i rispettivi team di Formula 1. Una sfida gestionale che avrebbe messo in crisi anche il più navigato Charlie Whiting ma che diventa insormontabile per il nuovo direttore, attaccato da stampa e piloti oltre che continuamente criticato dai team principal. 

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Una situazione già complessa che quest'anno si è fatta ancora più difficile con il weekend di Spa, dove la pioggia ha compromesso la gara costringendo la direzione gara a una scelta obbligata: non disputare il Gran Premio. La scelta di assegnare metà del punteggio con tre giri completati in regime di safety car però ha reso il momento complicato una farsa senza precedenti, giustamente criticatissima. 

Se il dramma di Spa non fosse sufficiente questo weekend il pasticcio logistico e mediatico si è replicato con la gestione del Gran Premio di Jeddah: bandiere rosse, trattative con i team mai viste prima, penalità inutili (e difficili da spiegare) e mancanza totale di spiegazioni, hanno dominato la domenica d'esordio in Arabia Saudita, penultima tappa del mondiale. 

Un pasticcio di cui Masi è colonna portante, capro espiatorio e volto mediatico al centro delle polemiche mondiali. Una situazione destinata a peggiorare ad Abu Dhabi dove, chi uscirà sconfitto dal mondiale, avrà tutto il diritto di appellarsi alla FIA e criticarne le scelte di tutta la stagione. 

Pensate quindi di svegliarvi, in questa settimana complicatissima, e di essere Michael Masi. L'uomo più odiato del circus e il più attaccato dai tifosi. Pensateci e ringraziate di non essere lui, perché questa stagione di Formula 1 è stata la preferita dai tifosi di tutto il mondo, ma la più terribile per lui. 

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